Materie prime: il futuro sorride?

Le materie prime invertono il trend negativo e mostrano una ripresa. Da cosa dipende? Continuerà? L’analisi di Legal & General IM

Materie prime: il futuro sorride?

Dopo un lungo trend negativo, le materie prime hanno invertito la rotta.

Fare un’analisi sugli elementi che hanno garantito il cambiamento non risulta facile, visto che le commodities non sono necessariamente legate agli stessi fattori che guidano i mercati azionari e obbligazionari.

Il 2018 ha portato finora 5 miliardi di dollari all’intero settore, presentandosi così come l’anno migliore in assoluto per il comparto, con gli analisti che stimano il raggiungimento di quota 6.5 miliardi di dollari sull’intero anno.

L’analisi di Legal & General IM: il contesto dà garanzie

A pesare in senso positivo sui numeri non è stato tanto l’oro - che pure ha fatto registrare performance molto buone ma altalenanti - piuttosto il settore energy, quello dei cereali e quello dei metalli industriali, che si sono mostrati in grado di spingere in avanti l’intero comparto:

“Dopo la decisione del Presidente Trump di uscire dall’accordo con l’Iran a maggio, il settore ha rapidamente ripreso slancio, probabilmente per i maggiori rischi geopolitici e le preoccupazioni sul calo dell’offerta da Iran e Venezuela. Di conseguenza, mentre si facevano insistenti le voci di un aumento della produzione in Arabia Saudita e Russia, il mercato ha registrato una leggera correzione”,

è l’analisi di Legal & General IM.

L’asset management nota come due fattori in particolare potrebbero mostrarsi decisivi per il protrarsi del trend positivo: dinamiche vantaggiose di domanda e offerta e “la ripresa del CBOE Volatility Index”.

Mentre per quel che riguarda gli indici sulle broad commodities, si va verso condizioni favorevoli di domanda e offerta e vantaggi notevoli per chi investe:

“Storicamente, simili condizioni segnano l’inizio di una significativa sovraperformance delle materie prime rispetto alle azioni. Se l’economia globale continua a crescere, le economie avranno bisogno, e utilizzeranno, quantitativi maggiori di materie prime per la loro espansione, e le dinamiche della domanda porteranno a un rialzo dei prezzi.”

Eppure, visto l’alleggerimento del QE, Legal & General IM non esclude uno stabilizzarsi della crescita, o una fase di correzione del mercato.
Vista la connessione tra buono stato di salute delle materie prime e crescita globale, una correzione del 20-30% nei mercati azionari “potrebbe avere forti conseguenze negative” per le commodities.

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