Questi due Paesi potrebbero tornare a essere un solo, proprio come un tempo, ma gli ostacoli sono tanti e i rischi ancora di più.
Due Paesi europei potrebbero diventare presto uno solo, sempre che ci siano davvero le condizioni per superare gli ostacoli rimasti. A risollevare la questione sono state le recenti dichiarazioni della presidente della Moldavia, Maia Sandu, che si è detta favorevole all’unificazione con la Romania. Di fatto, la Moldavia ha tutte le ragioni per ritenere vantaggiosa l’unione alla Romania, ma resta consapevole che si tratta di una strada difficile da percorrere. Sandu, che altri politici favorevoli alla riunificazione criticano proprio per averne fatto materia referendaria, è infatti consapevole che il popolo moldavo ha delle rimostranze.
Per questo motivo, la sua amministrazione ha avviato le pratiche per l’adesione della Moldavia all’Ue, in quella che è un’evidente soluzione di compromesso e forse di transito rispetto all’unità. Un modo per distanziarsi maggiormente dalla Russia e dalle sue ingerenze, che tuttavia non avvicina davvero alla Nato, da cui Chisinau sembra dover restare esclusa ancora un po’ di tempo. Le stesse pratiche di ingresso nell’Ue hanno rappresentato un rischio, viste le dure posizioni della Russia, che gode ancora di un’influenza massiccia nella nazione.
Una scelta coraggiosa ma necessaria se la Moldavia vuole difendersi al meglio dalle ingerenze russe, che constano principalmente in cyberattacchi, campagne di disinformazione, fake news e propaganda, per adesso. Nuovamente in bilico tra l’Europa e il Cremlino, la Moldavia sembra essere chiamata in ogni caso a rinunciare alla propria sovranità.
Moldavia e Romania un solo Paese?
Il legame storico, culturale e territoriale tra Moldavia e Romania non basta ad avvalorare la tesi della riunificazione, atteso che le stesse ragioni potrebbero essere evidenziate per quanto riguarda la Russia. L’importante (e prevalente) presenza romena nel Paese, infatti, viene in qualche modo bilanciata dalla maggioranza russa nella Transnistria, che si è autoproclamata indipendente ma non viene riconosciuta come Stato autonomo rispetto alla Moldavia (tranne da Mosca, che vi ha insediato numerose truppe a scopi di tutela, e altri Stati non riconosciuti a livello internazionale).
La situazione della Transnistria è estremamente delicata, rappresentando un avamposto strategico per la Russia e un nervo scoperto per l’Europa. Di conseguenza, non è soltanto la Moldavia a poter beneficiare di un avvicinamento all’Occidente, ma anche viceversa, come peraltro ha sempre fatto notare il Cremlino, che rifiuta fermamente la presenza Nato nel Paese (mentre aumenta i militari in Transnistria).
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La piccola Moldavia, però, necessita dell’appartenenza all’Alleanza per evitare di soccombere sotto le pressioni russe e perdere completamente la propria identità nazionale. Un rischio che la riunificazione alla Romania comporta in maniera diversa, sebbene impossibile da ignorare. La Moldavia ha faticato, anche sotto l’imposizione sovietica, per differenziarsi dalla Romania, senza peraltro riuscirci del tutto. La riunione potrebbe portare cambiamenti meno sacrificanti di quanto si potrebbe pensare, per quanto la sovranità autonoma moldava sarà perduta in favore di uno Stato unificato. Il punto è che questa misura potrebbe rivelarsi il male minore rispetto alle alternative possibili.
La presidente Sandu è sicuramente di questo avviso, consapevole della delicatezza della propria situazione. Stiamo parlando di una repubblica prevalentemente romena, schiacciata tra Romania e Ucraina, ex membro dell’Unione sovietica e attualmente ospite di un noto movimento filorusso. Trovare un equilibrio sembra impossibile, come sottolineato dal governo stesso:
Sempre più difficile per un piccolo paese come la Moldavia sopravvivere come Paese sovrano democratico e ovviamente resistere alla Russia.
Ecco perché “se ci fosse un referendum, voterei per la riunificazione con la Romania, anche se oggi non c’è una maggioranza a favore della riunificazione della Moldavia con la Romania". Un unico Paese moldavo e romeno sembrerebbe la soluzione ideale per garantire alla Moldavia la protezione che necessita e alla Nato (con Bruxelles) un avamposto funzionale e difensivo nei pressi della Russia.
Per quest’ultima, tuttavia, si tratterebbe di un vero e proprio attacco alla propria sovranità. Mosca sentirebbe ancora una volta la mano occidentale troppo vicina ai propri confini, senza contare che la questione della Transnistria dovrebbe essere affrontata diplomaticamente per evitare che tentativi di annessione siano equiparati a dichiarazioni di guerra. Da qui, la scelta di una via più graduale, vale a dire l’adesione della Moldavia all’Ue auspicata per il 2030.
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