Le 3 azioni più comprate dai grandi fondi d’investimento

Tommaso Scarpellini

10 Maggio 2025 - 07:51

Le azioni più presenti nei portafogli dei grandi fondi americani e gli altri titoli strategici su cui scommettono Buffett, Ackman, Dalio e Burry.

Le 3 azioni più comprate dai grandi fondi d’investimento

Conoscete il detto “il capitano affonda con la sua nave”? Un’espressione che nel mondo dell’alta finanza assume un significato quasi mistico.

Spesso gli hedge fund e i grandi investitori value scommettono su azioni che ritengono talmente solide, talmente strategiche, da diventarne inseparabili. È il concetto di “skin in the game” portato all’estremo: “se affonda lei, affondiamo anche noi”.

Non si tratta solo di buy and hold. Qui parliamo di convinzioni granitiche. Di titoli che, nonostante crisi, rotazioni settoriali, cambi di leadership e trimestrali altalenanti, continuano a essere presenti nelle top 10 dei portafogli di alcuni dei fondi più famosi e studiati al mondo. Ma quali sono queste azioni così tenacemente “holdate”? Quali sono i titoli che resistono negli anni sotto l’ala di manager leggendari come Warren Buffett o Ray Dalio?

Per scoprirlo, basta aprire i 13F Filing di fine 2024 dei seguenti fondi: Berkshire Hathaway, Scion Asset Management, Bridgewater Associates e Pershing Square Capital Management.

E questo è il risultato.

I fondi che monitoriamo

Al primo posto troviamo senza dubbio Berkshire Hathaway, la leggendaria holding fondata da Warren Buffett. Con sede a Omaha, Nebraska, è l’emblema stesso del value investing. Le sue partecipazioni sono considerate sacre per molti analisti e investitori retail: quando Buffett compra, i mercati ascoltano.

Segue Scion Asset Management, il fondo di Michael Burry, divenuto celebre grazie al libro (e al film) The Big Short. È noto per le sue scommesse contrarian, spesso in controtendenza con il mercato. Poi c’è Bridgewater Associates, il colosso fondato da Ray Dalio. Uno dei più grandi hedge fund al mondo, con una strategia macro orientata ai grandi cicli economici. Infine Pershing Square Capital, il fondo di Bill Ackman, noto per il suo stile activist: entra nelle aziende, influenza il management, guida il cambiamento.

Questi quattro fondi hanno stili molto diversi, ma una cosa in comune: alcune partecipazioni ricorrenti. Titoli che compaiono in più portafogli, a volte con percentuali diverse, ma sempre ben visibili. Quando accade, vale la pena fermarsi a guardare da vicino.

1) GOOG – Alphabet Inc.

Una delle azioni che riscontriamo sia nel portafoglio di Bridgewater Associates che in quello di Pershing Square è Alphabet, la holding a cui fanno capo Google, YouTube, Android e una quantità incredibile di asset digitali.

Bridgewater detiene una posizione da $381 milioni, pari all’1,29% del portafoglio, sebbene abbia ridotto l’esposizione del -17,31% nel Q4 2024. Pershing Square, invece, mantiene una posizione fortissima, con $1,437 miliardi investiti, pari all’11,35% del suo portafoglio.

Eppure, Alphabet è curiosamente assente dalla top 10 di Berkshire Hathaway. Nonostante ciò, resta uno dei titoli più amati dal mercato e anche da diversi altri gestori professionisti.

2) AAPL – Apple Inc.

Se Alphabet è una delle scommesse più forti per Ackman, Apple è senza dubbio il simbolo di fiducia per Warren Buffett.

Con una posizione da oltre $75 miliardi, pari al 28,12% del portafoglio di Berkshire Hathaway, Apple è praticamente la “figlia prediletta” del fondo. Buffett l’ha definita pubblicamente “la migliore azienda al mondo” e ha più volte elogiato Tim Cook per la gestione del capitale.

In occasione dell’ultima conferenza annuale di Berkshire, Buffett ha detto che Cook ha fatto guadagnare a Berkshire “più soldi di quanti ne abbia fatti lui stesso”. Un’affermazione che racconta quanto forte sia il legame tra fondo e azienda.

Il prezzo medio di carico è di $39,62, mentre il prezzo a fine 2024 è di circa $250. Con una ownership dell’1,98%, Apple è il titolo che più di ogni altro ha premiato la pazienza e la visione di lungo termine di Buffett.

Apple è oggi vista da molti come un bond equity-like: flussi di cassa prevedibili, dividendi crescenti e un buyback aggressivo. Un titolo solido, capace di attraversare le fasi di mercato con eleganza.

3) META – Meta Platforms

La terza azione che merita attenzione è Meta, presente nella top 10 di Bridgewater, con una posizione da $383,6 milioni, pari all’1,87% del portafoglio.

Nel Q4 2024 Bridgewater ha ridotto la partecipazione del 22,58%, ma Meta resta un titolo cardine per il fondo di Ray Dalio. Il motivo? Anche Meta è una cash machine, con ROE elevato e potenziale di espansione costante.

Nel 2024 i ricavi pubblicitari sono cresciuti più che di Alphabet. Questo squilibrio racconta come Instagram e WhatsApp stiano guadagnando terreno, specie nel mobile advertising. È curioso notare che Bridgewater detiene entrambe le aziende nel suo portafoglio: due competitor diretti, ma evidentemente entrambi validi.

Quindi?

Le azioni che resistono nelle top 10 dei fondi più prestigiosi non sono lì per caso. Sono aziende con vantaggi competitivi duraturi, bilanci solidi e capacità di generare cassa in qualsiasi fase del ciclo economico.

Quando un fondo come Berkshire Hathaway mantiene un titolo per anni, anche nei momenti difficili, significa una cosa: quella posizione è strategica. Lo stesso vale per Bridgewater, Pershing o Scion.

Non c’è bisogno di copiare ciecamente i grandi investitori. Ma studiare cosa tengono in portafoglio, e da quanto tempo, è un esercizio prezioso per ogni investitore che mira alla consapevolezza. E forse, per chi guarda questi fondi come riferimento, vale la pena chiedersi: se loro non mollano, perché dovremmo farlo noi?