Media tedeschi denunciano: l’Unione Europea e le ingerenze in Moldavia

Roberto Vivaldelli

30/09/2025

Milioni di euro - e di dollari - per plasmare la politica Moldavia prima delle recenti elezioni parlamentari che hanno visto trionfare il partito di Sandu.

Media tedeschi denunciano: l’Unione Europea e le ingerenze in Moldavia

Non solo Russia. Secondo un articolo pubblicato dal Berliner Zeitung, le recenti elezioni parlamentari in Moldavia sollevano non pochi interrogativi sulla legittimità dell’influenza dell’Unione Europea nel processo democratico del Paese ex sovietico. La presidente pro-UE Maia Sandu e la sua formazione, il Partito di Azione e Solidarietà (PAS), hanno ottenuto il 50,1% dei voti, mentre il Blocco Patriottico filorusso si è fermato al 24,2%. Tuttavia, si tratta di un trionfo macchiato da non poche ombre e accuse di ingerenza esterna (da parte di Bruxelles), che mettono in discussione la natura democratica del processo elettorale.

Partiti «filo-russi» esclusi a poche ore dal voto

Un mese prima delle elezioni, l’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, aveva dichiarato in una conferenza stampa del Consiglio di Associazione UE-Moldavia: «Il popolo moldavo ha il diritto di decidere del proprio futuro senza interferenze esterne». Parole che, secondo il Berliner Zeitung, risultano ipocrite alla luce delle azioni dell’UE. Poco prima del voto, due partiti filorussi, sono stati esclusi dalla competizione elettorale con accuse di finanziamenti illeciti russi, corruzione elettorale e campagne di disinformazione. Ma c’è un problema sostanziale: le prove concrete di tali accuse non sono state rese pubbliche.

Il copione ricorda quanto accaduto in Romania nel novembre 2024, quando il candidato filorusso Călin Georgescu, vincitore della prima tornata elettorale, è stato escluso dalla Corte Costituzionale rumena per presunte irregolarità legate a finanziamenti russi, senza però prove tangibili. Alla fine, il candidato pro-UE Nicușor Dan è stato eletto presidente. In Moldavia, le autorità hanno giustificato l’esclusione dei partiti filorussi citando un’inchiesta del portale Nordnews – finanziato, guarda caso, proprio dall’UE – che denunciava un presunto network di propaganda legato a un’organizzazione russa, Evrazzia.

Milioni di euro per plasmare la politica moldava

L’UE non si è limitata a denunciare presunte interferenze russe. Ha investito massicciamente in Moldavia, sia finanziariamente che politicamente. Secondo il Berliner Zeitung, l’UE ha stanziato 1,8 miliardi di euro in un “piano di crescita” per il Paese, condizionato al rispetto delle linee guida di Bruxelles, oltre a 200 milioni di euro come “aiuto alla difesa” contro la Russia. A settembre 2025, poche settimane prima delle elezioni, la Commissione Europea ha versato 18,9 milioni di euro come parte di questo piano.

Inoltre, attraverso il programma EU4Independent Media, l’UE ha destinato 8 milioni di euro tra il 2022 e il 2025 per sostenere media “indipendenti” in Moldavia e in altri Paesi dell’Europa orientale, ufficialmente per contrastare la “disinformazione russa”. A metà settembre, un “Rapid Response Team” dell’UE è stato inviato in Moldavia per combattere presunte «manipolazioni elettorali», un’azione che il Berliner Zeitung definisce come un’ingerenza diretta di Bruxelles.

L’esito delle elezioni è stato celebrato dall’UE. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato su Bluesky: “La nostra porta è aperta”, mentre la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha aggiunto: “L’Europa è la Moldavia. La Moldavia è l’Europa”. Ma, si chiede il Berliner Zeitung, non è anche questa una forma di ingerenza straniera?

Peraltro, il giornale tedesco non è stato l’unico a sollevare dubbi. A queste critiche si aggiunge l’opinione dello studioso americano del Cato Institute, Ted Galen Carpenter, il quale ha evidenziato su Antiwar come sia Washington che l’UE abbiano riversato ingenti somme in Moldavia per sostenere gruppi “pro-democrazia”. Dal 2022 al settembre 2024, gli Stati Uniti hanno stanziato 949 milioni di dollari per un Paese di appena 3,6 milioni di abitanti, mentre l’UE ha promesso 270 milioni di euro nel solo 2025. Secondo Carpenter, “sarebbe ingenuo pensare che tali somme non abbiano comprato influenza politica e non siano state progettate per farlo”.