Lavoro nero, sanzioni anche al lavoratore. Ecco cosa prevede il Jobs Act

Lavoro nero: sanzioni anche al lavoratore che accetta di prestare lavoro irregolare. Ecco cosa prevede la legge e le novità del Jobs Act.

Lavoro nero: anche il lavoratore rischia sanzioni in caso di lavoro irregolare, sulla base di quanto previsto dal Jobs Act.

Con la legge n. 151 del 2015 sono state incrementate le sanzioni per lavoro nero che a partire dall’entrata in vigore del Jobs Act sono applicate non soltanto al datore di lavoro ma anche nei confronti del lavoratore che presta attività irregolare.

Il problema del lavoro nero è da sempre uno dei nodi delle politiche del lavoro in Italia e pertanto con la revisione alla disciplina sanzionatoria prevista dal Jobs Act si è tentato di inibire il ricorso al lavoro irregolare proprio con le sanzioni a datori di lavoro e a lavoratori.

Per il datore di lavoro è ormai noto che in caso di impiego di lavoratori in nero sono previste sanzioni che possono arrivare fino a 36.000 euro. Cosa rischia invece il lavoratore che contribuisce, prestando la sua opera, all’incremento del lavoro nero?

Di norma non si pensa che anche il lavoratore sia parte in causa per la piaga del lavoro nero e irregolare ma con il Jobs Act si è voluto chiaramente stabilire che il lavoratore non è immune alle sanzioni e che in caso di richiesta di impiego irregolare è un dovere, prima ancora che un diritto, denunciare il datore di lavoro e rifiutare la proposta di lavoro.

In un periodo di crisi occupazionale non è sempre possibile dire no al lavoro nero, questo è anche comprensibile - seppur non giustificabile. In ogni caso è bene sapere che sono previste anche sanzioni per il lavoratore che accetta di prestare la sua opera in nero e in maniera irregolare.

Vediamo quali sono le sanzioni e cosa rischia il lavoratore nel caso in cui venga sorpreso a prestare lavoro nero.

Lavoro nero, sanzioni anche al lavoratore. Ecco cosa prevede il Jobs Act

Sebbene siano quasi tutti a conoscenza del fatto che il datore di lavoro che si avvale di lavoro nero è suscettibile di sanzioni pecuniarie che possono arrivare ad un importo di 36.000 euro, non si parla mai di cosa rischia il lavoratore che accetta di lavorare in maniera irregolare.

A modificare la disciplina sanzionatoria prevista in caso di lavoro nero è stato il Jobs Act, la legge sul lavoro fortemente voluta dall’allora Premier Matteo Renzi e dal Ministro del Lavoro Poletti.

Cosa rischia il lavoratore che accetta un lavoro in nero? Per prima cosa è bene specificare che le sanzioni per il lavoratore sono sia pecuniarie che limitative della libertà personale. Oltre a sanzioni addebitate nella forma di multe, è prevista anche la reclusione.

Il lavoro nero è un reato anche per il lavoratore e la sanzione applicata nei confronti della “vittima” del lavoro irregolare può portare alla reclusione fino a 2 anni. Si tratta di quanto previsto dal’ ex. articolo 483 del Codice Penale, ovvero la pena inflitta per reato di “Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”.

La reclusione fino a 2 anni in caso di lavoro nero può essere inflitta al lavoratore che dichiara di essere disoccupato e che quindi risulta, allo Stato, come titolare del diritto a percepire l’indennità di disoccupazione.

La sanzione aumenta, però, nel caso in cui il lavoratore che lavora in nero sia effettivamente titolare di indennità di disoccupazione. Purtroppo nella vita di tutti i giorni molte volte può capitare di sentire storie di questo genere ed è bene ricordare che la sanzione in questo caso può anche comportare un danno economico, oltre che la restrizione della propria libertà personale e la reclusione.

Nel caso in cui il lavoratore risulti titolare di indennità di disoccupazione o di altre prestazioni a sostegno del reddito erogate dallo Stato o dall’Inps in favore dei disoccupati si può essere sanzionati per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, ovvero quanto previsto dall’articolo 316-ter del Codice Penale. La sanzione in questo caso può portare alla reclusione da tre mesi a tre anni.

La sanzione addebitata al lavoratore in caso di lavoro nero viene proporzionata all’ammontare delle prestazioni sociali e delle agevolazioni di cui si è indebitamente beneficiato. Per somme di importo pari o inferiore a 3.999,96 euro è prevista l’applicazione di sanzione amministrativa da 5.164 euro a 25.822 euro.

Ovviamente, il lavoratore che è accusato di lavoro nero e di frode ai danni dello Stato decade dai benefici sociali, ovvero disoccupazione e altre indennità erogate da Enti pubblici, i quali possono richiedere anche il risarcimento del danno.

Il lavoratore, nonostante ciò, non è certo l’unico a rischiare in caso di lavoro nero. Il Jobs Act ha previsto l’inasprimento delle sanzioni anche per i datori di lavoro. Ecco in breve di cosa si tratta e quanto si rischia.

Lavoro nero, sanzioni anche al lavoratore. Ecco cosa prevede il Jobs Act

A dirla tutta il Jobs Act ha previsto l’inasprimento della disciplina sanzionatoria in caso di lavoro nero proprio per i datori di lavoro.

Nel caso di lavoro irregolare, il datore di lavoro è condannato a pagare una sanzione calcolata sulla base dei giorni di prestazione di lavoro nero, incrementata del 20% nel caso di assunzione di stranieri extracomunitari non in possesso di regolare permesso di soggiorno o di minori.

La sanzione per il datore di lavoro può arrivare fino a 36.000 €.

Denunciare il lavoro nero e non lavorare in maniera irregolare è un dovere e un diritto dei lavoratori. Per sapere come fare per tutelarsi e per difendere i propri diritti ti consigliamo di leggere -> Lavoro nero: come fare denuncia e le sanzioni per il datore di lavoro

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