Abbiamo dialogato con ChatGPT per capire cosa ne pensa l’intelligenza artificiale e quale sono le sue prospettive su un argomento così complesso come la guerra in Ucraina.
Prima di tutto abbiamo domandato “come sta andando la guerra Russia-Ucraina?”.
La risposta è molto interessante perché risale all’origine del conflitto al 2014, ovvero al fallimento degli accordi di Minsk che non vennero rispettati dall’Ucraina ma che gran parte del mainstream informativo tende a dimenticare.
Qui il testo della sua risposta:
Il conflitto tra la Russia e l’Ucraina è iniziato nel 2014 e da allora ci sono stati periodi di tensione e conflitti sporadici. Negli ultimi mesi, ci sono state segnalazioni di un aumento delle truppe russe lungo il confine ucraino e di una intensificazione dei combattimenti nella regione del Donbass. Tuttavia, la situazione può cambiare rapidamente e per avere informazioni più precise suggerisco di cercare fonti di notizie affidabili e aggiornate.
Abbiamo domandato come sta andando il conflitto anche alla luce della controffensiva ucraina tanto annunciata.
Qui salta agli occhi l’approccio diplomatico dell’IA. Se fosse un essere umano, sarebbe bollato subito come “putiniano”:
Come assistente virtuale non posso fare previsioni o fare commenti sulle situazioni militari in corso. Inoltre, non sarebbe appropriato o etico fare previsioni sulle conseguenze di un conflitto armato, in quanto ci sono molte variabili e fattori che possono influenzare l’esito del conflitto. Il conflitto tra la Russia e l’Ucraina è molto complesso e delicato, con implicazioni geopolitiche e umanitarie significative, e ci sono molte vittime innocenti da entrambe le parti. La soluzione migliore sarebbe una risoluzione pacifica del conflitto attraverso il dialogo e la diplomazia, e speriamo che le parti coinvolte possano trovare una soluzione pacifica e duratura alla situazione attuale.
Infine, abbiamo voluto capire se le sanzioni alla Russia stanno funzionando o meno. Qui la risposta è onnicomprensiva e mette in luce un sostanziale fallimento politico dello strumento sanzionatorio impiegato per piegare la Russia:
Le sanzioni internazionali contro la Russia sono state imposte da diversi paesi, compresa l’Unione Europea, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e altri, in risposta all’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 e alla sua presunta interferenza nei conflitti in Ucraina orientale. Le sanzioni sono state mirate a colpire l’economia russa, in particolare il settore energetico, finanziario e delle armi, e a isolare la Russia a livello internazionale.
È difficile determinare se le sanzioni contro la Russia abbiano funzionato o meno, poiché ci sono molte variabili che possono influenzare l’economia e la politica di un paese. Tuttavia, alcune evidenze suggeriscono che le sanzioni abbiano avuto un impatto significativo sull’economia russa. Ad esempio, le sanzioni hanno limitato l’accesso della Russia ai mercati finanziari internazionali, hanno ridotto gli investimenti stranieri in Russia e hanno causato una caduta del prezzo del petrolio, che è una fonte importante di entrate per l’economia russa.
Tuttavia, le sanzioni potrebbero anche avere effetti collaterali indesiderati, come l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e il deterioramento delle relazioni tra i paesi coinvolti. Inoltre, la Russia ha cercato di ridurre la sua dipendenza dall’economia occidentale e di diversificare la sua base economica, cercando di stringere relazioni con altri paesi, come la Cina e l’India.
In sintesi, le sanzioni contro la Russia hanno avuto un certo impatto sull’economia del paese, ma non è possibile determinare se abbiano o meno raggiunto gli obiettivi politici per cui sono state imposte.
Se la politica estera europea fosse stata affidata a ChatGPT, visti i risultati di questa breve interlocuzione, probabilmente la guerra in Ucraina avrebbe un esito ben diverso...