La crisi del 2008 ha messo a nudo la fragilità del modello di crescita spagnolo. Dr. Daniel Carter dell’Università di Cambridge spiega come la Spagna si è ripresa e perché alcune vulnerabilità restano
La Spagna si è ripresa con forza dalla crisi finanziaria del 2008, ma l’eredità di quel crollo resta visibile nell’economia. Ma il Paese ha davvero superato le debolezze che lo resero così vulnerabile? In questo approfondimento sulla ripresa post-Crisi finanziaria, a diciotto anni dal 2008, guardiamo al caso della Spagna.
Intervistato da Money.it, Dr. Daniel Carter dell’Università di Cambridge, esperto di storia contemporanea spagnola e latinoamericana, individua le cause principali: “finanziamenti troppo facilmente accessibili e un boom edilizio insostenibile,” aggravati da un sistema bancario che ha amplificato la bolla del credito.
Prima del 2008 la Spagna sembrava uno dei casi di successo d’Europa: tassi di crescita elevati, investimenti e un mercato immobiliare in espansione. Ma quella crescita poggiava su fondamenta fragili: accesso facilitato al credito, mercato residenziale sovraedificato e una cultura del mutuo che spingeva le famiglie a indebitarsi anche oltre il valore degli immobili. Il settore delle costruzioni assorbì risorse e lavoro a scapito di investimenti più produttivi. [...]
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