Secondo un esperto riparatore di elettrodomestici la lavatrice è pensata per rompersi e costringere le persone a comprarla nuova. Vediamo perché
Un elettrodomestico che si rompe all’improvviso è una seccatura incredibile. Un problema che diventa ancora più grave se il guasto non è riparabile, oppure se i pezzi di ricambio e i lavori di ripristino costano più del valore dell’oggetto e “costringono” ad acquistare un nuovo modello.
Su questo tema, e più in particolare sulla rottura delle lavatrici, è recentemente intervenuto l’esperto riparatore di elettrodomestici britannico Paul Charmbury che su YouTube ha denunciato l’obsolescenza programmata delle lavatrici che utilizzano componenti Bosch.
Scopriamone di più e quali sono le componenti pensate per rompersi dopo un certo periodo di tempo.
Il colpevole della rottura è il cestello
Secondo Charmbury la parte incriminata della lavatrice è il cestello. I produttori saldano insieme le due metà che lo compongono, rendendo impossibile sostituire parti piccole ed economiche come i cuscinetti o la crociera.
Nell’opinione dell’esperto di riparazioni, questo non è un problema di cattivo design o montaggio, bensì una strategia deliberata per costringere le persone a comprare dopo pochi anni una nuova macchina. Anche perché i cestelli sostitutivi vengono venduti a diverse centinaia di euro.
Una strategia che mette in difficoltà le aziende specializzate nelle riparazioni e che, allo stesso tempo, genera enormi quantità di rifiuti elettrici ed elettronici difficilissimi (e costosi) da smaltire.
Purtroppo, questo approccio, sembra davvero funzionare. Lo conferma una ricerca sulle abitudini dei consumatori che, intervistati sul tema, hanno dichiarato che sarebbero propensi a sostituire un elettrodomestico se il costo di riparazione di quello guasto fosse superiore al 30% del prezzo di quello nuovo.
Charmbury ha precisato di non avere risorse sufficienti per confermare i suoi sospetti sui componenti della lavatrice che si rompono, ma ha deciso di non fermarsi comunque. Appellandosi al potere dei consumatori, ha creato un video in cui mostra come controllare il numero cumulativo di lavaggi sulle lavatrici con le componenti incriminate e ha proposto una raccolta firme per denunciare il fatto alle autorità.
La normative UE sulle riparazioni
L’obiettivo del riparatore britannico è quello di utilizzare il video come leva per costringere le autorità a intervenire. Autorità che, secondo Charmbury, sembrano preoccuparsi soltanto del consumo di acqua ed energia e non del problema legato alla durata nel tempo e alla riparabilità delle macchine.
L’Unione Europea, in realtà, è già intervenuta sul tema con una direttiva sulle riparazioni diramata nella primavera dello scorso anno. Una direttiva che obbliga i produttori a far riparare i propri elettrodomestici a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli, anche dopo il periodo di garanzia successivo all’acquisto.
La direttiva obbliga, inoltre, i produttori a garantire la disponibilità dei pezzi di ricambio e a impedire ostacoli ingiustificati, temporali ed economici, alle riparazioni.
Resta però da risolvere il problema dell’obsolescenza programmata che, in passato, ha fatto spendere milioni di dollari in multe a colossi come Apple e Samsung. Per le aziende continuare con questo tipo di strategia potrebbe rivelarsi un boomerang a livello economico e di immagine sul lungo periodo.
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