E se il BTP rendesse persino più delle azioni italiane nel 2026? I numeri sembrano parlare chiaro, ma la risposta potrebbe non essere quella più intuitiva.
Il buon vecchio BTP, il gioiellino degli italiani, sembra pronto per un 2026 di fuoco e fiamme. In certi casi viene stimato addirittura più conveniente delle azioni di Piazza Affari. Una provocazione che oggi circola sempre più spesso, alimentata da report, numeri e segnali di mercato che sembrano andare tutti nella stessa direzione. Ma se nel breve periodo la domanda è più che legittima: allungando l’orizzonte temporale siamo davvero così sicuri che il BTP rappresenti la scelta migliore? Guardiamo i dati, poi proviamo a dare una risposta ragionata.
Il contesto macro e il ritorno dell’obbligazionario
Negli ultimi mesi stanno emergendo diversi studi che suggeriscono una forza relativa del comparto obbligazionario rispetto al mercato azionario. Non si tratta di sensazioni, ma di analisi quantitative basate su metriche di valutazione, cicli economici e premi al rischio. Uno dei report più citati è quello di Vanguard sulla Time Varying Asset Allocation, in cui viene suggerito un sovrappeso dei bond rispetto all’equity in questa fase di ciclo. [...]
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