Mercati, l’euforia è finita e i motivi sono 2

Violetta Silvestri

18/01/2024

18/01/2024 - 08:42

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2 fattori stanno frenando gli acquisti nelle Borse: Cina e banche centrali sono osservate speciali dagli investitori. Perché l’euforia dei mercati è in calo per questi motivi?

Mercati, l’euforia è finita e i motivi sono 2

Mercati nervosi oggi, con almeno 2 motivi di tensione tra gli investitori che creano incertezza e un sentiment pessimista.

In Asia, le azioni giapponesi hanno chiuso la sessione in rosso e quelle cinesi si sono riprese per archiviare gli scambi di giornata sopra la parità. Le negoziazioni, però, erano iniziate con il segno meno per gli indici del dragone tanto che il mercato azionario cinese è oggi considerato tra i peggiori a livello globale per la performance nel nuovo anno.

Nella notte, a Wall Street tutti e tre gli indici principali hanno registrato perdite. I dati sulle vendite al dettaglio Usa di dicembre sono stati più forti del previsto, indicando una domanda dei consumatori resiliente e mettendo in dubbio una politica aggressiva dei tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.

La Cina, con la sua crescita economica incerta e piena di incognite, e le prossime mosse Fed - e anche Bce - sono i 2 motivi che stanno frenando l’entusiasmo dei mercati. Gli investitori attendono indicazioni più chiare e certe su un rilancio del dragone e sull’inizio dei tagli dei tassi. Tuttavia, per ora domina l’incertezza.

1. Cina osservata speciale dai mercati

Khoon Goh, capo della ricerca asiatica presso ANZ, ha commentato la seduta asiatica odierna su Reuters affermando che “per l’Asia in particolare, ci sono alcuni aspetti negativi che stanno influenzando i mercati. La riduzione delle aspettative di taglio dei tassi è sicuramente un fattore...ma il fattore più importante sono le preoccupazioni sulla crescita della Cina.”

I dati di ieri sul dragone hanno gettato un’ombra sul futuro della seconda potenza economica globale. L’economia cinese è cresciuta del 5,2% nel 2023, mostrando una crisi immobiliare sempre più profonda, crescenti rischi deflazionistici e una domanda dei consumi tiepida. Il quadro generale è stato deludente per analisti e investitori e negli scambi di oggi lo scetticismo sul futuro economico della Cina domina ancora il sentiment.

2. Fed e Bce prudenti sui tassi, i tagli slittano?

Il secondo motivo che sta frenando l’euforia azionaria è il palese cambiamento nelle aspettative degli investitori per un taglio dei tassi della Fed a marzo. Anche la Bce ha smorzato l’entusiasmo per una diminuzione del costo del denaro imminente, ipotizzando giugno come possibile dato di un primo taglio.

In risposta, i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa sono aumentati, con i trader che ora scontano una probabilità di circa il 60% di un taglio della Fed a marzo, rispetto a una probabilità di quasi il 70% un mese fa, secondo lo strumento FedWatch del CME.

I dati di mercoledì 17 gennaio che hanno mostrato un aumento superiore alle attese nelle vendite al dettaglio negli Stati Uniti lo scorso mese hanno rafforzato le scommesse secondo cui i tassi statunitensi probabilmente rimarrebbero più alti più a lungo.

“Il ridimensionamento delle aspettative, in particolare per gli Stati Uniti, è comprensibile”, ha affermato Goh di ANZ. “Credo che il mercato si sia lasciato prendere un po’ troppo la mano dopo la riunione del FOMC di dicembre”.

Tuttavia, contro l’euro, i guadagni del dollaro sono stati limitati, dopo che i funzionari Bce hanno respinto in modo simile le aspettative di taglio dei tassi nella zona euro.

Christine Lagarde ha detto mercoledì che la vittoria contro l’inflazione nel blocco non è ancora stata ottenuta, mentre il capo della banca centrale olandese Klaas Knot ha evidenziato lo stesso giorno che gli investitori stanno andando troppo avanti nello scontare i tagli da parte della Bce.

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