Lockdown a Natale: le previsioni dei leader europei

Continua ad aleggiare su tutta l’Europa lo spettro di un possibile lockdown di Natale, ma quali sono le previsioni dei leader europei a riguardo?

Lockdown a Natale: le previsioni dei leader europei

La seconda ondata non si arresta e sta mettendo sempre più in ginocchio tutta l’Europa. Quasi tutti i Paesi hanno deciso di inasprire le proprie misure restrittive. L’obiettivo dei capi di Stato è proprio quello di spezzare la catena dei contagi con l’intento di riuscire a garantire anche i festeggiamenti del Natale, in modo più sereno.

Intanto in Italia è entrato in vigore il nuovo DPCM con cui viene introdotto il coprifuoco a livello nazionale e il Paese viene diviso in 3 zone che designano delle aree in cui saranno prese differenti misure in relazione all’andamento epidemiologico.

Lockdown a Natale, i pareri dei leader europei

Mancano meno di due mese al Natale e già si inizia a correre ai ripari per cercare di migliorare la situazione, proprio per scongiurare la possibilità di una chiusura totale in vista dei festeggiamenti, che oltre a alle ripercussioni psicologiche sulle persone sarebbe anche una vera e propria batosta a livello economico, proprio per questo il mese di novembre sarà fondamentale. Ecco cosa dicono i leader europei.

Italia

Le nuove imposizioni firmate dal premier Conte potrebbero garantire dei festeggiamenti sereni. Lo stesso presidente del Consiglio aveva dichiarato di voler salvare il Natale, anche se gli ultimi dati sul virus sono tutt’altro che incoraggianti. L’impatto economico di un lockdown natalizio inoltre sarebbe devastante per il nostro Paese, secondo il Rapporto Censis-Confimprese, verrebbero bruciati 25 miliardi di consumi se dovessero saltare i festeggiamenti.

Non molto tempo fa anche il medico Crisanti aveva affermato che un lockdown di Natale sarebbe la soluzione migliore, dal momento che permetterebbe di sfruttare il periodo di pausa concomitante con la festività. Il virologo infatti afferma che: “si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing. Così come siamo il sistema è saturo”.

Una delle maggiori criticità nella gestione dell’emergenza sanitaria infatti riguarda proprio il fatto che “le misure vengono prese per inseguire il virus e non per anticiparlo. È vero che non c’è un manuale per affrontare la pandemia ma dalla prima ondata avremmo dovuto imparare molte cose”, conclude Crisanti.

Francia

La Francia è attualmente la malata d’Europa con cifre giornaliere che spaventano non poco le autorità, tanto che l’Eliseo ha deciso di intraprendere la linea dura imponendo un lockdown di 4 settimane che si concluderà proprio a dicembre al fine di cercare di migliorare la situazione.

Emmanuel Macron ha infatti affermato che è necessario “dare un colpo di freno brutale ai contagi altrimenti per metà novembre i nostri ospedali saranno saturi la mia responsabilità è proteggere tutti i francesi al di là della difficoltà delle decisioni da prendere”.

Inghilterra

Anche gli inglesi hanno deciso di seguire la strada dei vicini oltre Manica, introducendo un lockdown di 4 settimane proprio per cercare di migliorare la situazione e rendere il prossimo Natale “il più normale possibile”, spiega Johnson.

Germania

La Cancelliera tedesca, Angela Merkel, non cade in facili retoriche e continua ad affermare che davanti a noi ci saranno mesi difficili e che tutto adesso è nelle mani della coscienza dei cittadini. Solamente rispettando le norme imposte dal Governo, che prevedono anche un lockdown a livello nazionale, la situazione potrebbe migliorare. “Non penso che ci potranno essere scoppiettanti feste di capodanno ma forse un Natale con il nucleo famigliare, un Natale non solitario”, conclude la Cancelliera.

Danimarca

Più dura la linea della Danimarca, sebbene sia stato uno dei prima Paesi a riaprire, adesso la situazione sembra essere sfuggita di mano, e proprio per questo motivo è necessario riprendere le redini della diffusione del virus.

A poche settimane dal Natale, la leader del governo Mette Friedriksen ha dichiarato che “i danesi faranno a meno quest’anno della tradizione dei julefrokost. Ciò non significa che non troveremo modi di buonsenso di farci gli auguri tra amici e colleghi”, dice il Corriere.

La proposta di due premi Nobel

Dalla Francia arriva anche una proposta simile a quella di Crisanti, ma che ha come obiettivo quello di salvare le festività di Natale in famiglia. Due economisti vincitori del premio Nobel Esther Duflo e Abhijit Banerjee, avrebbero infatti proposto di attuare quello che hanno definito come lockdown d’Avvento, all’interno di un editoriale pubblicato sul quotidiano Le Monde.

In sostanza i due avrebbero ipotizzato una chiusura totale dal 1 al 20 dicembre, al fine di poter garantire i festeggiamenti in famiglia riducendo il rischio di trasmissione, e in grado di proteggere i più deboli. Secondo i due economisti il lockdown d’Avvento sarebbe una soluzione “chiara, uniforme e trasparente”, che permetterebbe di ridurre il rischio di infezione durante le festività natalizie, durante le quali le persone sono solite ritrovarsi, ma soprattutto in grado di proteggere le persone più fragili, come gli anziani.

Per i due economisti inoltre una quarantena limitata sarebbe più sostenibile a livello finanziario rispetto alla cancellazione del Natale o ad un eventuale lockdown più rigido che potrebbe rendersi necessario dopo una brusca impennata dei contagi una volta concluse le festività. Per quanto riguarda lo shopping di Natale invece, hanno precisato i due: “Le persone potrebbero essere incoraggiate a fare i loro acquisti natalizi a novembre”.

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