Meglio investire obbligazioni o tenere denaro sul conto?

Tommaso Scarpellini

24 Febbraio 2025 - 07:51

L’inversione della curva dei rendimenti si attenua, rendendo meno attraenti gli strumenti a breve scadenza. Conviene ancora mantenere liquidità o è il momento di spostarsi su bond a lunga durata?

Meglio investire obbligazioni o tenere denaro sul conto?

Negli ultimi anni, gli investitori hanno assistito a una fase di inversione della curva dei rendimenti, un fenomeno in cui le obbligazioni a breve termine hanno offerto rendimenti superiori rispetto a quelle a lungo termine. Questa situazione ha reso particolarmente attraente il parcheggio di liquidità in strumenti a breve scadenza come depositi vincolati, fondi del mercato monetario o obbligazioni con durata inferiore ai 12 mesi.

Tuttavia, con il recente ritorno alla normalità della curva dei rendimenti, molti si chiedono se sia ancora conveniente mantenere il denaro in strumenti monetari o depositi vincolati o se sia giunto il momento di investire in obbligazioni con una durata maggiore.

Qual è la giusta risposta?

Rischi e opportunità delle obbligazioni a lunga scadenza

Gli investitori che scelgono obbligazioni a lunga durata devono considerare diversi fattori prima di investire:

  • Il deprezzamento in conto capitale: che potrebbe verificarsi se i tassi di interesse dovessero salire ulteriormente, riducendo i guadagni complessivi.
  • Il rischio emittente: un altro elemento da valutare, specialmente sulle obbligazioni singole, le quali eliminano il rischio di deprezzamento in conto capitale se mantenute fino a scadenza, ma introducono il rischio legato alla solvibilità dell’emittente.
  • Il rischio Paese: con i titolo globali sempre più esposti a fattori come l’inflazione a lungo termine, i deficit federali crescenti e l’aumento dell’offerta di titoli governativi in circolazione, selezionare correttamente il Paese a cui prestare denaro diventa cruciale.

Qual è lo strumento migliore?

Anche gli ETF obbligazionari offrano un’esposizione diversificata, low cost, e molto utilizzata dal mercato, sono vulnerabili anch’essi alla fluttuazione dei prezzi (rischio deprezzamento. In questo senso, diventano interessanti i fondi a gestione attiva, i quali, invece, possono modulare le duration in base all’andamento del mercato, offrendo una protezione maggiore contro i rischi di tasso di interesse.

Anche se storicamente la gestione passiva tende a performare meglio, nel settore obbligazionario, il vantaggio degli strumenti attivi è più evidente. Uno studio di JPMorgan mostra che i fondi obbligazionari gestiti attivamente possono ottenere un extra rendimento dello 0.55% annuo al netto dei costi.
Naturalmente, è possibile possedere anche obbligazioni singole, le quali eliminano il rischio di deprezzamento, ma mantengono un certo rischio emittente.

FBND, 1W FBND, 1W Grafico a candele settimanali del Fidelity Total Bond ETF. Fonte: baha.com

Come muoversi?

Determinare se passare da impieghi a breve termine a obbligazioni a lunga scadenza dipende molto profilo dell’investitore. Chi ha bisogno di liquidità a breve termine potrebbe continuare a privilegiare strumenti di breve durata, come conti deposito o fondi monetari. Chi investe con un orizzonte di lungo periodo potrebbe già iniziare a valutare le obbligazioni con scadenze più lunghe, sfruttando i rendimenti superiori.

In sintesi, non esiste una risposta univoca alla domanda se sia meglio mantenere la liquidità in strumenti di breve termine o passare a obbligazioni a lunga scadenza. Il contesto attuale suggerisce che, per chi può permettersi di investire con un orizzonte di lungo periodo, lo steepening della curva ha reso interessanti i rendimenti a lunga duration. Tuttavia, l’esposizione ai rischi di mercato richiede una valutazione attenta.