Lufthansa, l’ammissione è secca: “Semplicemente non abbiamo soldi”

Gli azionisti approvano salvataggio da 9 miliardi di euro e il presidente Karl-Ludwig Kley ammette: “Mossa obbligata, non abbiamo più soldi”

Dai vertici di Lufthansa l’ammissione non poteva essere più esplicita: “Semplicemente non abbiamo soldi”. Si è espresso in questo modo Karl-Ludwig Kley, presidente della compagnia tedesca, che ha parlato davanti agli azionisti nel corso dell’ultima riunione.

Gli azionisti di Lufthansa hanno approvato a maggioranza schiacciante il piano di salvataggio da 9 miliardi di euro in arrivo dal governo tedesco. La decisione è arrivata al termine di una settimana piuttosto tesa, con il maggior azionista che ha minacciato di bloccare l’operazione.

Si tratta del miliardario imprenditore Heinz Hermann Thiele, contrario al pacchetto di salvataggio che conferirà al governo una quota del 20% nella compagnia aerea e diluirà il valore della sua partecipazione del 15%.

Solo a poche ore dal voto Thiele ha ceduto, aprendo la strada all’approvazione dell’accordo.

Lufthansa salva, ma ora decide il governo tedesco

Lufthansa ha perso 1,2 miliardi di euro nel primo trimestre e ha dichiarato lo scorso mese che stava bruciando più di 1 milione di euro ogni ora.

Di fronte a uno scenario simile, l’ammissione del numero uno Karl-Ludwig Kley ha colpito ma è apparsa in un certo senso scontata. Le riserve accumulate durante gli anni economicamente migliori vanno incontro a un rapido esaurimento, e senza l’aiuto del governo - ha spiegato Kley - “incombe l’insolvenza”.

Gli azionisti, che detengono il 39% della società, hanno votato quasi all’unanimità per sostenere il salvataggio. Accettare l’accordo sul tavolo è stata “l’unica decisione razionale in base alle circostanze”, secondo quanto evidenziato da Per-Ola Hellgren, analista e direttore investimenti presso la tedesca Landesbank Baden-Württemberg.

Il comparto aereo faticherà a riprendersi dalle conseguenze della pandemia per diversi anni. Lufthansa, che ha compagnie in Germania, Svizzera, Austria e Belgio, sta pianificando un programma di ristrutturazione che ridurrebbe la sua flotta del 13% e potrebbe comportare fino a 22.000 licenziamenti. Al momento, l’80% della flotta è ancora a terra.

Le compagnie aeree del gruppo hanno trasportato 145 milioni di passeggeri nel 2019, e svolgono un ruolo cruciale per quel che riguarda lo spostamento delle merci dentro e fuori Europa.

Il salvataggio della Germania darà al governo tedesco il diritto di nominare due membri del consiglio di sorveglianza dell’azienda, che secondo gli analisti potrebbero ostacolare gli sforzi di ristrutturazione.

Ma Lufthansa rischia di perdere competitività e attrarre sempre meno investimenti in futuro se questi piani slittano, come di recente ricordato da Neil Glynn, responsabile della divisione europea per Credit Suisse.

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