La crisi profonda della Germania di Scholz e della coalizione “semaforo”

Roberto Vivaldelli

6 Marzo 2024 - 06:56

Dalla politica estera all’economia, la coalizione “semaforo” guidata dal Cancelliere Olaf Scholz litiga su tutto, mentre il Paese vive una crisi profonda.

La crisi profonda della Germania di Scholz e della coalizione “semaforo”

L’audio degli ufficiali militari tedeschi intercettato da Mosca mentre discutevano di informazioni top secret è solo l’ultima “grana” a cui deve far fronte il governo della coalizione “semaforo” di Olaf Scholz, formato dall’alleanza tra Spd, Verdi e Fdp.

Russia Today ha infatti diffuso il contenuto della lunga telefonata di 38 minuti tra alti ufficiali dell’esercito tedesco e dell’aeronautica in cui si discuteva dell’ipotesi di inviare missili da crociera “Taurus” in Ucraina. Scholz è contrario all’invio dei missili a Kiev, e la vicenda sta creando ulteriori crepe in una coalizione di governo sempre più fragile e dilaniata dalle tensioni interne.

La vicenda ha messo in enorme imbarazzo Scholz poiché il Cancelliere, qualche giorno prima che i russi pubblicassero la registrazione, aveva pubblicamente escluso l’invio di missili Taurus, sostenendo che ciò avrebbe richiesto alla Germania di schierare soldati in una zona di guerra rischiando di rendere i tedeschi un legittimo obiettivo bellico russo. Il Cancelliere ha menzionato due problemi principali: la loro gittata e, appunto, la probabile necessità di assistenza da parte delle truppe tedesche della Bundeswehr, che secondo Scholz potrebbe essere interpretata come una partecipazione diretta guerra contro la Federazione russa.

Coalizione “semaforo” divisa sull’Ucraina

I generali intercettati hanno messo in dubbio la tesi pronunciata pubblicamente da Olaf Scholz. «Nessuno sa davvero perché il cancelliere stia bloccando” l’invio dei Taurus a Kiev afferma il generale Gerhartz nel corso della conversazione diffusa da Russia Today, mettendo così in discussione la leadership del Cancelliere socialdemocratico: tanto che qualche commentatore ha ipotizzato che Berlino sappia perfettamente che Kiev non è in grado non solo di»vincere«la guerra, ma di resistere a lungo contro l’offensiva russa nell’est del Paese. La cautela di Scholz ha attirato le critiche di alcuni esponenti della sua stessa coalizione e degli interventisti liberali: come Marie-Agnes Strack-Zimmermann, capo della commissione per la difesa del Bundestag e membro della coalizione “semaforo”, la quale ha spiegato che i “soldati tedeschi non sono necessari sul suolo ucraino per Taurus. L’affermazione del cancelliere è falsa». In buona sostanza, dando al Cancelliere del bugiardo.

Nella coalizione “semaforo” si è così aperta una crepa tra Spd e Verdi, questi ultimi rappresentati dal Ministro degli Esteri Annalena Baerbock, che ha invitato il suo governo a «considerare intensamente» le potenziali consegne di missili da crociera Taurus all’Ucraina, sottolineando che «i fatti sono molto, molto chiari”.»Io sono il Cancelliere e le cose stanno così” ha replicato Scholz, incalzato dai giornalisti. Emergono dunque due posizioni nel governo della coalizione “semaforo”: una corrente più prudente, rappresentata dal Cancelliere, e una apertamente più interventista e filo-americana incarnata dai Verdi di Baerbock.

Scontri anche sull’economia

La Germania vive un momento di grave crisi economica. Nelle scorse settimane, Berlino ha congelato la spesa pubblica per il resto dell’anno dopo che un tribunale ha dichiarato incostituzionali i piani di spesa del governo, sentenza che ha di fatto aperto un buco di 60 miliardi di euro nelle casse del federali. Il problema è che, in una situazione delicata come questa, i tre partiti di governo continuano a litigare su tutto, anche su come tentare di rilanciare un’economia in chiaro affanno: tant’è vero che nelle scorse ore Scholz ha apertamente bocciato la proposta del Ministro dell’economia Robert Habeck dei Verdi e del Ministro delle Finanze Christian Wolfgang Lindner dell’Fdp di riformare la tassazione sulle aziende, il l’obiettivo, spiega la Reuters, era quello di rendere le aziende locali più competitive visti i costi dell’energia alle stelle che ha di fatto fermato quella che un tempo era la Locomotiva d’Europa. Per Scholz occorre invece procedere con la politica degli sgravi, senza toccare le imposte.

La coalizione “semaforo” è in una crisi profonda che potrebbe aggravarsi dopo le prossime elezioni europee: secondo i recenti sondaggi, infatti, l’Spd raccoglie appena il 15% dei consensi, appena al di sopra dei Verdi con il 13%, mentre i liberal-democratici dell’Fdp si fermano al 5%. La Cdu è stabile al 30%, anche se Friedrich Merz, il successore di Angela Merkel alla presidenza della Cdu, non è molto più popolare di Scholz, mentre l’Afd è al 19% dei consensi, confermandosi il partito che è più cresciuto in questi ultimi due anni nei quali l’umore dell’opinione pubblica tedesca è diventato sempre più cupo a causa di un’economia zoppicante e di un’inflazione che ha colpito duramente sia consumatori che industria. E gli spettri di una guerra con Mosca non aiutano affatto.