Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha fatto sforzi significativi per combattere l’evasione fiscale e introdurre misure che garantiscano una maggiore trasparenza finanziaria, a partire dai pagamenti digitali volti ad abolire progressivamente il contante.
Tuttavia, dietro le proposte allettanti di riforma dell’IVA e l’implementazione del Green Pass sanitario universale si nascondono preoccupanti rischi per le libertà individuali e la privacy dei cittadini.
Secondo quanto denunciato dal quotidiano La Verità e ripreso da Il Paragone, la Commissione Europea ha intenzione di utilizzare la tecnologia blockchain del Green Pass per tracciare in tempo reale gli scambi tra contribuenti, aprendo la strada a un pericoloso sistema di controllo digitale.
La minaccia alla privacy e alla libertà individuali
La tecnologia blockchain è senza dubbio innovativa e può offrire soluzioni efficaci in diversi ambiti. Tuttavia, quando viene impiegata per tracciare in tempo reale gli scambi tra contribuenti, si apre la porta a una sorveglianza invasiva e potenzialmente liberticida. La Verità solleva giustamente delle domande: chi avrà accesso a queste informazioni? Come verranno utilizzate? E soprattutto, chi garantirà che tali dati sensibili saranno adeguatamente protetti?
La connessione tra la riforma dell’IVA e il Green Pass
La Commissione Europea propone una riforma dell’IVA basata su tre pilastri: scambi tra contribuenti tracciati in tempo reale, portafogli fiscali crittografati e versamento dell’IVA in tempo reale.
Sebbene possa sembrare ragionevole voler contrastare l’evasione fiscale, è fondamentale analizzare attentamente le implicazioni di tali misure e capire se invece non vengono strumentalizzate certe battaglie per introdurre misure draconiane. Il Green Pass, originariamente concepito come attestato sanitario, ha dimostrato la sua inutilità e anzi la sua funzione ricattatoria e repressiva, ora rischia di trasformarsi in uno strumento di censimento digitale, in cui la Commissione Europea potrebbe sfruttare la tecnologia blockchain per il proprio vantaggio.
Le ambizioni dell’UE sull’IVA
Ci si chiede se l’UE abbia in realtà un obiettivo nascosto riguardo all’IVA. Secondo La Verità, l’UE potrebbe ambire a un sistema di Fisco digitale che permetta di incassare direttamente l’IVA. Questo rappresenterebbe un notevole trasferimento di potere e controllo verso l’UE, che potrebbe manipolare e gestire i flussi finanziari dei cittadini a suo piacimento.
È pertanto fondamentale interrogarsi sulle reali intenzioni dell’Unione Europea riguardo alla gestione dell’IVA e sulla tutela dei diritti dei cittadini.
La connessione tra la blockchain e l’euro digitale
Inoltre, nei documenti di Bruxelles del febbraio 2020 sull’evoluzione digitale dei governi, si fa riferimento all’ampliamento dell’utilizzo della blockchain fino all’adozione dell’euro digitale, la valuta digitale della Bce. Se sovrapponiamo lo schema studiato dalla Banca centrale al sistema del Green Pass basato sulla blockchain, emergono preoccupanti paralleli.
Sembra che l’emergenza pandemica abbia fornito il pretesto ideale per trasformare i cittadini in meri utenti digitali, fornendo loro un portafoglio virtuale. Questa situazione crea le premesse per il più grande sistema di tracciamento fiscale mai visto, in cui i cittadini si troveranno costantemente monitorati.
La proposta della Commissione Europea di riformare l’IVA e collegarla al Green Pass sanitario universale tramite la tecnologia blockchain solleva gravi preoccupazioni riguardo alla privacy, alle libertà individuali e alla manipolazione dei dati personali dei cittadini.
Alla luce di quanto abbiamo vissuto durante la pandemia, è essenziale che i governi e i cittadini stiano attenti a queste derive liberticide e di controllo digitale, assicurando che le misure adottate per combattere l’evasione fiscale e garantire la trasparenza finanziaria non vengano utilizzate come scusa per limitare le libertà fondamentali e invadere la privacy delle persone.