La Croazia ha rinunciato alla sua moneta nazionale, la kuna, e dal 1° gennaio 2023 ha introdotto l’euro, diventando il 20° paese che si unisce alla Eurozona.
L’adozione dell’euro da parte della Croazia è in corso da tempo ma arriva in un momento in cui l’Eurozona sta affrontando nuove difficoltà: alta inflazione e alto debito dopo la pandemia e minori prospettive di crescita sulla scia della guerra russa contro l’Ucraina, che sfiderà i responsabili politici dell’Eurozona e i banchieri centrali nei mesi a venire.
Insomma, non sembra essere il periodo migliore per grandi manovre monetarie ed economiche.
L’abbandono della kuna costerà alle banche della Croazia circa 1,4 miliardi di kune all’anno, principalmente a causa della perdita di profitti in valuta estera, commissioni ridotte e minori interessi attivi, secondo la Banca nazionale croata. Anche i prestatori, comprese le unità bancarie di UniCredit SpA, Intesa Sanpaolo SpA ed Erste Group Bank AG, dovranno sostenere circa 900 milioni di kune di costi una tantum a causa del passaggio.
In parole povere, le banche croate perderanno circa il 20% dei loro profitti annuali entrando nell’euro.
Le prospettive di crescita, inoltre, non sembrano prevedere grandi rimbalzi con l’entrata nell’euro: l’economia croata passerebbe da una crescita del 5,5% nel 2022 al 2,5% nel 2023, sulla base dei dati della Banca centrale croata, ben poca rispetto alla crescita esuberante del 10,2% del 2021, dopo il lockdown pandemico.
All’outlook non proprio così sereno, si aggiunge la percezione dell’opinione pubblica che si vede imposta una nuova moneta, di cui sembrano fidarsi poco.
Secondo un recente sondaggio Eurobarometro, c’è una maggioranza stabile del 55% del popolo croato a favore dell’introduzione dell’euro. In particolare il settore del turismo ha grandi aspettative per la moneta comune che ridurrà i costi di trasferimento per le persone che visitano la Croazia.
Lo stesso sondaggio mostra però che il 49% dei croati teme che l’euro avrà conseguenze negative per il proprio Paese, mentre solo il 45% crede che avrà conseguenze positive complessive. Questo dato è tanto più sorprendente in quanto la valutazione è cambiata drasticamente nell’ultimo anno e in peggio.
Nel 2021, solo il 40% dei croati temeva conseguenze negative dall’adesione all’euro e il 56% si aspettava un esito positivo. Ma soprattutto l’81% teme che l’introduzione dell’euro porti a prezzi più alti.
Mentre la leadership politica della Croazia continua ad essere ottimista sulle prospettive di adesione all’euro, solo un cittadino su tre pensa che il paese sia ben preparato ad aderire alla zona euro.