Le 10 azioni di Piazza Affari con il maggiore potenziale secondo gli analisti (fino al +48%)

Flavia Provenzani

18 Settembre 2026 - 16:54

Dal confronto tra i prezzi di Borsa e i target price medi degli analisti emergono i titoli del FTSE MIB con il maggiore potenziale teorico di rialzo.

Le 10 azioni di Piazza Affari con il maggiore potenziale secondo gli analisti (fino al +48%)

Ogni banca d’affari che segue un titolo quotato pubblica un target price, cioè il prezzo che, secondo i suoi analisti, l’azione dovrebbe raggiungere entro dodici mesi. La media di queste stime, confrontata con la quotazione di Borsa, restituisce il cosiddetto potenziale di rialzo (upside), ovvero la distanza teorica che separa il prezzo attuale dal giudizio degli analisti.

Incrociando i prezzi odierni (18/09/2026, ore 09:40) con i target medi a dodici mesi rilevati da Bloomberg, il titolo con il divario più ampio del FTSE MIB è STMicroelectronics, seguito da Moncler e Leonardo.

Ecco la classifica dei primi dieci, utile ma da leggere con cautela.

La classifica dei 10 titoli con il maggiore potenziale sul FTSE MIB

TitoloPrezzoTarget price medioPotenziale teorico
STMicroelectronics 43,28 euro 64,1 euro +48,1%
Moncler 44,06 euro 61,4 euro +39,4%
Leonardo 50,34 euro 69,3 euro +37,7%
Buzzi 38,46 euro 50,8 euro +32,1%
Prysmian 123,20 euro 159,3 euro +29,3%
Stellantis 4,403 euro 5,6 euro +27,2%
Italgas 8,43 euro 10,7 euro +26,9%
A2A 2,371 euro 2,9 euro +22,3%
Campari 5,91 euro 7,1 euro +20,1%
Lottomatica 27,48 euro 32,2 euro +17,2%

STMicroelectronics ha l’upside più ampio del listino

Il produttore di semiconduttori è il titolo con la distanza maggiore dal consenso. Sul titolo si contano 16 giudizi Buy e 8 Hold, senza raccomandazioni negative. Il divario si è costruito nel corso dell’anno, con revisioni al rialzo molto ampie. A giugno Kepler Cheuvreux aveva portato il prezzo obiettivo da 48 a 78 euro, confermando la raccomandazione buy, mentre Bank of America, non inclusa nel consenso Bloomberg, era passata a buy con target a 86 euro. Da allora il titolo ha recuperato terreno, ma resta molto distante dalla media delle stime.

Moncler, il lusso diviso tra revisioni opposte

Sul gruppo guidato da Remo Ruffini il consenso conta 15 Buy, 11 Hold e un Sell, e il titolo è in calo di circa il 17% da inizio anno. Proprio ieri il titolo è stato il migliore del listino grazie all’upgrade di Bernstein, che ha portato il giudizio da market-perform a outperform con prezzo obiettivo di 57,5 euro, citando le potenzialità di crescita nelle Americhe, lo sviluppo del marchio Grenoble e il rilancio di Stone Island. Nella stessa giornata JP Morgan ha confermato overweight con target a 70 euro, pur limando le stime sui ricavi: per il canale diretto la crescita attesa scende dal 7,5% al 7%, per Stone Island dal 12% all’11%. In direzione opposta si è mossa Equita, che ha tagliato stime e prezzo obiettivo.

È un caso utile per capire quanto sia ampia la dispersione dietro una media: sullo stesso titolo, nello stesso giorno, convivono obiettivi a 57,5 e a 70 euro.

Leonardo e Buzzi

Su Leonardo il consenso resta ampiamente positivo, con 17 giudizi Buy e 5 Hold, e nessuna raccomandazione negativa. Il target medio a 69,3 euro riflette le attese sul comparto della difesa, ma il titolo ha corretto in misura significativa rispetto ai massimi. Per Buzzi il quadro è più equilibrato: 9 Buy e 10 Hold. Il potenziale del 32% nasce soprattutto dalla discesa del titolo, sceso in area 38 euro contro un target medio che resta sopra i 50.

Prysmian e il traino dei data center

Il gruppo dei cavi è uno dei titoli su cui gli analisti hanno rivisto di più le stime negli ultimi mesi, sulla scia della domanda legata ai data center e alle infrastrutture elettriche. Equita ha alzato la raccomandazione da hold a buy portando il prezzo obiettivo da 130 a 178 euro, mentre JP Morgan si è spinta a 172 euro. Sul titolo si contano 13 Buy, 3 Hold e un Sell.

Stellantis, è il caso più controverso

Il gruppo automobilistico ha il consenso più diviso dell’intero paniere: 7 Buy, 20 Hold e 7 Sell. Il potenziale teorico del 27% convive quindi con un giudizio prevalentemente attendista.

Nelle ultime settimane Jefferies e UBS hanno tagliato le stime, con UBS che ha limato il prezzo obiettivo da 9,7 a 9,5 euro pur confermando la raccomandazione buy. È il titolo che meglio mostra come un divario ampio non equivalga a un giudizio positivo: può nascere anche da target fissati prima di un forte ribasso e non ancora aggiornati.

Italgas, A2A, Campari e Lottomatica

Chiudono la classifica due utilities, un gruppo del beverage e uno del gaming.
Su Italgas il consenso conta 6 Buy e 10 Hold, con un target medio a 10,7 euro. A2A ha 5 Buy e 3 Hold e un obiettivo medio a 2,9 euro. Campari raccoglie 13 Buy, 10 Hold e un Sell: il titolo tratta sotto i 6 euro, contro un target medio di 7,1 euro. Lottomatica, infine, è l’unico titolo dell’intero FTSE MIB con il 100% di raccomandazioni positive, 17 Buy e nessun Hold o Sell, con un prezzo obiettivo medio di 32,2 euro.

Come interpretare (e come non interpretare) un target price

Il potenziale teorico è un calcolo aritmetico, non una previsione. Il target price riflette il valore che gli analisti attribuiscono alla società sulla base delle loro stime di utili e flussi di cassa e non contiene alcuna indicazione su quando, e se, il mercato si allineerà a quel valore.

Occhio anche al fattore dispersione. Una media nasconde stime anche molto lontane tra loro, come mostra il caso Moncler, e nel calcolo entrano giudizi pubblicati in momenti diversi, alcuni dei quali precedenti alle ultime notizie sul titolo.
Consideriamo anche che un divario ampio non è di per sé un segnale positivo, spesso si allarga proprio quando un titolo scende, perché i prezzi si muovono più velocemente delle stime. In quei casi il potenziale teorico si riduce nelle settimane successive non perché l’azione salga, ma perché sono gli analisti a tagliare gli obiettivi.

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