La volta scorsa abbiamo visto che suddividere patrimonio seguendo la regola del 40-30-20-10, potrebbe essere un inizio per strutturare in modo razionale il proprio patrimonio, ma la sfida iniziata con il creare la vostra piramide degli investimenti deve continuare: occorre nel mantenerla nel tempo e adattarla alle mutevoli circostanze della vita.
Quindi qual’è il passo dopo?
Guarda quanto il tuo patrimonio si avvicina o si allontana da questa struttura a gradoni e poniti le domande fondamentali.
Sei lontano da questa configurazione? Perché? E’ questione di abitudini precedenti? Del caso? Della tua paura ad affrontare certi argomenti? O hai esigenze particolari e si tratta quindi di una scelta?
Quando ti sei dato una risposta ed hai deciso quale struttura ti va bene focalizzati sugli strumenti che vuoi utilizzare per i tuoi investimenti.
Nel mio canale YouTube “Finanza Serena”, ho approfondito l’argomento degli ETF, che ritengo essere uno strumento ideale per tutti i comparti.
In ordine di preferenza suggerisco gli ETF azionari ed obbligazionari come prima scelta, seguiti dai fondi comuni che sono però più costosi. Tralascia gli altri prodotti bancari e assicurativi perché secondo la mia esperienza sono ancora meno vantaggiosi dei fondi.
L’adattamento e la revisione annuale sono essenziali. Monitora la crescita del tuo patrimonio e apporta eventuali aggiustamenti necessari ai vari comparti. Ma sappi anche che il riequilibrio dei comparti non basta. Devi anche valutare le performance di ciascun settore per capire se stai commettendo degli errori e sfruttare le opportunità emergenti. Un esempio pratico: se quest’anno avevi in portafoglio molta Cina probabilmente hai fatto una cattiva performance azionaria. Come pensi di provvedere? Tieni duro? Speri?
Inoltre è comune commettere errori emotivi negli investimenti, come comprare e vendere in modo impulsivo. Questo accade spesso quando manca una chiara comprensione degli obiettivi personali. Alcuni investitori per esempio potrebbero godere della volatilità del mercato, ma in genere, coloro che si avventurano nel trading rischiano di ottenere rendimenti inferiori a chi compra e tiene.
Se la volatilità non è di tuo gradimento e preferisci investimenti a lungo termine, come la maggior parte degli italiani, le case sembrano essere una scelta ideale dal punto di vista della tranquillità emotiva. Tuttavia, come ho illustrato nei miei video, le case presentano diversi svantaggi, tra cui la trappola dell’imbuto immobiliare di cui parlo da anni. Inoltre troppi immobili possono diventare un fardello per il nucleo familiare, drenando liquidità e diventando difficili da gestire, specialmente con l’avanzare dell’età.
In questa sede poi non tratto la questione dei rischi che un nucleo familiare corre se c’è un percettore di reddito unico o delle diatribe che possono nascere in caso di un secondo matrimonio del capofamiglia. Però l’ho fatto di recente e quindi vi invito a cercare le informazioni che ho già rilasciato.
In conclusione, la gestione accurata del patrimonio va oltre una pur buona regola statica; richiede adattabilità, monitoraggio costante e una comprensione approfondita del fatto che il prezzo ed il valore sono due cose molto differenti. Ma non sempre ci si rende conto (in tempo) della cosa.
E’ curioso poi che in caso di un dubbio sulla salute tutti noi consigliamo secondo consulto medico anche a pagamento, mentre nel nel settore della finanza per il semplice fatto che il rischio non lo vediamo - se non quando è troppo tardi - si finisce con l’impigrirsi e accettare i consigli interessati del venditore che ha ordini di scuderia e budget da fare.