Mercati, previsioni 2024. Cosa aspettarsi (e perché le opportunità migliori saranno su azioni e bond italiani)

R. F.

12/12/2023

Quali outlook per il 2024? Ecco le previsioni per il prossimo anno e perché sul mercato azionario e obbligazionario italiano troveremo le migliori opportunità di investimento al mondo.

Mercati, previsioni 2024. Cosa aspettarsi (e perché le opportunità migliori saranno su azioni e bond italiani)

Tutte le case di investimento, hedge funds, centri di ricerca economica stanno pubblicando le previsioni per il 2024 nei mercati finanziari e nell’economia internazionale.
Non valgono molto. Spesso accade l’esatto contrario di ciò che si era previsto.

Per esempio, lo scenario 2023 dell’equity per molti investitori istituzionali, quello che era stato disegnato a fine 2022, dava un mercato azionario in calo a causa dell’imminente recessione mondiale. E invece i maggiori indici mondiali si apprestano a chiudere il 2023 con performance del +20% e oltre. La Borsa Italiana, che era la più “bastonata” da siffatte funeree previsioni, sta chiudendo ad oggi 11 dicembre con un onesto +28% del FTSEMIB.

Neanche lo scenario che mi immagino io per il 2024 vale molto, ma mi piace riflettere con voi su alcune tematiche interessanti.

Mercati: le previsioni per il 2024

Di fatto, le banche d’investimento e i gestori patrimoniali hanno diversi outlook per il mercato azionario e obbligazionario per il 2024, riflettendo una profonda divergenza di opinioni sul fatto che l’economia degli Stati Uniti entrerà o meno in una recessione annunciata da tempo e potrà trascinare in essa il tutto il mondo con sé. Oppure no.

La mancanza di consenso sullo scenario economico 2024 tra gli analisti è in netto contrasto con le previsioni di un anno fa, quando la maggior parte di essi aveva previsto una recessione negli USA e rapidi tagli dei tassi Fed che non sono riusciti a materializzarsi.

Ma, come accaduto con quelle sul mercato azionario, anche dal punto di vista dell’economia, le previsioni si sono rivelate sbagliate. Per esempio gli Stati Uniti, cioè la più grande economia del mondo, è cresciuta del 5,2% annualizzato nel terzo trimestre di quest’anno. E la Fed ha portato addirittura i tassi sui Fed Funds al rialzo, fino al corridoio 5,25% -5,5%.

Dalle analisi che leggo, i partecipanti al mercato si stanno quindi preparando per un inizio 2024 ad alta volatilità sui mercati azionari ed obbligazionari. Complice anche la forte ripresa dei bond e delle azioni che si è già avuta in novembre, e sulla base di un consenso sul breve termine che l’inflazione e tassi di interesse sono su un percorso oramai avanzato di forte riduzione per un nuovo scenario recessivo, molti analisti sostengono che il rally 2023 potrebbe essere giunto alla fine e che il primo trimestre 2024 sarà improntato a ribassi dei corsi azionari e ad una calma piatta sui mercati obbligazionari.

Insomma, in febbrile attesa dei dati dei prossimi mesi sul fronte macro-economico, il dibattito incentrato sulla questione se gli Stati Uniti avranno un atterraggio duro o un atterraggio morbido dell’economia dominerà il mercato. Nel dubbio molti potrebbero scaricare il peso azionario nei loro portafogli e parcheggiare la liquidità sul cash e su strumenti di mercato monetario.

Anche i dati di trading di opzioni su indici e su azioni (la c.d. PUT/CALL RATIO) mostrano che gli investitori sono sempre più interessati a proteggere i loro portafogli dalla volatilità del mercato azionario, che si prevede più accentuata in avanti, nelle prossime settimane.

Per il resto, gli economisti intervistati da Reuters in un recente sondaggio prevedono mediamente un +1,2% di crescita del PIL USA per il 2024.

Ma mentre le previsioni sono concordi sul fatto che il ciclo di rialzo dei tassi più aggressivo della Fed negli ultimi decenni causerà un rallentamento, gli economisti medesimi sono divisi sul fatto che il 2024 includerà anche un paio di trimestri di contrazione economica che possono indurre tagli dei tassi e indebolire il dollaro.

Sulla debolezza del dollaro sono convinto anche io, ma non tanto a causa della debolezza economica, quanto per la giravolta della Fed che taglierà in maniera aggressiva i tassi nell’anno delle presidenziali USA.

Per esempio Amundi, il più grande asset manager d’Europa, ora si aspetta una recessione in USA nella prima metà del 2024, il che significa che il gruppo di asset management è negativo sul dollaro e preferisce gli asset dei mercati emergenti (soprattutto obbligazioni).

Tuttavia, per leggere le altre previsioni sull’economia e sui mercati del 2024 espresse dai gestori mondiali, vi consiglio di accedere alla pagina (con registrazione gratuita) di Savvy Investor.

Focus sugli Stati Uniti

Per quanto riguarda il mercato azionario USA, che guida l’intero mercato azionario mondiale, la mia convinzione è questa: in tempi di riduzione dei tassi di interesse da parte della Fed (alla quale si accoderanno anche le altre banche centrali nel 2° semestre del 2024) i mercati azionari difficilmente potranno scendere, perché l’ammorbidimento della politica monetaria accompagna sempre rialzi del settore equity (mediamente) e più che compensa i timori di minori profitti dovuti alla stagnazione economica.

Dalla crisi Lehman in poi, i mercati azionari sono diventati sempre più “Fed-dipendenti”: quando la Fed alza i tassi, e quando lo fa pesantemente, i mercati azionari subiscono delle pesanti correzioni (il 2022 ne è una brillante testimonianza).

Quindi, viceversa, se i tassi delle banche centrali scendono nel 2024, perché il comparto azionario non dovrebbe salire? E soprattutto, con i tassi che scendono, perché dovrebbe scendere il Nasdaq, che ospita nel suo paniere i titoli che più mi piacciono?

Per questo motivo, sono molto d’accordo con Deutsche Bank sul 2024.

Deutsche Bank prevede una lieve recessione degli Stati Uniti nella prima metà del 2024 e un enorme movimento di 175 punti base di tagli dei tassi, con minori costi del credito all’economia reale che spingerebbero fortemente la domanda interna e quindi i profitti aziendali e quindi muoverebbero l’indice azionario S&P 500 verso quota 5.100 punti. E vorrei ricordarvi che l’indice S&P 500 ha guadagnato il 19% quest’anno a 4.567.

Di parere esattamente opposto altre due grandi banche USA. JP Morgan vede una recessione come possibile e l’S&P che termina l’anno a 4.200, mentre Goldman Sachs vede solo limitato rischio di recessione, ma un indice S&P che va in fase stagnante e con molta volatilità chiudere il 2024 più o meno sugli stessi livelli del 2023.

Focus sulle borse europee

Ma al di là del mercato azionario americano, non bisogna sottovalutare le potenzialità dei mercati azionari europei, nonostante le eccellenti performance degli indici nel 2023. La pensa così Pictet Asset Management, che sostiene che la grande opportunità del 2024 saranno proprio le azioni europee, ancora fortemente sottovalutate (sia per i P/E che per i P/book) rispetto alle azioni americane. In effetti come dar torto a Pictet?

Da una analisi Bloomberg sui mercati azionari mondiali svolta l’11 dicembre si rileva che, mentre l’indice SP500 registra un +20% per il 2023 con un livello medio di P/Earning pari a 22X e un tasso di dividendo dell’1,5%, l’indice DAX con la stessa performance 2023 del +20% ha ancora un P/Earning medio di 18X e un tasso di dividendo del 3,5%.

Per non parlare della Borsa Italiana: l’indice FTSEMIB realizza all 11 dicembre un eccellente +28% di performance ma restando ad un livello di 8,5 di P/earning medio e con un notevole tasso di dividendo medio del 4,4%.

Mi preme quindi sottolineare che il mercato azionario italiano e il mercato obbligazionario italiano rappresentano le migliori opportunità al mondo per il 2024, con i BTP a medio-lungo termine ancora in forte rally nella prima metà del 2024 e le banche italiane tra le azioni del FTSEMIB che rimangono ancora fra le mie favorite con notevoli potenzialità di rialzo. Nonostante la corsa incredibile che hanno già fatto nel 2023.

MERCATO OBBLIGAZIONARIO ITALIANO E MERCATO AZIONARIO ITALIANO NEL 2023 MERCATO OBBLIGAZIONARIO ITALIANO E MERCATO AZIONARIO ITALIANO NEL 2023 Fonte: Bloomberg

Dalla tabella Bloomberg sottostante, appare evidente come il rendimento del BTP 10 anni (linea gialla scala di dx) sia strettamente correlato all’andamento dell’indice FTSEMIB (linea bianca scala di sx) e in senso inverso. Data quindi la correlazione negativa fra le due variabili in oggetto, un’ulteriore discesa dei rendimenti dei BTP nel 2024 sarebbe necessariamente di buon auspicio per l’indice azionario italiano.