Cosa sta succedendo in Libia? Il paese sull’orlo di una guerra civile

Il generale Khalifa Haftar avanza verso Tripoli dopo aver conquistato la città di Gharian: la Libia è vicina a una nuova guerra civile, tanto che si terrà un Consiglio di Sicurezza dell’Onu straordinario.

Cosa sta succedendo in Libia? Il paese sull'orlo di una guerra civile

La situazione in Libia torna a farsi preoccupante, con il rischio di una guerra civile che sembra essere sempre più concreto dopo che l’esercito che fa capo a Khalifa Haftar ha conquistato Gharian, cittadina a sud di Tripoli, imponendo ai civili un nuovo primo cittadino e un nuovo capo della polizia.

L’esercito fedele ad Haftar, che porta avanti una battaglia contro il governo di Fayez al Sarraj, ha attaccato Alasaba e sta ora tentando l’avanzata verso la capitale dove sono in arrivo anche le milizie di Misurata in soccorso delle truppe governative.

Una situazione che sta preoccupando non poco la comunità internazionale, “speriamo che non si arrivi a un’escalation” è stato il commento arrivato da Mosca, con un Consiglio di Sicurezza dell’Onu che è stato convocato in tutta fretta per cercare di trovare una soluzione prima che possa scoppiare una nuova guerra in Libia.

Libia vicina a una guerra civile

Come già preannunciato nei giorni scorsi, le truppe dell’Esercito nazionale libico (Lna), guidate da Haftar, sono riuscite a ottenere il controllo della città di Gharian, centro a poche centinaia di chilometri da Tripoli.

Era da giorni che il generale Haftar annunciava una campagna per “liberare la capitale dal terrorismo” e “bonificare l’ovest del Paese dalla presenza di milizie criminali”, con la promessa di farlo senza spargimento di sangue. Dopo gli annunci, è passato ai fatti muovendosi da sud.

Mentre gli organi di propaganda continuano a raccontare di un’avanzata pacifica e scene di giubilo tra la popolazione all’arrivo dell’esercito antigovernativo, Serraj ha lanciato un allarme generale e il suo ministro dell’Interno Fathi Bishaga ha dichiarato lo stato d’emergenza, mobilitando le forze di polizia e le truppe governative, che controllano la capitale, a difenderla con ogni mezzo. Il rischio reale, al di là della propaganda pacifista, è quello di una grave e pesante nuova guerra civile.

Bisogna ricordare che la Libia da tempo è divisa con la parte orientale controllata da Haftar e, quella occidentale, da Serraj mentre la parte desertica meridionale è una sorta di terra di nessuno dove comandano tribù e milizie legate agli estristi islamici.

Le preoccupazioni della comunità internazionale

La conquista di Gharian arriva nelle stesse ore in cui il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres è a Tripoli, in vista della Conferenza Nazionale di Gadames prevista per i giorni 14-16 aprile.

Intanto, i governi di Francia, Italia, Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna e Stati Uniti, in una dichiarazione congiunta, hanno espresso preoccupazione per i combattimenti nei pressi di Gharian e hanno esortato tutte le parti a ridurre immediatamente le tensioni che stanno ostacolando le prospettive di una mediazione politica dell’Onu.

A seguire con “attenzione e preoccupazione l’evoluzione della situazione libica” è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Ritengo che l’unica opzione davvero sostenibile sia quella che prevede un percorso politico condotto sotto la guida delle Nazioni Unite. Continuiamo pertanto a sostenere le iniziative del Rappresentante speciale Ghassan Salamé e del segretario generale António Guterres. Le opzioni militari, invece, tanto più se unilaterali, non offrono alcuna garanzia di realizzare soluzioni responsabili e durature”.

Conte ha ricordato come la stabilizzazione del Paese rimane un obiettivo prioritario a cui l’Italia sta da tempo lavorando. Lo scorso dicembre l’Italia sembrava puntare su Haftar.

Per il premier italiano, ad oggi lo stallo politico in cui si trova la Libia si sta protraendo da troppo tempo e la via degli scontri armati:

“rischia di alimentare una escalation di violenza destinata ad allontanare anziché ad avvicinare un percorso di pace e stabilità a cui ha pieno diritto il popolo libico.”

Oltre ai rischi di una guerra a pochi passi dalle nostre coste, l’avanzata di Haftar potrebbe rappresentare un rischio anche economico per il nostro paese.

Il generale da sempre gode del supporto della Francia, che potrebbe diventare il nuovo partner commerciale principale della Libia prendendo il posto proprio dell’Italia, in caso di una caduta di Tripoli, più vicina invece a Serraj.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Libia

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.