Le stazioni di servizio di EG Group si quotano a New York. In arrivo un IPO da 9 miliardi $

Redazione Money Premium

24 Giugno 2026 - 10:04

Il 2026 potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase per EG Group, con la quotazione a New York come pietra miliare di un percorso imprenditoriale nato da una stazione di servizio nel Lancashire.

Le stazioni di servizio di EG Group si quotano a New York. In arrivo un IPO da 9 miliardi $

Nel contesto del 2026, caratterizzato da una ripresa delle operazioni di quotazione soprattutto negli Stati Uniti e da un rinnovato interesse dei fondi di private equity per monetizzare investimenti di lungo periodo, l’IPO di EG Group rappresenta uno degli eventi più significativi del settore retail dei carburanti.

Il gruppo, fondato nel 2001 dai fratelli Mohsin Issa e Zuber Issa a Blackburn nel Lancashire, si appresta a entrare nel mercato azionario americano con piani concreti di raccogliere circa un miliardo di dollari a una valutazione complessiva intorno ai 9 miliardi di dollari, potenzialmente già nella prima metà dell’anno.

La decisione di quotarsi negli Stati Uniti, probabilmente sotto il nome di Cumberland Farms (il marchio americano acquisito nel 2019), riflette una trasformazione profonda del business: da operatore prevalentemente europeo a realtà a forte vocazione americana, con gli USA che rappresentano ormai il mercato più importante per ricavi e utili.

Questa scelta segna anche un ulteriore segnale di debolezza per la Borsa di Londra, che continua a perdere grandi operazioni a favore di Wall Street per ragioni di liquidità e valutazione.

La storia dell’azienda

La storia di EG Group inizia in modo umile ma emblematico dell’imprenditorialità britannica. Nel 2001 i fratelli Mohsin Issa e Zuber Issa, originari di Blackburn, acquisirono una stazione di servizio fatiscente vicino a Bury, nel Greater Manchester, dando vita a Euro Garages. Da quel singolo sito, grazie a una strategia aggressiva di acquisizioni e di potenziamento dell’offerta non-carburante (con partnership come Starbucks e Subway), il gruppo è cresciuto in modo esponenziale. L’espansione ha sfruttato le dismissioni da parte delle grandi compagnie petrolifere (Esso, Shell e altre) di migliaia di punti vendita, trasformando stazioni di servizio tradizionali in destinazioni retail complete.

L’ingresso di TDR Capital, fondo di private equity londinese, nel 2015 con un investimento di circa 1,3 miliardi di sterline ha accelerato ulteriormente la crescita, fornendo capitale per acquisizioni su larga scala. TDR Capital detiene oggi circa il 50% del gruppo, mentre i fratelli Mohsin Issa e Zuber Issa mantengono ciascuno circa il 25%. Questa struttura proprietaria ha permesso a EG Group di diventare uno dei maggiori operatori indipendenti mondiali, con operazioni in diversi paesi e un network che, prima delle recenti ottimizzazioni, superava i 5.500 siti e impiegava oltre 37.000 persone.

Un momento chiave nella traiettoria americana è stata l’acquisizione di Cumberland Farms nel 2019 per circa 2,3 miliardi di dollari. Questa operazione ha aggiunto 567 store nel Nord-Est degli USA e in Florida, portando la presenza americana a oltre 1.680 siti in 31 stati e rafforzando enormemente la scala nel mercato più grande e redditizio. Insieme ad altre acquisizioni precedenti (Kroger convenience portfolio, Fastrac, Certified Oil, Minit Mart), ha posizionato EG Group come player rilevante nel segmento c-store statunitense, dove i margini sul non-carburante sono storicamente più elevati e resilienti.

Un’azienda solida in un contesto difficile

Dal punto di vista finanziario, EG Group ha mostrato solidità nonostante la volatilità del settore carburanti. Nel 2024 i ricavi si sono attestati intorno ai 24,2 miliardi di dollari con un EBITDA adjusted di circa 1,36-1,37 miliardi di dollari. Nel 2025, dopo le dismissioni, i ricavi si sono ridotti ma l’EBITDA si è mantenuto stabile intorno ai 942 milioni di dollari per l’intero anno, con segnali di crescita nel quarto trimestre grazie all’espansione del foodservice, ai rollout come Krispy Krunchy Chicken, al programma loyalty SmartRewards (oltre 4,7 milioni di membri) e ai rebrand verso il marchio Cumberland Farms.

Il gruppo serve quasi un miliardo di clienti all’anno attraverso circa 4.300 siti di alta qualità, con un mix sempre più orientato verso grocery, merchandise e foodservice, segmenti che offrono margini superiori e minore esposizione alla pura volatilità del prezzo del petrolio.

L’IPO pianificata si inserisce perfettamente in questo percorso di ottimizzazione. Dopo discussioni preliminari già nel 2024-2025 che ipotizzavano valutazioni fino a 13-14 miliardi di dollari, le cessioni hanno portato la stima attuale intorno ai 9 miliardi di dollari, con un fundraising primario/secondario di circa un miliardo di dollari.

Le banche coinvolte includono Bank of America e Goldman Sachs come lead, con una beauty contest che ha visto la partecipazione di Barclays, JP Morgan e Morgan Stanley. La quotazione sul mercato americano permetterebbe a TDR Capital di iniziare l’exit dopo più di dieci anni di investimento e ai fratelli Issa di realizzare liquidità mantenendo quote significative.