Lockdown in Italia: scampato pericolo?

L’Italia sembra aver scongiurato il rischio di un secondo lockdown generalizzato; tuttavia, all’orizzonte c’è la terza ondata che preoccupa gli esperti.

Lockdown in Italia: scampato pericolo?

In Italia da qualche giorno si parla sempre meno di lockdown. Certo, va detto che molte Regioni d’Italia si trovano nella zona rossa (a Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria si sono aggiunte Toscana e Campania), e per queste è già in corso una lockdown - soft - circoscritto, dove ai cittadini viene chiesta l’autocertificazione anche semplicemente per uscire di casa.

Va detto, però, che anche in queste zone siamo molto lontani dal lockdown di marzo, poiché le restrizioni sono meno severe e per le strade si vedono molte più persone di quanto accadeva la scorsa primavera.

Riguardo al lockdown generalizzato, però, sembra che questo rischio sia ormai del tutto scomparso. Molti medici lo invocano da settimane, ma nelle ultime ore sono sempre di più coloro che ritengono che allo stato attuale una nuova serrata non servirebbe al sistema sanitario (poiché gli effetti arriverebbero comunque tra qualche settimana, quando la curva dei contagi dovrebbe aver ormai iniziato la fase della discesa).

Nonostante le anticipazioni delle scorse settimane - ricordiamo che si è parlato con insistenza di un lockdown dal 15 novembre - sembra quindi che il Governo sia riuscito davvero a scongiurare il pericolo di un secondo lockdown generalizzato.

Ma davvero possiamo dirci tranquilli? Facciamo chiarezza.

L’Italia è riuscita davvero ad evitare un secondo lockdown?

Ovviamente quando ci si trova a fare i conti con una pandemia di questa portata non si può essere certi di nulla. Per questo motivo non possiamo del tutto escludere l’ipotesi per cui per l’Italia ci potrebbe essere un secondo lockdown.

Tuttavia, i segnali raccolti in questi giorni sembrano andare verso la direzione opposta, con il Governo che sta persino ragionando sulla possibilità di attuare un piano riaperture per il periodo di Natale.

Cosa ha determinato questo cambio di strategia? In nostro soccorso è venuta la pandemia stessa: la curva sembra essere ormai vicina al picco e tra gli esperti c’è la speranza che stiamo per lasciare alle nostre spalle la fase critica della seconda ondata da COVID-19.

Nel dettaglio, da qualche giorno ormai l’indice Rt sta scendendo, specialmente in quelle Regioni - come Lombardia e Piemonte - dove fin da subito sono state introdotte restrizioni più severe. Una frenata che conferma l’efficacia delle misure introdotte dagli ultimi DPCM.

E semmai questo trend dovesse essere confermato anche nelle prossime settimane, vorrebbe dire che l’Italia potrebbe lasciarsi alla spalle la fase critica, con la consapevolezza, però, che non è ancora finita.

Anche perché, come spiegato in queste ore da Silvio Brusaferro, dell’Istituto superiore di Sanità, è vero che questa settimana “possiamo censire una riduzione dell’indice di contagiosità Rt”, ma allo stesso tempo non c’è ancora il calo tanto atteso della curva. Il picco della seconda ondata non è ancora arrivato e c’è il rischio possa arrivare solo al termine della prossima settimana.

Comunque il calo dell’indice Rt dimostra che le misure adottate stanno funzionando; dall’altro lato, comunque, il numero dei contagi resta ancora molto significativo e per questo motivo “non è il momento di allentare la pressione”.

Ma d’altronde il Governo questo lo sa e non è escluso che nei prossimi giorni altre Regioni potrebbero cambiare fascia, passando da gialle ad arancioni o da arancioni a rosse. Ma il lockdown generalizzato, almeno per questa seconda ondata, non dovrebbe esserci, come dimostra tra l’altro l’atteggiamento di Giuseppe Conte che, secondo le rivelazioni di chi si trova a confrontarsi con lui in questi giorni difficili, sarebbe apparso molto più disteso alla notizia di una frenata dei contagi.

Lockdown: c’è sempre il pericolo della terza ondata

Ma c’è sempre da considerare l’ipotesi di una terza ondata che - secondo molti esperti - ci sarà tra dicembre e gennaio.

Una terza ondata che potrebbe arrivare quando è in corso ancora l’onda lunga della seconda, con gli ospedali ancora pieni di pazienti ricoverati per le complicazioni da COVID-19; è per questo motivo che c’è chi ritiene che la terza ondata potrebbe essere persino peggiore della seconda, con la speranza però di un vaccino che potrebbe aiutare a ridurre i contagi - specialmente di coloro che sono i più esposti alle complicazioni della malattia - evitando così di dover procedere decretando un lockdown in tutta Italia.

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