Mascherine, dove e quando sono obbligatorie?

Ilena D’Errico

17 Settembre 2023 - 08:47

Ecco quando e dove sono obbligatorie le mascherine, cosa potrebbe cambiare con l’aumento dei contagi e cosa raccomandano gli esperti.

Mascherine, dove e quando sono obbligatorie?

Con l’aumento dei contagi da Covid-19 si torna a discutere di mascherine, uno dei cardini su cui si è concentrata finora la prevenzione e la difesa dal virus. Con il termine dell’emergenza e la fine della pandemia decretata dall’Oms, la maggior parte delle restrizioni è venuta meno. Tutte le precauzioni da adottare contro i contagi e soprattutto per tutelare i soggetti più fragili sono state delegate alla discrezionalità personale, con pochi limitati obblighi.

Così, anche l’obbligo di indossare le mascherine è stato abolito per la maggior parte dei luoghi, sia all’aperto che al chiuso, a prescindere dal numero di persone. Ciò, tuttavia, non toglie che l’utilizzo di sistemi di protezione delle vie respiratorie sia ancora fortemente consigliato dagli esperti, soprattutto alla luce del nuovo aumento dei casi.

Il cambiamento del quadro epidemiologico richiede però un intervento mirato al fine di contenere i casi e i danni ai più fragili, di fatti il ministero della Salute ha già provveduto a introdurre l’obbligo di tampone, insieme ad altri sistemi di contenimento del virus, per quanto riguarda le strutture ospedaliere. Si prospetta, quindi, un cambiamento anche per quanto riguarda le mascherine, il cui obbligo per il momento è previsto solo fino alla fine dell’anno. Ecco dove e quando sono obbligatorie le mascherine e cosa potrebbe cambiare.

Quando e dove sono obbligatorie le mascherine

L’obbligo di utilizzare le mascherine è attualmente vigente soltanto per quanto riguarda gli ospedali e le strutture sanitarie, essendo stato prorogato dall’ordinanza del 28 aprile 2023 del ministero della Salute fino al 31 dicembre 2023. L’obbligo riguarda esclusivamente i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socioassistenziali a contatto con pazienti fragili. In particolare, è obbligatorio indossare la mascherina in queste strutture:

  • Strutture di ospitalità e lungodegenza;
  • residenze sanitarie assistenziali;
  • hospice;
  • strutture riabilitative;
  • strutture residenziali per anziani (anche se autosufficienti).

L’obbligo non si estende alle intere strutture, bensì esclusivamente ai reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, i quali vengono identificati dalla Direzione sanitaria. Non è quindi obbligatorio indossare la mascherina fuori dai reparti di degenza, a meno che la struttura preveda disposizioni diverse a seconda delle possibilità di rischio per i pazienti.

Mascherine, cosa potrebbe cambiare e quando usarle

Al di fuori delle ipotesi previste dal ministero della Salute, è riconosciuta autonomia alle Direzioni sanitarie, ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e alle autorità regionali, quindi, anche per quanto riguarda l’accesso in ambulatorio e in pronto soccorso. Dall’obbligo restano esclusi:

  • Bambini di età inferiore a 6 anni;
  • persone con patologie o disabilità incompatibili con l’utilizzo della mascherina e persone che devono comunicare con loro.

Su quest’ultimo punto, Isabella De Monte (deputata del Pd al Parlamento europeo) ha sottolineato l’importanza di attuare strategie di prevenzione attraverso le vaccinazioni, al fine di tutelare le persone anche dall’utilizzo di mascherine, soprattutto riguardo ai portatori di disabilità intellettive. Visti la crescita dei contagi e le nuove misure sui tamponi, non si esclude però una nuova estensione delle mascherine obbligatorie, che molto probabilmente sarà attuata dalle singole Ragioni in merito al quadro specifico.

Per esempio, la Lombardia ha già provveduto a richiamare l’attenzione sul rispetto delle norme, consigliando caldamente l’uso delle mascherine all’interno delle strutture ospedaliere e sanitarie anche quando obbligatorio e, in genere, in caso di contatto con soggetti anziani, fragili o immunodepressi.

Un piano d’azione condiviso ovviamente dagli esperti, tra cui anche il professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, che ha invitato i cittadini al buonsenso riguardo alle precauzioni contro il Covid, dato che pur non essendoci un nuovo pericolo immediato l’infezione rappresenta comunque un rischio per i soggetti fragili. Pertanto l’utilizzo delle mascherine, quando non obbligatorio, resta fortemente consigliato non solo per i soggetti fragili ma anche per coloro che vi entrano a contatto e potrebbero trasmettergli il virus.

Precauzioni che, come evitare di uscire con forti sintomi e frequentare ambienti eccessivamente affollati, sono valide e necessarie per tutte le influenze e a un passo dall’arrivo del freddo devono essere prese in considerazione.

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