Il colosso della moda e del lusso vende la maison americana a Whp Global, che gestirà il marchio insieme a G-III Apparel Group. Marc Jacobs resterà direttore creativo.
Dopo mesi di indiscrezioni, è arrivata l’ufficialità: LVMH ha ceduto Marc Jacobs a Whp Global, società americana specializzata nella gestione e valorizzazione di marchi lifestyle e fashion. L’operazione, realizzata in partnership con G-III Apparel Group, avrebbe un valore vicino al miliardo di dollari secondo le stime di mercato, anche se le parti non hanno comunicato cifre ufficiali.
Il gruppo guidato da Bernard Arnault mette così fine a un rapporto iniziato nel 1997, quando Marc Jacobs entrò nell’orbita del colosso francese contestualmente alla nomina dello stilista come direttore creativo di Louis Vuitton, ruolo ricoperto fino al 2013. Jacobs, però, resterà alla guida creativa del marchio che porta il suo nome.
In un messaggio pubblicato sui social, lo stilista ha commentato il passaggio di proprietà con parole che riflettono entusiasmo, ma anche un po’ di sana preoccupazione:
“Temo, detesto ma amo anche il cambiamento. Anche se il cambiamento è inevitabile, ciò che rimane costante e incrollabile è il mio amore per la moda e la gioia che mi dona”.
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LVMH cede Marc Jacobs a Whp Global: i dettagli dell’accordo
La struttura del deal racconta molto della direzione futura del brand. Whp Global controllerà infatti il marchio e le attività di licensing, mentre G-III Apparel Group gestirà le operazioni retail e wholesale a livello globale. Le due società formeranno una joint venture partecipata al 50%.
G-III finanzierà il proprio investimento con circa 500 milioni di dollari e prenderà in mano lo sviluppo operativo della maison. Si tratta dello stesso gruppo che negli anni ha ampliato il proprio portafoglio con marchi come DKNY, Donna Karan, Karl Lagerfeld e Sonia Rykiel, oltre a numerose licenze internazionali.
Whp Global, invece, è diventata negli ultimi anni una delle realtà più aggressive nella valorizzazione commerciale dei brand, con acquisizioni che spaziano da Vera Wang a Rag & Bone, passando per G-Star e persino Toys“R”Us.
Il modello scelto appare lontano dalla tradizionale gestione europea delle maison del lusso, basata sull’integrazione verticale e sull’esclusività. L’obiettivo sembra piuttosto quello di ampliare la presenza globale del marchio attraverso licensing, department store e prodotti premium accessibili.
Non a caso Yehuda Shmidman, fondatore e CEO di Whp Global, ha definito LVMH “una custode eccezionale del marchio Marc Jacobs negli ultimi tre decenni”, aggiungendo che il gruppo lavorerà per “ampliare la presenza globale del brand e costruire sulla sua solida eredità”.
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Cosa si nasconde dietro l’operazione
Dietro la cessione ci sarebbe anche la difficoltà di Marc Jacobs nel trovare un posizionamento stabile nel mercato del lusso contemporaneo. Secondo Business of Fashion, il marchio avrebbe accumulato perdite superiori ai 50 milioni di euro annui, spingendo LVMH a riconsiderarne il futuro.
Negli ultimi dieci anni la maison ha attraversato diverse trasformazioni. Nel 2015 venne chiusa la linea Marc by Marc Jacobs, che rappresentava gran parte del business grazie a prezzi più accessibili e a una forte diffusione retail. Da quel momento il brand ha cercato più volte di reinventarsi, alternando collezioni luxury, linee contemporary e progetti rivolti alla Gen Z, come Heaven.
Parallelamente, alcune categorie di prodotto hanno continuato a funzionare molto bene, soprattutto gli accessori. Borse come la “Snapshot” e la “The Tote Bag”, vendute a prezzi inferiori rispetto alle grandi maison del lusso, hanno contribuito al ritorno alla redditività annunciato nel 2020 grazie anche all’e-commerce.
Negli ultimi anni Marc Jacobs aveva inoltre ridotto la propria presenza nel calendario ufficiale della New York Fashion Week, scegliendo sfilate-evento fuori calendario e distribuzioni sempre più limitate per le collezioni più sperimentali.
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La nuova strategia di LVMH
La cessione di Marc Jacobs conferma anche un cambio di approccio da parte di LVMH. Storicamente restio a vendere i propri marchi, il gruppo francese negli ultimi tempi ha iniziato a razionalizzare il portafoglio, concentrandosi sui grandi pilastri come Louis Vuitton e Dior.
Negli ultimi mesi LVMH ha già ceduto Off-White a Bluestar Alliance e restituito la partecipazione di Stella McCartney alla stilista britannica. Secondo indiscrezioni circolate nel settore, starebbe inoltre valutando opzioni strategiche anche per Fenty Beauty.
Il caso Marc Jacobs ricorda da vicino la vendita di Donna Karan e DKNY nel 2016. Anche allora LVMH aveva progressivamente ristrutturato il business prima dell’uscita definitiva dal capitale.
Ora il settore guarda con attenzione alla nuova fase del marchio: rilancio creativo o trasformazione definitiva in piattaforma commerciale globale? La risposta arriverà nei prossimi anni, ma una cosa è certa: il ritorno di Marc Jacobs sotto controllo americano segna una svolta importante per uno dei nomi più iconici della moda newyorkese contemporanea.
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