Meglio investire in BTP Valore 2032 o sui titoli di Borsa?

Stefano Vozza

1 Marzo 2026 - 15:37

Diversificare un portafoglio resta spesso la soluzione vincente per contenere il rischio nel mentre si prova a massimizzare il rendimento

Meglio investire in BTP Valore 2032 o sui titoli di Borsa?

Una manciata di minuti fa il MEF ha svelato la serie dei tassi mini garantiti sulla 7° serie del BTP Valore 2032. Essi sono pari a: 2,50% lordo per il 1° e 2° anno, pari al 2,1875% netto della ritenuta fiscale del 12,50%; 2,80% (il 2,45% netto) nel 3° e 4°; 3,50% annuo lordo (3,0625% netto) nel 3° e ultimo biennio, cioè nel suo 5° e 6° anno di vita fruttifera.

Gli interessi saranno corrisposti mediante cedole trimestrali con date di stacco ad ogni 10 di marzo, giugno, settembre e dicembre. Il rimborso del capitale avverrà tra 6 anni, il 10/02/’32, insieme all’ultima cedola trimestrale più il premio fedeltà. Quest’ultimo sarà appannaggio dei soli acquirenti da lunedì 2 a venerdì 5, salvo eventuale chiusura anticipata. Cioè ai soli possessori a scadenza dell’ISIN ‘speciale’ IT0005696320, e per il solo stock di bond tenuto fino alla fine. Il suo importo, in particolare, sarà pari allo 0,8% (netto 0,7%) del capitale nominale portato a termine.

Ora, fatte tutte queste doverose premesse, quanto potrei guadagnare con 9.000 € sul BTP Valore e 1.000 € in Borsa nel giro di 6 anni?

Rendimento annuo lordo ponderato del neo BTP Valore

Sommando tutte le cedole trimestrali più l’extra bonus fedeltà finale si ottiene un 18,40% di interessi lordi complessivi. Dividendoli per i 6 anni di durata ne viene fuori una cedola media ponderata, cioè ipotetica, del 3,067% annuo lordo.
Dal principio alla fine, quindi, l’obbligazione produrre un guadagno del 16,10% al netto dell’imposta sostitutiva. Poi andranno dedotte le spese di gestione bancaria (dossier titoli in primis) e l’imposta di bollo del 2X1.000 del capitale. Immaginando un valore di mercato sempre a 100 al tempo della rendicontazione, circa si tratta di circa 2 €/anno per ogni 1.000 €.

A grandi, grandi linee, all’incirca un 14,5% scarso di ritorno netto di tasse e spese nell’arco di 6 anni. Per il calcolo del rendimento reale, invece, occorrerà detrarre l’inflazione media futura. Stimandola arbitrariamente tra l’1,5 e il 2,00%, c’è che il ritorno reale finale ne dovrebbe risultare positivo, o questo si augurano i futuri sottoscrittori del titolo.

Rischio e rendimento sul medio termine

Investire tutto su un solo asset è la soluzione ideale per valorizzare un portafoglio? Assolutamente no, e lo si deduce dall’analisi semantica delle parole “armonia” contro “sovraesposizione”. Quest’ultima espone in toto ai rischi di mercato dell’asset e/o emittente e/o ritorni attesi dall’asset e/o dal mix di tasse e spese di gestione, etc.

Chi sceglie la liquidità ha solo costi di gestione, tasse e perdite in conto capitale assicurati. Chi opta per i soli strumenti del reddito fisso spazierà dalla sola protezione del capitale alla leggera perdita/guadagno reale a seconda dei casi. Chi punta tutto sul capitale di rischio, infine, sovraespone il suo patrimonio in maniera davvero eccezionale.

Non ci sono soluzioni magiche sul come gestire un capitale, fermo restando che non è un ambito di nostra competenza. Ad ogni modo i manuali di finanza suggeriscono sempre di impostare strategie su costi contenuti, pochi prodotti su asset differenti (e scorrelati) ed operare in ottica di medio-lungo termine.

Quanto potrei guadagnare con 9.000 € sul BTP Valore e 1.000 € in Borsa nel giro di 6 anni?

Fatte le premesse, muniamoci di adeguata fantasia e, in termini molto grossolani immaginiamo i possibili payout di un portafoglio a due prodotti. Optiamo per la semplicità più assoluta e immaginiamo un capitale di 10mila € per il 90% sul Valore ’32 (9mila €) e il restante 10% su un ETF azionario. L’ideale sarebbe un fondo passivo su mercati globali come l’MSCI All Country World o comunque su replicanti che garantiscano elevata diversificazione.

Il ritorno atteso in 6 dal Valore ’32 è noto, mentre è ignoto quello del’ipotetico ETF prescelto. Ipotizziamo 3 scenari differenti, uno molto negativo tipo un calo del –70% a scadenza, quasi al limite della fine del mondo. Poi uno neutro, cioè con uno 0,00% di variazione dei valori dell’ETF in 6 anni, e uno positivo ma ‘solo’ del +35%. Si evince che non siamo stati neutrali negli scenari ma volutamente sbilanciati su quelli negativi per ovvie ragioni di prudenza.

Bene, nello scenario peggiore bisognerebbe sacrificare circa due terzi dei payout del bond retail per pagare tasse e spese e coprire la perdita sull’ETF. Nel caso neutro la diversificazione si sarebbe rivelata ininfluente nell’economia dell’investimento. Nel caso felice, il guadagno netto totale sarebbe maggiore a quello frutto della scelta di investire tutti i 10mila € nel Valore. In pratica sarebbe come se si fosse investito a 6 anni con uno yield di circa il 3,4%.

La cosa importante da sottolineare è che la pianificazione di un portafoglio è una cosa molto seria che esula dalle pagine di un articolo, nostro incluso. Non siamo qui a fare consulenza, ma a provare a fare considerazioni costruttive. Ad ogni investitore, quindi, la scelta della propria strategia e della propria composizione di portafoglio.