Le nuove regole 2026 per i pagamenti in condominio

Patrizia Del Pidio

9 Febbraio 2026 - 12:54

Cambiano le regole condominiali per i proprietari morosi e viene introdotta una nuova figura di mediazione che aiuta l’amministratore e i condòmini in regola con i pagamenti.

Le nuove regole 2026 per i pagamenti in condominio

Non è raro, quando si vive in un condominio, trovarsi di fronte a condòmini che non pagano, ma dal 2026 cambiano le regole grazie alla nuova riforma. Quali sono gli obblighi dell’amministratore e degli altri condòmini quando qualcuno è moroso?

Vivere in condominio non sempre è facile, ma si tratta di una scelta che ha, in molti casi, indubbi vantaggi. Da una parte le spese per le parti comuni (tetto, scale, eventuale giardino) sono suddivise in base ai millesimi, dall’altra ci si può trovare di fronte a omessi pagamenti da parte di uno dei proprietari.

La morosità in condominio prevede che l’amministratore debba agire in determinati modi per recuperare le somme, ma la morosità riguarda anche tutti gli altri proprietari di immobili dello stabile. Proprio su questo punto è intervenuta la riforma del condominio che va a modificare il comma 2 dell’articolo 63 delle Disposizioni di attuazione del codice civile. Vediamo cosa cambia.

Morosi in condominio, le novità

La riforma introduce la possibilità di poter agire direttamente sul conto corrente condominiale da parte di chi vanta un credito sul condominio. Il conto in questione diventa pignorabile più velocemente e questo comporta degli obblighi precisi per l’amministratore e per tutti i condòmini.

Se uno dei proprietari non paga le quote spettanti per le spese condominiali, il primo a dover intervenire è l’amministratore per recuperare le somme dovute. Per prima cosa deve procedere con un sollecito, ma se entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio non ha ancora ottenuto le somme deve avviare la riscossione coattiva per passare, in caso di insuccesso, al decreto ingiuntivo. Se anche con il decreto ingiuntivo non si ottengono i risultati sperati, infine, si può procedere con il pignoramento del conto corrente del moroso e, come ultima spiaggia, al pignoramento dell’immobile.

In caso di ritardo nei pagamenti superiore a sei mesi l’amministratore può procedere a sospendere i servizi non essenziali, tra cui il riscaldamento centralizzato, ma in questo caso il l disagio ricade anche sugli altri condòmini in regola con i pagamenti.

Cosa fa il creditore?

Attualmente quando un fornitore vanta un debito deve agire nei confronti di chi non ha pagato; se non riesce a recuperare le somme, poi, può rivalersi sugli altri condòmini in regola con i pagamenti. Con la nuova riforma, invece, si può procedere direttamente con il pignoramento del conto corrente condominiale. Non si tratta di una novità assoluta, ma solo di recepire quella che ormai è una prassi.

I creditori del condominio potranno agire direttamente sul conto corrente condominiale pignorandolo. I condòmini regolari, quindi, si troveranno a farsi carico anche delle spese che avrebbe dovuto pagare il proprietario moroso.

Proprio per questa novità si introduce la nuova figura del difensore condominiale, una figura specializzata che gestisce i conflitti e le criticità nel condominio. Tale figura offre consulenza sulla ripartizione delle spese e agisce per contrastare la morosità e come mediatore.

Non si tratta di un avvocato che agisce in giudizio, quando di una figura che prova a prevenire i contenziosi grazie a una gestione del conflitto stragiudiziale.

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