Negli USA il focus resta sulla solidità del mercato del lavoro mentre in Europa e in Italia sul percorso dell’inflazione e sulla capacità del settore manifatturiero di consolidare i progressi recenti
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In un contesto ancora segnato dalle tensioni geopolitiche e dalle dinamiche inflazionistiche residue, gli investitori seguiranno con attenzione i dati provenienti dagli Stati Uniti, dall’Italia e dal resto d’Europa, nonché dall’Asia, dove le letture sul settore manifatturiero cinese e giapponese offriranno segnali precoci sull’andamento del terzo trimestre.
Cosa accadrà negli USA?
Negli Stati Uniti l’attenzione si concentra fin da lunedì 31 agosto sull’indice manifatturiero della Federal Reserve di Dallas, che fornisce un primo spaccato regionale dell’attività industriale. Il vero nodo della settimana arriva però martedì 1° settembre, quando saranno pubblicati l’indice ISM Manufacturing di agosto e i dati JOLTS sulle aperture di posti di lavoro di luglio. L’ISM, che a luglio aveva raggiunto il 55,6, rappresenta uno dei termometri più affidabili della tenuta del settore secondario americano; un’eventuale decelerazione sarebbe letta come segnale di raffreddamento della domanda, mentre una conferma sopra la soglia di espansione rafforzerebbe la narrativa di un’economia ancora robusta.
Il Beige Book della Federal Reserve, atteso mercoledì 2 settembre, offrirà poi il consueto quadro aneddotico delle condizioni economiche nei dodici distretti, utile per anticipare il tono della riunione del FOMC di metà mese. Il climax della settimana americana sarà però venerdì 4 settembre, con il rapporto sull’occupazione di agosto: il Non-Farm Payrolls resta l’indicatore più atteso, capace di spostare in modo decisivo le probabilità di un eventuale rialzo dei tassi già a settembre. Dopo le revisioni e i segnali contrastanti dei mesi precedenti, il mercato del lavoro americano continua a rappresentare il perno attorno al quale ruotano le decisioni di politica monetaria, e un dato più debole del previsto potrebbe attenuare le pressioni rialziste sui rendimenti dei Treasury.
PIL, inflazione, consumi: settimana cruciale per l’Italia e l’UE
In Europa e in Italia la settimana si apre con i dati preliminari sull’inflazione tedesca di agosto, attesi lunedì 31, che anticiperanno il quadro più ampio dell’area euro. Martedì 1° settembre Eurostat pubblicherà la stima flash dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo di agosto, insieme al tasso di disoccupazione di luglio. Dopo il 2,9% registrato a luglio, trainato soprattutto dalle componenti energetiche, il mercato osserverà se l’inflazione tenda a stabilizzarsi o a riprendere slancio, influenzando le aspettative sulla prossima riunione della BCE, in programma a metà settembre. Nella stessa giornata arriveranno anche i PMI manifatturieri finali di agosto per i principali paesi dell’eurozona, Italia inclusa.
Per l’economia italiana l’1° settembre sarà particolarmente ricco: oltre al PMI S&P Global del settore manifatturiero, l’Istat diffonderà i dati preliminari sui prezzi al consumo di agosto e il tasso di disoccupazione di luglio, nonché le stime finali del Pil del secondo trimestre. Questi numeri permetteranno di valutare se la ripresa dell’attività industriale osservata nei mesi precedenti si stia consolidando e se il mercato del lavoro mantenga la tenuta mostrata nella prima parte dell’anno. Un’eventuale accelerazione dell’inflazione italiana, o un deterioramento del PMI, peserebbe sul differenziale BTP-Bund e sulle prospettive di crescita a breve termine, in un momento in cui le politiche fiscali nazionali restano sotto osservazione.
Alcuni dati per misurare lo stato delle economie asiatiche
In Asia il ritmo dei rilasci è meno concentrato ma non meno significativo. Lunedì 31 agosto la Cina pubblicherà gli indici PMI ufficiali del National Bureau of Statistics relativi ad agosto, sia per il manifatturiero sia per i servizi non manifatturieri. Dopo letture vicine alla soglia di 50, qualsiasi movimento al di sotto sarebbe interpretato come ulteriore segnale di debolezza della domanda interna e potrebbe alimentare le attese di stimoli aggiuntivi da parte di Pechino.
Il giorno successivo arriverà anche l’indice Caixin (o RatingDog) sul manifatturiero privato, spesso più sensibile alle dinamiche delle piccole e medie imprese orientate all’export. In Giappone, sempre a cavallo tra il 31 agosto e i primi giorni di settembre, saranno aggiornati i PMI finali e alcuni indicatori di spesa in conto capitale, utili per valutare se la ripresa dell’attività industriale giapponese, favorita dal debole yen, stia proseguendo. L’India, infine, rilascerà il dato sul Pil del secondo trimestre, atteso intorno al 7%, confermando il ruolo di locomotiva regionale.
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