Mercati mondiali in massima allerta per 5 motivi

Violetta Silvestri

8 Giugno 2024 - 10:48

Mercati mondiali pronti a nuove scosse, con 5 fattori economici e politici in grado di impattare su azioni, obbligazioni, valute. A cosa prestare attenzione nei prossimi giorni?

Mercati mondiali in massima allerta per 5 motivi

Mercati globali alle prese con 5 eventi cruciali la prossima settimana.

Dopo la riunione della Bce con il primo taglio dei tassi, altre banche centrali si incontreranno e le loro decisioni sono molto attese dagli investitori. Fed e Banca del Giappone spiccano come protagoniste assolute della finanza mondiale e le loro mosse, o semplicemente i toni assunti dai governatori in conferenza stampa, possono sconvolgere azioni, obbligazioni, valute.

In primo piano ci sono anche i risultati delle elezioni europee, la riunione del G7 e dati macro importanti in arrivo. I motivi di massima allerta per i mercati sono almeno 5.

1. Riunione Fed

La Fed sembra certa che manterrà i tassi stabili al termine della riunione di due giorni del 12 giugno.

L’inflazione si è raffreddata dopo gli aggressivi rialzi dei tassi iniziati nel 2022, ma non è ancora scesa al target del 2%. I dati sull’inflazione di maggio vengono pubblicati poche ore prima del comunicato della Fed. Ulteriori segnali di allentamento dei prezzi potrebbero consolidare le aspettative di tagli dei tassi, soprattutto alla luce dei segnali di debolezza economica.

Wall Street, sostenuta dal raffreddamento dell’inflazione, osserverà da vicino la situazione. I trader continuano a scontare un certo allentamento monetario quest’anno, con deboli aspettative di un taglio a luglio.

Risultati deludenti potrebbero anche spaventare gli investitori e riportare indietro i timori di recessione rimasti dormienti per mesi. Senza dubbio, i dati potrebbero stimolare i mercati prima della conferenza stampa post-riunione del presidente della Fed Jerome Powell.

2. Risultati elezioni europee

Secondo alcuni analisti, raramente il voto per il rinnovo del Parlamento europeo ha suscitato così tanto interesse da parte degli investitori. Guardando indietro, le elezioni continentali non hanno mai avuto un impatto chiaro o significativo sui mercati finanziari. Ma questa volta potrebbe essere diverso. I mercati del lavoro, le aziende della difesa e i progetti con esposizione tecnologica potrebbero davvero sentire gli effetti a catena del voto.

Le aspettative sono di una vittoria della destra, con la possibile ascesa anche dei partiti più estremi e maggiormente euro-scettici e nazionalisti.

Nicolas Wylenzek, macro stratega di Wellington Management, ha sottolineato: “Sebbene crediamo che i centristi riusciranno ancora a mantenere la maggioranza assoluta, non si può escludere che il PPE possa costruire una maggioranza anche con l’estrema destra, il che gli darebbe un’influenza significativa su questioni come l’immigrazione, il clima e un’ulteriore integrazione dell’UE”.

Per esempio, secondo l’esperto, la spinta alla spesa per la spesa per la difesa europea (sostenuta soprattutto da Ursula von der Leyen alla ricerca di un nuovo mandato) si tradurrà in un chiaro vantaggio per le aziende europee della difesa, che beneficeranno sia di un forte vento favorevole che di una migliore visibilità sulla domanda nel medio termine.

“Nel complesso, nonostante l’evoluzione del panorama politico, che consideriamo marginalmente negativo, rimaniamo positivi sulle azioni europee, dato il miglioramento del contesto di crescita e il forte sostegno fiscale, con una preferenza per le banche europee e i beneficiari dei consumi nazionali come il settore dei viaggi e del tempo libero”, ha aggiunto Wylenzek.

In generale, una composizione parlamentare più estrema e nazionalista potrebbe erodere la fiducia nei confronti dell’Eurozona, anche nel brevve termine, e incidere su euro dollaro e obbligazioni.

3. Riunione Bank of Japan

Il governatore della Banca del Giappone Kazuo Ueda ha già lasciato intendere chiaramente cosa aspettarsi dalla riunione di giugno.

Giovedì ha affermato che sarebbe opportuno ridurre gli acquisti ancora massicci di obbligazioni mentre la BoJ esce da decenni di stimoli, sottolineando che i politici si muoveranno “con cautela” sugli aumenti dei tassi dopo aver effettuato il suo primo rialzo dal 2007 a marzo.

Bank of Japan concluderà la sua riunione di due giorni il 14 giugno e il consenso vira intorno alla riduzione del quantitative easing a lungo termine.

Mizuho Securities vede buone possibilità di un taglio di 1 trilione di yen (6,4 miliardi di dollari) negli acquisti mensili a circa 5 trilioni di yen al mese.

Se ciò possa sostenere lo yen è una questione separata, con la BoJ e il governo preoccupati che una valuta debole possa far deragliare un ciclo sperato di lieve inflazione e aumenti salariali costanti.

4. I nodi del G7

I leader del G7 devono decidere come incanalare i fondi verso l’Ucraina in un incontro del 13-15 giugno a Bari, in Italia, prima di dirigersi in Svizzera per il vertice di pace del 15-16 giugno.

La spinta fa seguito alla recente decisione dell’Ue di utilizzare il flusso annuale di profitti inattesi guadagnati su beni russi immobilizzati.

Un prestito garantito dal reddito derivante dai beni congelati potrebbe fornire a Kiev fino a 50 miliardi di dollari in finanziamenti a breve termine ed è emerso come una delle migliori opzioni.

Al centro dell’attenzione sono anche le preoccupazioni dei politici del G7 riguardo alla crescente forza delle esportazioni cinesi, soprannominata “eccesso di capacità industriale”, in particolare per quanto riguarda i nuovi veicoli energetici.

5. Economia ed elezioni in Regno Unito

I dati sul mercato del lavoro di martedì sono al centro dell’attenzione degli investitori britannici che valutano se le pressioni salariali si stanno allentando abbastanza velocemente da rendere un taglio dei tassi della Banca d’Inghilterra una prospettiva a breve termine.

I guadagni medi settimanali, esclusi i bonus, sono aumentati del 6% annuo nei tre mesi fino a marzo, e l’aumento del 9,8% del salario minimo britannico registrato ad aprile potrebbe spingere tale tasso di crescita più in alto.

Fino a poco tempo fa, gli economisti si aspettavano un taglio dei tassi a giugno, ma le persistenti pressioni inflazionistiche fanno sì che i mercati non scontino pienamente un movimento fino a novembre.

I dati sul PIL di aprile di mercoledì mostreranno probabilmente un rallentamento della crescita dopo una robusta espansione dello 0,6% nel primo trimestre. S&P afferma che i dati PMI indicano una crescita complessiva dello 0,3% per il secondo trimestre.

E il Partito laburista all’opposizione lancia il suo manifesto in vista delle elezioni del 4 luglio. Mentre i sondaggi suggeriscono che il Labour colpirà i conservatori del Primo Ministro Rishi Sunak, alcuni leader aziendali dubitano che il Labour possa invertire la recente debole crescita della Gran Bretagna.

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