La vittoria di Trump non cambia lo scenario di breve termine: l’azionario può proseguire il rally. Ecco perché

Livio Spadaro

12/11/2024

Wall Street continuerà a salire fino alla fine dell’anno mentre i listini europei ed anche i titoli cinesi potrebbero soffrire con la price-action innescata dalla vittoria di Trump

La vittoria di Trump non cambia lo scenario di breve termine: l’azionario può proseguire il rally. Ecco perché

L’esito delle elezioni è stato nettamente a favore dei Repubblicani che sono riusciti ad assicurarsi con ogni probabilità la maggioranza all’intero Congresso, il che permetterà a Trump di poter implementare più agilmente le misure di politica fiscale da lui programmate (mentre per i dazi e l’immigrazione non è necessaria l’approvazione del Congresso).

Aldilà della vittoria repubblicana, storicamente un esito definitivo delle elezioni americane è stato positivo per i listini azionari perché elimina un evento che crea incertezza.

Nelle ultime 8 elezioni presidenziali, l’indice S&P500 ha guadagnato in media il +6,6% nei 6 mesi postumi alle elezioni. Nelle ultime 2 elezioni l’indice americano ha guadagnato il +12,1% ed il +24,4% rispettivamente nei 6 mesi succeduti al giorno delle elezioni. L’anomalia attuale riguarda i mesi precedenti alle elezioni USA, nelle precedenti 8 elezioni, lo S&P500 ha ottenuto in media il +1,5% i 6 mesi antecedenti alla tornata elettorale mentre quest’anno ha registrato già un rialzo del +14,2%.

Andamento S&P 500 dopo le elezioni presidenziali Andamento S&P 500 dopo le elezioni presidenziali Fonte: Bloomberg

Quindi è probabile che il rally dei mercati azionari continui almeno fino all’inaugurazione della presidenza che è un periodo storicamente di consolidamento o pullback.

Il movimento pre-elettorale suggerisce che i mercati hanno catalizzato l’attenzione non tanto sull’esito delle elezioni ma sull’andamento dell’economia e sulle potenziali mosse della Federal Reserve. Economia americana che continua a mostrare una certa resilienza, l’indice ISM PMI dei Servizi è risultato ben superiore alle attese (53,8) ad Ottobre riportando un valore di 56 punti.

Mentre l’indice di sorpresa economica suggerisce che le condizioni economiche a stelle e strisce stanno continuando a migliorare, alimentando l’ottimismo degli investitori ed accrescendo la possibilità di ulteriori rally dell’azionario.

Seppur vero che i dati del lavoro non sono stati particolarmente esaltanti, c’è da dire che il report di Ottobre è stato sensibilmente inficiato dagli uragani e dai pesanti scioperi che hanno interessato alcune grandi aziende come Boeing. E’ anche vero che nei mesi precedenti alle elezioni le aziende americane tendono ad avere un atteggiamento più prudente in tema di assunzioni aspettando l’esito delle urne prima di effettuare nuovi investimenti.

C’è però una potenziale reale cattiva notizia ed è che effettivamente le politiche trumpiane potrebbero dare una riaccelerata a un’inflazione che non è stata mai completamente sconfitta, anzi. A Settembre l’indicatore preferito dalla Fed per misurare l’inflazione (PCE core) ha registrato il maggior aumento mensile da Aprile aumentando del +2.7% a/a e del +0.3% m/m.

Pertanto, il movimento menzionato in precedenza dei rendimenti della parte lunga della curva dei Treasury sta ad indicare che i mercati valutano la mossa della Fed troppo dovish in un contesto ancora favorevole al riemergere dell’inflazione vista anche l’azione delle altre banche centrali che ha innescato un nuovo ciclo di liquidità globale. Oltretutto la larga vittoria di Trump potrebbe convincere la Cina a implementare misure ancora più straordinarie di quelle implementate finora i cui effetti sembrano dare i primi frutti dato che il Citi Economic Surprise Index è tornato positivo per la prima volta da Giugno.

Il Citi Economic Surprise Index è tornato positivo per la prima volta da Giugno Il Citi Economic Surprise Index è tornato positivo per la prima volta da Giugno Fonte: Bloomberg/Citigroup

La view per ora non cambia, sull’obbligazionario tenersi lontani da una Duration lunga si è rivelato vincente per ridurre volatilità dai portafogli anche se è notabile che il premio per il rischio dell’azionario è tornato negativo dato che il rendimento del decennale statunitense è superiore all’earning yield dello S&P500.

Il rendimento del decennale statunitense è superiore all'earning yield dello S&P500 Il rendimento del decennale statunitense è superiore all’earning yield dello S&P500 Fonte: Bloomberg

Sull’azionario, è da tenere a mente che la concentrazione dei maggiori 10 titoli di Wall Street è ai record storici, il che non è sostenibile in una prospettiva di medio termine e favorisce le azioni che sono rimaste indietro con le valutazioni.

La concentrazione dei maggiori 10 titoli di Wall Street è ai record storici La concentrazione dei maggiori 10 titoli di Wall Street è ai record storici Fonte: BofA

E’ probabile che Wall Street continuerà a salire fino alla fine dell’anno mentre i listini europei ed anche i titoli cinesi potrebbero soffrire con la price-action innescata dalla vittoria di Trump. Se il Dollaro continuerà a mantenersi forte in previsione delle tensioni commerciali e di un minore ritmo del ciclo di easing della Fed, i temi di investimento difensivi restano sotto osservazione mentre quelli ciclici dovrebbero sotto-performare.

I temi di investimento ciclici dovrebbero sotto-performare I temi di investimento ciclici dovrebbero sotto-performare Fonte: BofA

I metalli preziosi dopo un lungo rally potrebbero prendersi una pausa ma restano un tema di investimento per il futuro supportati dall’incremento del deficit e del debito americano, dai riequilibri geopolitici e dalla volontà delle banche centrali di migliorare la qualità delle loro riserve. La quantità di Oro delle banche centrali globali ad oggi ammonta ad oltre 36’000 tonnellate, il livello più alto da 45 anni.