La mappa dei super-ricchi italiani: Lombardia in testa, Calabria in fondo

Alberto De Pasquale

14/08/2025

Su oltre 42 milioni di dichiarazioni presentate in Italia, meno di 60 mila riguardano redditi sopra questa soglia e per un terzo sono fatte in Lombardia.

La mappa dei super-ricchi italiani: Lombardia in testa, Calabria in fondo

Dichiarano redditi superiori a 300 mila euro all’anno e sono meno di 60 mila in tutta Italia. Parliamo dei contribuenti italiani con i redditi lordi più alti in assoluto, come risulta dai dati sulle dichiarazioni fiscali del 2024 (quindi su redditi 2023) forniti dal Dipartimento delle Finanze. Lo scorso anno i quasi 42,6 milioni di contribuenti italiani hanno dichiarato in media 24.830 euro.

Tra questi ce ne sono oltre 2,2 milioni, il 5,3% del totale, che hanno dichiarato redditi inferiori a mille euro; all’apposto ci sono appena 59.553 contribuenti, pari allo 0,14%, che hanno dichiarato redditi al di sopra dei 300 mila euro, con una distribuzione da Nord a Sud decisamente poco omogenea.

Ecco dove sono i redditi più alti

Oltre un terzo, il 34,2% dei “Paperoni” italiani, come impropriamente vengono definiti in questi casi, risiede in Lombardia, che risulta di gran lunga la prima regione italiana per quota di contribuenti con redditi elevati. A seguire ci sono Lazio al 12%, Emilia-Romagna e Veneto entrambe al 9,4% e poi Piemonte (7,5%) e Toscana (6,1%). Contribuenti con extra redditi al minimo, invece, in Basilicata (0,3%), Valle d’Aosta (0,2%) e Molise (0,1%). Ovviamente, queste quote sono influenzate anche dalla popolazione residente e non deve stupire il basso numero di contribuenti con redditi «super» nelle regioni meno popolate d’Italia, ossia proprio Basilicata, Molise e Valle d’Aosta.

Più interessante è allora capire quali sono le regioni italiane in cui risiedono più contribuenti che dichiarano redditi sopra i 300 mila euro calcolando però la quota sul totale dei contribuenti di quella regione; in modo da “pesare” la loro incidenza sulla platea complessiva dei contribuenti. Ma anche in questo caso il primato è della Lombardia, dove dichiara almeno 300 mila euro lo 0,27% dei contribuenti e quindi con un’incidenza quasi doppia rispetto alla media nazionale (come dicevamo, dello 0,14%). Seconda è la Provincia autonoma di Bolzano, con lo 0,22% e terzo il Lazio con lo 0,18%.

Nella parte finale della graduatoria si incontrano invece solo regioni del Sud, dove i contribuenti che dichiarano più di 300 mila euro sono appena lo 0,05% del totale in Basilicata, Puglia e Sardegna, lo 0,04% in Sicilia e Molise e soltanto lo 0,03% in Calabria. Per vederla in altri termini, in Lombardia ogni 10 mila contribuenti ce ne sono 27 che dichiarano almeno 300 mila euro, in Italia mediamente 14 e in Calabria appena tre.

Aumenta la disuguaglianza di reddito

I contribuenti sopra i 300 mila euro di reddito lordo emersi dalle dichiarazioni fiscali del 2024 sono stati circa duemila in più rispetto al 2023, quando a loro volta erano stati quasi 10 mila in più al confronto con il 2022 (in quell’anno cresciuti di altre circa 10 mila unità rispetto al 2021). Nel 2024 uno studio congiunto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’Università di Milano-Bicocca ha stimato che la metà più povera degli italiani percepisce meno del 17% del reddito nazionale e vive con quasi 13 mila euro all’anno, mentre all’1% più ricco va circa il 12% del reddito nazionale, con una media di 310 mila euro annui (principalmente legati a redditi finanziari e profitti aziendali).

Considerando il coefficiente di Gini, l’indicatore che misura il livello di diseguaglianza nella distribuzione del reddito (o della ricchezza) all’interno di una popolazione, l’Italia risulta tra i paesi dell’Unione Europea con la più marcata disparità, più bassa solamente di quella rilevata in Bulgaria, Lituania e Lettonia.