Mercati emergenti: cosa aspettarsi nel 2022 secondo gli analisti

Violetta Silvestri

28 Dicembre 2021 - 11:59

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Scommettere e no sui mercati emergenti nel 2022? La domanda trova risposta in alcune valutazioni degli analisti, che hanno ipotizzato punti di forza e di debolezza di India, Cina, Russia e non solo.

Mercati emergenti: cosa aspettarsi nel 2022 secondo gli analisti

Mercati emergenti: quali previsioni per il 2022?

Sebbene le prospettive finanziarie complessive per la regione emergente al momento sembrino ribassiste, il miglioramento del tasso di vaccinazione e l’apertura dell’economia anche tra l’allarme di nuovi virus hanno il potenziale per capovolgere la situazione tra qualche mese.

Questo sostengono alcuni analisti che si sono espressi sulle opportunità - e i rischi - di investimento nelle economie meno sviluppate, che però suscitano interesse. Dal gigante cinese alla Russia, fino al Brasile, all’India e ai Paesi dell’Europa orientale, su cosa scommettere nel 2022?

Uno sguardo ad alcune previsioni sui mercati emergenti.

La situazione dei mercati emergenti

L’indice MSCI Emerging Markets (EEM) ha perso il 5,7% da inizio anno. La performance poco brillante si confronta con i rialzi azionari nelle piazze delle economie sviluppate.

Ad esempio, nello stesso periodo c’è stato un aumento del 26,2% dell’indice S&P 500 e uno del 20,2% dello STOXX Europe 600, il che implica una fine anno vivace per le quotate negli Stati Uniti e dell’Europa.

Uno degli aspetti più importanti da considerare è di certo la risposta della pandemia nelle regioni dei mercati emergenti nel 2021. Paesi densamente popolati come India, Russia, Brasile e diverse parti dell’America Latina sono stati fortemente colpiti dalla recrudescenza del virus per la maggior parte dell’anno, a causa di un grave ritardo nelle vaccinazioni e del distanziamento sociale inadeguato.

A ciò si aggiunge che l’ultima crisi del credito di Evergrande in Cina ha indebolito nel complesso le valute del mercato emergente. La svendita dell’azionario cinese (uno dei principali driver dell’indice azionario dei mercati emergenti) seguita da una serie di misure normative ha continuato ad aumentare le apprensioni tra gli investitori dei mercati emergenti.

Non solo, l’inflazione è stata elevata anche in alcune di queste nazioni. Ma con il tapering degli acquisti di obbligazioni lanciato da Fed, BCE e BoE ci sono alte probabilità che gli investimenti diretti esteri (IDE) nei mercati emergenti possano essere ritirati nel 2022.

Ciò sta costringendo anche i responsabili delle politiche dei mercati emergenti a stringere i loro tassi di interesse, mettendo ulteriormente a repentaglio le loro iniziative di risposta alla pandemia.

L’OCSE nelle sue prospettive pubblicate a dicembre ha osservato che è probabile una piena ripresa in una manciata di economie dei mercati emergenti nel 2022. Tuttavia, per la maggior parte dei Paesi, la produzione sarà probabilmente inferiore a quella pre- aspettative di pandemia, in particolare negli Stati a basso reddito.

Oltre ai venti contrari in Cina e Corea, anche la crescita del PIL nelle economie come Polonia e Russia potrebbe bloccarsi con l’emergere di nuove varianti e le conseguenti misure di contenimento.

Secondo un rapporto di Lazard Asset Management di ottobre, i settori dei beni voluttuari, dei servizi di comunicazione, immobiliare e sanitario, che hanno tutti un’ampia percentuale di azioni cinesi, hanno sottoperformato l’indice MSCI Emerging Markets.

In questa cornice, cosa aspettarsi nel 2022?

Il 2022 per i Paesi emergenti: le previsioni

Dopo il terzo trimestre del 2021, che ha mostrato una crescita del PIL migliore del previsto per le nazioni del G20, molti analisti hanno sollevato stime per la crescita 2022 dei titoli dei mercati emergenti.

Ad esempio, dalla seconda metà del 2021, a seguito di un primo colpo dovuto alla seconda ondata di Covid, l’economia indiana ha iniziato a registrare un rialzo, grazie all’abbassamento dei tassi di interesse, alle riforme fiscali favorevoli e al miglioramento dell’accesso ai vaccini.

Anche per l’Indonesia e la Malesia, si prevede che la forte ripresa della crescita in corso nel loro settore manifatturiero (in particolare nell’elettronica e nell’auto) continui fino al 2022 mesi.

Il Brasile, dopo un netto calo del PIL nel 2021, dovrebbe mostrare una ripresa su un rimbalzo della crescita delle esportazioni.

Secondo l’OCSE, la crescita della domanda interna dovrebbe aumentare nel 2022, supportata da ulteriori progressi con la vaccinazione e dall’allentamento delle interruzioni della catena di approvvigionamento in tutto il mondo. Tuttavia, l’andamento dell’afflusso di IDE sembra essere cruciale nel proiettare la crescita definitiva.

Digitale e transizione energetica in focus

Per alcuni esperti, comunque, interessante sarà anche l’evoluzione nel 2022 di digitalizzazione e decarbonizzazione in questa regione del mondo.

Manraj Sekhon di Franklin Templeton si è soffermato su alcuni d questi aspetti. La fiorente economia di Internet dell’India, per esempio, ha attratto capitali alla ricerca di nuove aree di crescita, soprattutto alla luce del flusso normativo in Cina. Il pagamento elettronico, la consegna di cibo e altri modelli di business digitali sono decollati, spingendo anche le aziende tradizionali ad abbracciare l’innovazione per contrastare la concorrenza.

A livello globale, la continua carenza di semiconduttori sottolinea l’enorme domanda di chip derivante dai progressi tecnologici. Si prevedono forti guadagni per alcune delle più grandi società di semiconduttori del mondo in mercati come Taiwan e Corea del Sud.

La decarbonizzazione è un’altra tendenza da tenere d’occhio. È probabile che gli impegni dei principali ME per raggiungere la neutralità del carbonio intensifichino gli sforzi per l’elettrificazione e le energie rinnovabili, creando un sostegno pluriennale per le industrie interessate.

La crescita dei produttori sudcoreani di batterie per veicoli elettrici e delle società cinesi di energia solare è evidente, tanto che si stanno posizionando a livelli da leader mondiali nel settore.

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