Manovra: l’Italia ha risposto all’Europa

Cristiana Gagliarducci

14 Novembre 2018 - 09:46

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Manovra: finalmente pubblicata la risposta dell’Italia alla Ue. Come previsto, però, l’esecutivo non ha fatto concessioni di rilievo e il braccio di ferro si è infuocato

Sulla manovra è finalmente arrivata la risposta dell’Italia alla Ue, che qualche tempo fa ha bocciato la Legge di Bilancio non nascondendo tutte le sue perplessità.

Nella notte fra ieri e oggi il documento firmato dal Ministro dell’economia Giovanni Tria è stato inviato a Bruxelles, nello specifico a Valdis Dombrovskis, il Vice Presidente della Commissione Europea, e a Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e finanziari.

La risposta dell’Italia alla Ue sulla manovra non ha lasciato spazio a dubbi o interpretazioni. Il governo non cambierà la Legge di Bilancio né metterà mano agli obiettivi su deficit e Pil.

Manovra: la risposta dell’Italia all’Europa

La lettera di risposta italiana è stata partorita in seguito ad un vertice trilaterale fra Di Maio, Salvini e il Premier Conte al quale è seguito poi l’atteso Cdm. Come accennato, l’esecutivo non è sceso a compromessi né per quel che riguarda le previsioni sul debito né in riferimento alle stime sul Pil.

L’unica concessione emersa nella lettera di risposta alla Ue? La riduzione del debito tramite privatizzazioni del patrimonio immobiliare. Una misura inclusa nella manovra che avrà un valore complessivo di circa 18 miliardi di euro.

Nello specifico la lettera firmata da Tria ha analizzato nuovamente le principali misure contenute nella Legge di Bilancio. In primo luogo si è parlato della necessità di rilanciare le prospettive di crescita per riportare il Pil sui livelli precedenti la crisi finanziaria.

Poi la lettera di risposta alla Ue è tornata sul reddito di cittadinanza, una misura della manovra volta ad affrontare le difficoltà sociali “indotte dall’andamento negativo dell’economia”.

Non è mancato il riferimento al sistema pensionistico, sul quale l’esecutivo ha ribadito l’esigenza di allentare la rigidità imposta negli anni passati. L’espansione fiscale decisa, si legge nel documento, sarà però contenuta e necessaria soltanto a contrastare il rallentamento dell’economia.

Le poche novità contenute nella lettera di risposta

Come anticipato, nonostante la linea dura adottata nella salvaguardia della manovra, l’Italia ha inserito nel nuovo Documento programmatico di bilancio alcune novità.

  1. Obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico innalzato all’1% del Pil nel 2019: secondo l’esecutivo gli introiti derivanti dalle privatizzazioni permetteranno al rapporto deficit/Pil di scendere in maniera ancora più marcata. Dal 131,7% del 2017 si passerà ad un più modesto 126% nel 2021.
  2. Inserimento di spese eccezionali pari allo 0,2% del Pil (circa 3,6 miliardi) che, alla luce dei fenomeni alluvionali recenti, serviranno a contrastare il dissesto idrogeologico e (solo per il 2019) a mettere in sicurezza la rete di collegamenti della Penisola, visto quanto accaduto a Genova.

“Nella lettera a Bruxelles abbiamo scritto che aumentiamo le dismissioni degli immobili, ci impegniamo a mantenere il 2,4 di deficit ma reddito e pensioni, quota 100, rimborsi a risparmiatori truffati non cambiano e vanno avanti,”

ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio sottolineando come le dismissioni non riguarderanno gioielli di famiglia, ma immobili di ordine minore.

In generale, insomma, la risposta italiana alla Ue non ha cambiato le carte in tavola sul fronte manovra. Il tetto del 2,4%, ha affermato il testo, sarà considerato invalicabile, mentre l’indebitamento netto sarà sottoposto a continuo monitoraggio. La legge di Bilancio, però, non sarà toccata.

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