Mazda: 1 euro per lasciare la Russia

Gaetano Cesarano

15/11/2022

15/11/2022 - 14:25

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Mazda ha annunciato la cessione della sua partecipazione nella joint venture sovietica interrompendo di fatto le attività in Russia.

Anche Mazda ha deciso di abbandonare il mercato russo a causa del conflitto militare in Ucraina. La notizia era già nell’aria da alcune settimane ma la comunicazione ufficiale del costruttore giapponese è arrivata solamente nella giornata di ieri durante un resoconto finanziario. La lista dei costruttori di automobili che abbandona il territorio sovietico è sempre più lunga, la prima azienda a ritirarsi dal mercato fu Renault, seguita negli ultimi mesi - per citare gli ultimi e più eclatanti addii - da Toyota, Nissan, Ford e Mercedes-Benz.

In primavera il costruttore giapponese aveva già sospeso la produzione a fronte delle difficoltà riscontrate nelle forniture, ma dopo una lunga trattativa ha optato per lo scioglimento della joint venture realizzata in loco non ravvisando le prospettive per una ripartenza.

Lo stabilimento della Mazda Sollers Manufacturing Rus (MSMR) è situato a Vladivostok ed è destinato alla produzione prevalente del modello CX-5 per il mercato locale. Grazie ad una capacità produttiva annuale di circa 50.000 vetture contribuisce anche ai volumi di CX-30 e CX-9.

Seguendo la strategia già messa in campo da altri costruttori, Mazda ha optato per un’uscita di scena dal mercato russo a costo di notevoli perdite economiche. Il pacchetto azionario detenuto nella Mazda Sollers Manufacturing Rus (MSMR), pari al 50%, è stato infatti interamente trasferito al partner locale Sollers Pjsc alla cifra simbolica di 1 euro. Per il costruttore giapponese si stima che l’operazione finanziaria comporterà la perdita di 12 miliardi di yen (al cambio attuale circa 84 milioni di dollari).

Facendo tesoro di quanto già avvenuto ad aprile di quest’anno per la cessione della Avtovaz da parte di Renault, l’accordo prevede per Mazda l’opzione di riacquisto entro i prossimi 3 anni. In questo caso però non sembrano previste, grazie ad un’apposita clausola contrattuale, possibili rivalutazioni economiche della partecipazione.

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