Lavoro, la pandemia colpisce i precari: 500mila posti persi nel 2020

Teresa Maddonni

18/02/2021

18/02/2021 - 17:08

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La pandemia ha colpito il mondo del lavoro e in particolar modo i precari. Sono oltre 500mila i posti di lavoro persi tra contratti a tempo determinato, in somministrazione, stagionali e intermittenti nei primi 11 mesi del 2020 secondo l’Osservatorio sul precariato di INPS.

Lavoro, la pandemia colpisce i precari: 500mila posti persi nel 2020

Lavoro: la pandemia colpisce i precari e nel 2020, nei primi 11 mesi, sono stati 500mila i posti di lavoro persi tra contratti a termine, stagionali, di somministrazione e intermittenti rispetto allo stesso periodo 2019.

Sono questi i dati dell’Osservatorio sul precariato di INPS per il periodo gennaio-novembre 2020.

Il quadro è drammatico laddove per il mese di novembre 2020 il saldo annualizzato dei rapporti di lavoro, vale a dire la differenza tra quelli registrati nel mese rispetto al novembre 2019, è negativo con 664.000 posti in meno.

Dinamica positiva invece per i contratti a tempo indeterminato, i posti di lavoro stabili, complice, osserva INPS, la norma sul blocco dei licenziamenti introdotta dal decreto Cura Italia e in vigore da marzo 2020.

Ricordiamo che proprio il blocco dei licenziamenti è al centro del dibattito pubblico e politico dal momento che scadrà il 31 marzo e i sindacati premono per una sua proroga ulteriore.

Lavoro: 664mila posti in meno a novembre 2020

Il lavoro con la pandemia vive momenti drammatici e solo a novembre 2020 i posti persi sono stati 664mila secondo l’Osservatorio sul precariato di INPS.

Il report dell’Istituto evidenzia come il saldo annualizzato, quindi la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi identifica la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro.

Nel dettaglio si tratta della differenza tra le posizioni di lavoro in essere alla fine del mese osservato rispetto al valore analogo alla medesima data dell’anno precedente.

Il saldo annualizzato è risultato in flessione già nella seconda parte del 2019 per poi raggiungere valori negativi a febbraio 2020 e peggiorare con la pandemia.

Il valore era secondo INPS:

  • -28.000 a febbraio 2020;
  • -284.000 a marzo 2020;
  • -623.000 ad aprile 2020.
  • -813.000 a giugno 2020;
  • -760.000 a luglio 2020;
  • -664.000 a novembre 2020.

INPS per il mese di novembre 2020 analizza anche i singoli contratti ed evidenzia come rimangano ancora positivi i valori dei posti di lavoro a tempo indeterminato e dell’apprendistato:

  • +161.000 il saldo annualizzato dei contratti a tempo indeterminato:
  • + 2.000 per l’apprendistato.

Sottolinea INPS nel rapporto:

“I saldi annualizzati delle varie tipologie di rapporti a termine risultano ancora tutti negativi, nonostante l’attenuazione del trend di contrazione registrata da luglio per i contratti a tempo determinato e per gli stagionali, da agosto per i contratti di somministrazione.”

Nei primi 11 mesi del 2020:

  • le trasformazioni da tempo determinato sono risultate 460.063 in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-31%; -29% per il mese di novembre);
  • le conferme di rapporti di apprendistato (stagionali e somministrati) giunti alla conclusione del periodo formativo risultano ancora in crescita (+10% sul corrispondente periodo del 2019);
  • le cessazioni nel complesso sono state 5.051.029, in forte diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-20%).

Da marzo a novembre 2020, in merito alle cessazioni sottolinea INPS, la diminuzione, come abbiamo anticipato, è stata più accentuata per i contratti a tempo indeterminato con il blocco dei licenziamenti in vigore.

Nel 2020, chiarisce INPS nel rapporto, sono 108.444 i posti di lavoro, tra assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato, che derivano dalla norma sull’esonero contributivo triennale per i datori di lavoro che assumono under 35, comunque in diminuzione rispetto allo stesso periodo 2019.

Lavoro, colpiti i precari: persi 500mila posti

Come abbiamo anticipato nel rapporto di INPS i più colpiti dalla pandemia sono i contratti precari, con 500mila posti di lavoro occasionali persi nel 2020, sempre nel periodo gennaio-novembre.

Il Covid, sottolinea INPS, ha determinatola contrazione dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO):

  • ad aprile risultava pari al -78% e;
  • -34% di novembre (11.642 lavoratori impegnati, contro 17.765 a novembre 2019).

Come osserva INPS nel dettaglio nel periodo gennaio-novembre 2020 in totale il crollo dei contratti precari ha riguardato:

  • 263.902 contratti a termine;
  • 121.913 contratti stagionali;
  • 80.217 di somministrazione;
  • 76.970 intermittenti.

In totale si tratta di 543.002 posti di lavoro persi nei primi 11 mesi del 2020.

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