Libia, Haftar bombarda Tripoli coi droni degli Emirati. Gli sfollati sono 40.000

Quattro persone sono morte nel corso della notte di sabato a Tripoli a causa di un raid aereo del generale Haftar. Intanto sale il numero degli sfollati

Libia, Haftar bombarda Tripoli coi droni degli Emirati. Gli sfollati sono 40.000

È ormai salito a oltre 40.000 il numero degli sfollati in Libia. Intanto il generale Khalifa Haftar è ormai alle porte della capitale, che sabato notte è stata colpita da un raid aereo, che ha ucciso quattro persone. È stato confermato, inoltre, l’invio di una nave da guerra verso un porto petrolifero.

Raid aerei su Tripoli, 4 morti

La marcia di Haftar verso Tripoli continua ininterrotta ormai da 3 settimane, mentre le potenze occidentali si schierano più o meno apertamente dall’una e dall’altra parte. Le forze del governo riconosciuto hanno spinto la Libyan National Army (LNA) verso i sobborghi a sud della capitale, ma ciò non ha impedito gli attacchi aerei di Haftar, probabilmente permessi anche dall’impiego di droni.

Secondo testimonianze riportate da Reuters, infatti, un’ora prima dell’arrivo di missili si è sentito un forte ronzio, simile a quello dei velivoli senza pilota. Successivamente sono state udite almeno otto forti esplosioni, e subito dopo il frastuono della contraerea.

Secondo il governo libico di Al-Sarraj, i droni in possesso della LNA sono degli Emirati Arabi. Questi ultimi, insieme all’Egitto, secondo l’ONU, avrebbero aiutato in vario modo Haftar, un ex generale di Gheddafi, sia fornendo equipaggiamento militare come elicotteri, sia costruendo basi aeree.

L’aiuto degli Emirati ad Haftar

Questa notte quattro persone sono morte a causa di raid aerei, e un’altra ventina di persone sono rimaste ferite. Secondo Fawzi Onis, responsabile del comitato per crisi ed emergenze citato dall’emittente al Ahrar, si tratta però di un bilancio provvisorio, destinato ad aggravarsi. E mentre su Tripoli volano i droni di Haftar, il generale invia una nave da guerra, per l’ONU fornita sempre dagli Emirati, verso un porto petrolifero.

Intanto aumenta a dismisura il numero degli sfollati che, nelle prime tre settimane di conflitto, ha raggiunto le 40.000 persone. Le associazioni umanitarie chiedono una tregua per raggiungere le persone che hanno bisogno di assistenza. Un appello cui si è unito domenica mattina anche il Papa, che invoca i corridoi umanitari in particolare per donne, bambini e malati. Francesco I, in Piazza San Pietro, ha inoltre ricordato le testimonianze visive di centri di detenzione, “dove si praticano le torture più orribili”.

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Argomenti:

Libia Guerra

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