Le batterie delle auto elettriche si stanno evolvendo. Ecco quale sarà l’impatto sul mercato delle materie prime

Redazione Money Premium

24 Novembre 2024 - 06:35

Parallelamente al cambiamento nella tipologia di veicoli venduti, anche la chimica delle batterie sta subendo un’evoluzione.

Le batterie delle auto elettriche si stanno evolvendo. Ecco quale sarà l’impatto sul mercato delle materie prime

L’atteso boom della domanda di metalli per le batterie dei veicoli elettrici (EV), come litio, nichel e cobalto, ha subito una battuta d’arresto. Nonostante la crescita delle vendite di veicoli a energia alternativa, i prezzi di questi metalli fondamentali sono calati drasticamente, tanto che i produttori hanno iniziato a ridurre la produzione e a rinviare nuovi progetti.

Il problema alla base di questo calo dei prezzi è duplice. Da un lato, la sovraccapacità produttiva: l’impennata dei prezzi tra il 2021 e il 2022 ha portato a un’espansione eccessiva e troppo rapida delle capacità di produzione. Dall’altro, vi è un cambiamento nella domanda. Sebbene la transizione verso i veicoli elettrici non si sia fermata, con un aumento delle vendite del 20% tra gennaio e agosto 2024, la composizione dei veicoli venduti e l’evoluzione della chimica delle batterie stanno trasformando radicalmente le dinamiche della domanda di metalli.

Le vendite di veicoli elettrici (BEV) sono state inferiori alle aspettative. Le preoccupazioni degli acquirenti riguardo l’autonomia limitata e la scarsità di infrastrutture di ricarica hanno frenato la diffusione dei BEV. Al contrario, i veicoli ibridi e plug-in hybrid (PHEV), che combinano un motore a combustione interna con una batteria, hanno conosciuto una crescita significativa. Le vendite globali di PHEV sono aumentate del 46% nei primi otto mesi del 2024, trainate soprattutto dalla Cina.

Il successo degli ibridi è legato in gran parte all’emergere di un nuovo tipo di veicolo elettrico a autonomia estesa (EREV), che utilizza il motore a combustione solo per ricaricare la batteria, offrendo un’autonomia superiore ai 1.000 chilometri. In Cina, gli EREV rappresentano ora il 31% delle vendite di PHEV, con prospettive di successo simili in Europa e Stati Uniti.

I veicoli ibridi, rispetto ai BEV, necessitano di una capacità di batteria molto inferiore. Secondo le stime di Adamas Intelligence, la capacità della batteria di un PHEV è solo un terzo di quella di un BEV, riducendo di conseguenza l’uso di litio, nichel e cobalto. Tuttavia, altri metalli, come platino e palladio, utilizzati per i catalizzatori nei motori a combustione, beneficeranno dell’ascesa degli ibridi, guadagnando un nuovo slancio.

Parallelamente al cambiamento nella tipologia di veicoli venduti, anche la chimica delle batterie sta subendo un’evoluzione. Le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) stanno emergendo come una delle tecnologie più promettenti, rappresentando il 40% della domanda di batterie nel 2023, più del doppio rispetto al 2020. Ancora una volta, la Cina è protagonista di questa rivoluzione: due terzi delle vendite di EV nel Paese nel 2023 hanno utilizzato questa tecnologia.

Le batterie LFP, una volta considerate una tecnologia a bassa potenza, sono ora in grado di competere con le batterie a base di nichel-manganese-cobalto (NMC). Un esempio è il produttore cinese CATL, che ha presentato una nuova batteria LFP in grado di offrire fino a 1.000 chilometri di autonomia con una singola carica. LFP richiede solo litio, eliminando la necessità di nichel e cobalto, rendendo queste batterie più economiche ed ecologiche rispetto ad altre chimiche.

Sebbene finora i produttori europei e statunitensi abbiano preferito le batterie ad alto contenuto di nichel, questa tendenza potrebbe cambiare. Sia Ford che General Motors hanno manifestato interesse per la tecnologia LFP di CATL. Inoltre, l’industria delle batterie LFP sta guadagnando terreno anche al di fuori della Cina, grazie alla scadenza dei brevetti chiave nel 2022. Un esempio significativo è il Marocco, che ha attirato investimenti grazie alle sue riserve di fosfato, le più grandi al mondo, e ai suoi accordi di libero scambio con l’Unione Europea e gli Stati Uniti.

L’evoluzione della tecnologia delle batterie non si ferma qui. Mentre l’industria continua a investire in ricerca e sviluppo per rendere le batterie più economiche e potenti, anche il litio potrebbe essere sostituito da tecnologie emergenti. Le batterie agli ioni di sodio, per esempio, sono in fase di sviluppo da parte di CATL e BYD, e potrebbero ridurre i costi fino al 20% rispetto alle tecnologie attuali. Queste batterie non utilizzano litio ma, a seconda della chimica, potrebbero richiedere nichel e manganese, aprendo così nuovi scenari per la domanda di metalli.