Addio mascherine al chiuso? «Manteniamo l’obbligo, ecco cosa succederà in estate». Intervista a Pregliasco

Emiliana Costa

27/04/2022

27/04/2022 - 20:06

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Addio mascherine al chiuso e green pass dal 1° maggio, siamo pronti? Ne abbiamo parlato con il virologo Fabrizio Pregliasco: «Manteniamo l’obbligo in certi contesti, ecco come vanno usate».

Addio mascherine al chiuso? «Manteniamo l'obbligo, ecco cosa succederà in estate». Intervista a Pregliasco

Addio mascherine al chiuso e green pass dal 1° maggio? È previsto a breve un Consiglio dei ministri durante il quale potrebbero essere fissate le nuove regole Covid a partire dal 1° maggio. L’ultimo decreto infatti prevede l’abolizione delle restrizioni dal 30 aprile, con alcune eccezioni (l’obbligo di certificato verde rimarrà per l’accesso in ospedale e le visite nelle Rsa). Ma il virus, trainato dalla variante Omicron 2, continua a correre e il numero delle vittime resta altissimo: oggi 87.940 nuovi casi e 186 morti nelle 24 ore.

Siamo pronti, dunque, all’allentamento delle misure di contenimento? Ne abbiamo parlato con Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. «Siamo in una fase di transizione. Procediamo in modo progressivo».

Prof. Pregliasco, dal 1° maggio potrebbe essere abolito l’obbligo di mascherine al chiuso e di green pass, fatta eccezione per alcune contesti specifici. Siamo pronti?

Siamo in una fase di transizione e non è facile scegliere cosa sia giusto fare. Il virus sta circolando e la variante Omicron è molto contagiosa. Stiamo assistendo a un rialzo dei casi da alcune settimane. Con un aumento dei ricoverati nei reparti ordinari e presenze anche in terapia intensiva. Non è una situazione di sofferenza, ma certamente resta una certa vivacità. Pensiamo che questa curva dovrebbe migliorare entro la fine del mese di maggio, ma rimane l’incognita di queste aperture che favoriscono la circolazione del virus. Procediamo in modo progressivo, come l’Italia ha sempre fatto. Mantenendo l’obbligo di mascherina in alcuni contesti anche nel prossimo futuro. Le mascherine devono diventare come gli occhiali da sole, da utilizzare al bisogno. In particolare la Ffp2 fondamentale per le persone fragili e per chi le assiste. Il rischio di malattia c’è ancora.

Se la curva migliorerà a fine maggio, che estate dobbiamo aspettarci?

Salva l’insorgenza di nuove sottovarianti, come gli scorsi anni avremo un’estate tranquilla. Con un miglioramento deciso della curva epidemiologica. Ci aspettiamo un peggioramento nel prossimo inverno.

La quarta dose destinata ai fragili sta andando a rilento, influisce l’abolizione del green pass dal 1° maggio?

L’abolizione del green pass può aver influito. Ma è un peccato perché per i soggetti fragili è fondamentale la quarta dose per avere una buona copertura dalle complicanze. Il vaccino infatti non riesce sempre a evitare le infezioni, ma protegge dalla malattia severa. Inoltre, la perdita di efficacia del vaccino è più veloce tra gli anziani che tra gli adulti e i giovani. La quarta dose serve anche per dare un imprinting al sistema immunitario.

I contagi continuano a correre. Cosa succederà in autunno? Quarta dose per tutti?

Secondo me, in autunno la vaccinazione sarà proposta come quella antinfluenzale. Raccomandata ai soggetti fragili, ma senza una campagna universale. Se servirà la reintroduzione del green pass per spingere il booster autunnale? Si vedrà in base alla situazione epidemiologica. Ci immaginiamo che i contagi saranno inferiori a quelli degli scorsi inverni. Come la logica del sasso in uno stagno, con onde via via sempre più piccole.

Al momento, Omicron 2 è dominante. Ma sono state scoperte nuove varianti, come la Xf (mix di Omicron e Delta). Dobbiamo preoccuparci?

Ci sono tantissime sottovarianti, ma al momento non ci dicono niente di nuovo rispetto a Omicron. Anche per quanto riguarda Xf non sappiamo come procederà. Fondamentale continuare la vigilanza.

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