La crisi energetica è davvero finita? JP Morgan vede un mercato ancora vulnerabile. I titoli italiani più esposti a Hormuz

Claudia Cervi

22 Giugno 2026 - 17:43

Le banche di Wall Street sono divise su Hormuz. Per questi titoli non è solo un problema di prezzo del petrolio.

La crisi energetica è davvero finita? JP Morgan vede un mercato ancora vulnerabile. I titoli italiani più esposti a Hormuz

La crisi energetica non è davvero finita. Nelle ultime 24 ore sono passate 67 navi. Il Segretario Usa all’Energia Chris Wright usa questo numero per dire che lo Stretto di Hormuz è di nuovo aperto, ma prima della crisi, a Hormuz transitavano 130-140 navi al giorno. Nel Golfo ci sono ancora 500 navi bloccate.

JP Morgan aveva previsto la riapertura entro giugno sulla base dell’aritmetica delle scorte, non di una risoluzione diplomatica. Il mercato, però, resta vulnerabile. Le mine nel corridoio centrale di Hormuz non permettono di utilizzare la rotta più usata. Ci vorranno fino a sei mesi per la bonifica, stimano gli esperti.

I dati del mercato assicurativo marittimo raccontano bene quanto la normalità sia ancora lontana: i premi assicurativi marine war-risk sul Golfo restano fino a 30 volte sopra i livelli pre-conflitto. Prima della guerra, assicurare una nave costava lo 0,1-0,25% del suo valore. Al picco della crisi 7,5% sui transiti diretti in Hormuz. Oggi, nonostante l’accordo, ancora 2,5-3%. Su una petroliera da 100 milioni di dollari, una polizza arriva a costare tra 3 e 8 milioni di dollari per un singolo passaggio. [...]

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