Le tecniche che le aziende di tutto il mondo usano per aumentare i prezzi in segreto

P. F.

12 Aprile 2026 - 10:28

Dalle confezioni ridotte alle sovrattasse logistiche, le aziende usano tecniche sempre più sofisticate per aumentare i prezzi senza che i consumatori se ne accorgano. Ecco quali sono.

Le tecniche che le aziende di tutto il mondo usano per aumentare i prezzi in segreto

Aziende di tutto il mondo ricorrono a tecniche di aumento dei prezzi che sfuggono all’attenzione dei consumatori. Il fenomeno più diffuso prende il nome di shrinkflation, o “inflazione nascosta”, e consiste nel ridurre la quantità contenuta in una confezione mantenendo invariato il prezzo sullo scaffale, ad esempio, con rotoli di carta igienica più sottili, sacchetti di patatine più leggeri, meno condimento nelle bottiglie, meno lattuga nelle insalate confezionate.

Il meccanismo funziona perché sfrutta quella che gli esperti chiamano illusione monetaria, ovvero la tendenza dei consumatori a valutare la convenienza di un acquisto guardando al prezzo e trascurando il contenuto reale. Finché il numero sul cartellino rimane invariato, la maggior parte delle persone non nota la differenza.

Perché le aziende puntano sulla shrinkflation

La scelta di intervenire sulla quantità anziché sul prezzo risponde a una precisa logica legata alla percezione del consumatore. Una ricerca del professor Ioannis Evangelidis, citata dal blog della business school Esade, mostra che le persone considerano la riduzione del contenuto di un prodotto molto più naturale rispetto a un aumento diretto del prezzo, anche quando il costo per unità di prodotto risulta identico nei due casi.

Solo il 55,6% degli intervistati ritiene accettabile la riduzione della quantità, mentre quasi il 70% è disposto a tollerare un prezzo più alto se l’azienda lo motiva con l’aumento dei costi di produzione. La trasparenza, dunque, modifica significativamente la reazione del pubblico. Le aziende, che tendono a non comunicare apertamente queste pratiche, preferiscono quindi agire sulla confezione piuttosto che sul cartellino: il risultato economico per i loro bilanci è lo stesso, con un impatto sulla reputazione più contenuto, almeno finché il cambiamento non viene notato.

Dalla shrinkflation alla skimpflation

Il fenomeno riguarda anche i servizi, attraverso una variante definita skimpflation. dall’inglese “to skimp”, fare le cose con parsimonia. La skimpflation descrive il progressivo peggioramento della qualità delle prestazioni offerte a parità di prezzo pagato come, ad esempio, code più lunghe agli sportelli e pulizie meno frequenti nelle strutture ricettive.

In tutti questi casi il contratto formale rimane invariato e il valore effettivo di ciò che si riceve si riduce nel tempo. Questa forma di inflazione è particolarmente difficile da rilevare perché avviene gradualmente, spesso su più fronti contemporaneamente, senza lasciare tracce evidenti. Il consumatore se ne accorge solo quando il divario rispetto alle aspettative originarie è diventato abbastanza ampio da risultare evidente.

Le sovrattasse che gonfiano (incomprensibilmente) i prezzi

Sotto la pressione dell’aumento dei costi energetici e delle difficoltà nelle catene di approvvigionamento, alcune grandi aziende hanno adottato un approccio diverso, introducendo voci di costo aggiuntive spesso con denominazioni tecniche che ne rendono meno immediata la comprensione per il cliente finale.

Amazon ha applicato una sovrattassa temporanea del 3,5% per carburante e logistica ai venditori terzi sulla propria piattaforma, con ricadute dirette sul prezzo finale pagato dai clienti. Compagnie aeree come JetBlue e United Airlines hanno alzato le tariffe per il bagaglio registrato senza ritoccare il prezzo base del biglietto, rendendo più difficile il confronto diretto con la concorrenza.

Operatori come il servizio postale statunitense USPS e la società di spedizioni FedEx hanno introdotto sovrattasse automatiche sul carburante, che si attivano al superamento di una determinata soglia del prezzo del gasolio, scaricando così sul mittente le oscillazioni del mercato energetico in modo quasi automatico.

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