Cina e Russia hanno un piano per costruire una centrale nucleare sulla Luna entro il 2028

Andrea Fabbri

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I due Paesi sono pronti a collaborare per la costruzione di una centrale nucleare lunare entro il 2035. I primi lanci inizieranno nel 2028

Cina e Russia hanno un piano per costruire una centrale nucleare sulla Luna entro il 2028

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La missione Artemis dello scorso aprile ha ufficialmente riaperto la corsa alla conquista umana della Luna. Una battaglia a cui parteciperanno anche Russia e Cina che hanno recentemente annunciato l’obiettivo di costruire un reattore nucleare sulla superficie lunare.

La Russia, con la sua lunga esperienza nei settori dell’industria aerospaziale e dell’energia atomica, e la Cina con le sue ingenti risorse e le incredibili capacità scientifiche, prevedono di ultimare il progetto nel 2035 con i primi lanci della missione Chang’e-8 previsti per il 2028. Lanci che serviranno per iniziare la preparazione di una nuova base lunare.

Cosa prevede il progetto russo-cinese

Il reattore fornirà energia alla Lunar International Research Station (ILRS), base scientifica permanente che sarà localizzata nei pressi del Polo Sud del Satellite e che verrà gestita congiuntamente da entrambi i Paesi.

Per alimentare la base, la cui inaugurazione è prevista per il 2035, servirà una fonte di energia che garantisca rifornimenti stabili e continui nel tempo. Una questione che Russia e Cina intendono risolvere con una piccola centrale nucleare.

I primi lanci sono previsti per il 2028

A parlare del ruolo cinese del progetto è stato recentemente Pei Zhaoyu, ingegnere capo della missione Chang’e-8. Zhaoyu ha ribadito l’importanza della partecipazione della Russia all’iniziativa, in quanto Paese leader mondiale sia a livello di costruzione di impianti nucleari che di invio nello spazio delle strutture.

Proprio Chang’e-8, la missione robotica della China National Space Administration nata per l’esplorazione lunare, avrà lo scopo di gettare le basi tecniche per la stazione di ricerca che sarà abitata in modo permanente a partire dal 2030.

Il termine previsto per la fine di entrambe le strutture è stato fissato entro il 2035 anche se, al momento, il governo cinese non ha dato notizie in merito all’approvazione ufficiale del piano e del calendario dei lavori.

Quello che è certo, però, è che il Paese del Dragone ha già in mano un progetto preliminare per la costruzione della centrale. Un progetto ispirato sia ad alcuni reattori realizzati dalla NASA che al vecchio reattore nucleare sovietico TOPAZ-II con alcune importanti innovazioni.

Nei piani degli scienziati verranno utilizzate barre di combustibile di biossido di uranio a forma di anello e un doppio sistema di raffreddamento che utilizzerà metallo liquido (NaK-78) in grado di tenere la temperatura del nucleo centrale del reattore più bassa di 600 ºC. A questi verrà aggiunto un moderatore di neutroni di idruro di ittrio che, almeno in teoria, dovrebbe rivelarsi molto più efficiente dei classici moderatori di idrossido di zirconio.

Prosegue la battaglia per la Luna

Come era facile intuire, gli Stati Uniti, galvanizzati dal successo di Artemis II, non intendono restare a guardare. L’obiettivo dichiarato è quello di continuare con il programma e di far tornare nel minor tempo possibile due astronauti sulla superficie per porre le fondamenta per la costruzione di una base lunare sostenibile.

Il progetto è già stato presentato. La struttura, se realizzata, potrà contare su grandi pannelli solari per l’approvvigionamento energetico. Se non fossero sufficienti potrebbe essere utilizzato un nuovo reattore nucleare, il Fission Surface Power (FSP), capace di fornire 40 kW di potenza.

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