La Russia sospende il trattato fiscale con l’Italia. Brutte notizie per le imprese

Lorenza Morello

17 Agosto 2023 - 07:21

Abolire i trattati di doppia imposizione fiscale è un duro colpo per il comparto aziendale dei Paesi ostili, come l’Italia. L’analisi.

La Russia sospende il trattato fiscale con l’Italia. Brutte notizie per le imprese

Il Presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto sulla sospensione di alcune disposizioni dei trattati fiscali con gli Stati Uniti, diversi Paesi dell’UE e altri considerati “Stati ostili”. L’idea di eliminare i trattati di doppia imposizione fiscale con coloro che hanno colpito Mosca con sanzioni è stata proposta dai ministeri russi delle Finanze e degli Esteri.

I trattati contro le doppie imposizioni (spesso abbreviati come DTA, dall’inglese “Double Taxation Agreement”) sono accordi tra due o più paesi volti ad evitare che un reddito prodotto in un paese e trasferito in un altro sia tassato in entrambi i paesi.
Questi accordi sono cruciali per promuovere gli scambi commerciali e gli investimenti transfrontalieri.
La doppia imposizione si verifica quando due o più paesi tassano lo stesso reddito. Questo può accadere quando, ad esempio, una società genera profitti in un paese e poi li trasferisce nel paese d’origine.

Secondo il documento pubblicato su un portale ufficiale russo di informazioni legali, la decisione si è “basata sulla necessità di prendere misure urgenti” a causa delle “azioni ostili” di alcuni Paesi.
Il divieto di stipulare trattati di doppia imposizione rimarrà in vigore “fino a quando gli Stati stranieri non elimineranno le violazioni commesse nei confronti dei legittimi interessi economici e di altro tipo della Federazione Russa, dei diritti dei suoi cittadini e delle persone giuridiche” o fino a quando i relativi documenti non cesseranno di essere validi.
Allo stesso tempo, il governo è stato incaricato di adottare misure per ridurre l’impatto della sospensione dei trattati fiscali sull’economia russa.

Il Consiglio dei Ministri è ora tenuto a presentare alla Duma un disegno di legge sulla sospensione di tali documenti, mentre il Ministero degli Esteri russo è stato incaricato di notificare la decisione agli Stati esteri interessati.
Nel complesso, Mosca ha sospeso gli accordi sulla doppia imposizione con 38 Paesi, tra cui Regno Unito, Canada, Svizzera, Giappone, Repubblica Ceca, Danimarca, Norvegia, Italia, Finlandia, Francia, Germania, Spagna e altri che hanno aderito alle sanzioni.

Abolire la doppia tassazione mira a promuovere per il bilancio russo una serie di nuove entrate colpendo il comparto aziendale legato ai Paesi ostili e a favorire direttamente il ruolo di pontieri di quei Paesi con cui gli accordi vigono ancora: tra questi la citata Turchia, gli Emirati Arabi, i Paesi dell’Asia centrale, l’Armenia, l’India, la Cina e, ultimo entrante a giugno, l’Oman potranno essere centrali di intermediazione tra Mosca e i Paesi ostili.
Tra i quali, noi: l’Italia.
L’Italia ha stipulato con numerosi Paesi esteri, comunitari e non, Convenzioni bilaterali per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio. Le stesse stabiliscono come deve essere ripartito il potere impositivo fra i due Stati contraenti, regolamentando il trattamento fiscale delle singole categorie di reddito. Tali Accordi prevedono, a seconda delle tipologie interessate, la possibilità che entrambi gli Stati prelevino un’imposta sullo stesso reddito (tassazione concorrente) oppure talvolta la tassazione esclusiva da parte di uno Stato.

Le convenzioni contro le doppie imposizioni sono molto importanti sotto alcuni profili:
- L’identificazione della residenza fiscale di persone fisiche ed enti societari;
- I criteri di territorialità dei redditi percepiti da parte di un soggetto residente in uno dei due stati contraenti;
- I metodi utilizzati per l’eliminazione della doppia imposizione giuridica ed economica (principalmente metodo dell’esenzione o del credito di imposta);
- La possibilità di instaurare ruling internazionali per la risoluzione di problematiche fiscali specifiche che non trovano immediata soluzione.

Oltre ad evitare le doppie imposizioni, le Convenzioni hanno anche lo scopo di prevenire l’evasione e l’elusione fiscale. Su questi punti, in particolare si ispira l’OCSE, ma anche il modello di Convenzione elaborato dall’ONU.
Da un punto di vista giuridico, in Italia, gli accordi per evitare le doppie imposizioni entrano a far parte dell’ordinamento giuridico al termine di un procedimento di ratifica da parte del Parlamento seguito con legge ordinaria, che conferisce piena e integrale esecuzione al trattato.

Gli scambi commerciali tra Italia e Russia nel 2021 hanno raggiunto i 21,7 miliardi di euro, in crescita del 34,4% rispetto all’anno precedente.
Il danno procurato dal venire meno del Trattato sulla doppia imposizione non è stimabile al centesimo al momento della redazione del presente scritto ma ammonta a svariati miliardi, in più o in meno in base a quante saranno le aziende che decideranno di proseguire comunque i propri rapporti con l’ex URSS e quante invece cesseranno tali scambi. Con danni al comparto non solo produttivo ma anche occupazionale tutto da valutare.

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