La compagnia Turkish Airlines acquisirà fino al 27% di Air Europe per €300 milioni. Cosa cambia per i passeggeri?

P. F.

9 Giugno 2026 - 12:46

Turkish Airlines rileverà fino al 27% di Air Europa per 300 milioni di euro con il via libera del governo spagnolo. Cosa cambia per i passeggeri e come vanno i conti della compagnia turca.

La compagnia Turkish Airlines acquisirà fino al 27% di Air Europe per €300 milioni. Cosa cambia per i passeggeri?

Turkish Airlines ha incassato il via libera del governo spagnolo all’ingresso nel capitale di Air Europa, un’operazione da circa 300 milioni di euro che le permetterà di rilevarne una quota di minoranza compresa tra il 25% e il 27%. A perfezionamento avvenuto il gruppo turco salirà al rango di secondo azionista alle spalle di Globalia, con ricadute per i passeggeri legate soprattutto ai collegamenti verso l’America Latina.

Il valore strategico dell’operazione ruota attorno alla rete della società iberica, tra le più robuste del continente sulle tratte che uniscono la Spagna all’America meridionale. Da Madrid partono infatti numerosi voli di lungo raggio verso il subcontinente latinoamericano, un bacino su cui il gruppo di Instabul punta per rinsaldare i ponti tra la Turchia e quell’area del mondo.

Turkish Airlines verso il 27% di Air Europa: i termini dell’operazione

La compagnia turca aveva presentato un’offerta vincolante per la società iberica nell’agosto dello scorso anno, ipotizzando una chiusura entro sei-otto mesi. I tempi si sono allungati e oggi il closing è atteso nel corso del 2026. Le parti hanno firmato l’accordo di investimento e hanno avviato l’iter per ottenere le autorizzazioni dalle autorità di regolamentazione, con un aggiornamento diffuso agli investitori il 4 giugno a sancire l’approvazione di Madrid.

La percentuale definitiva verrà confermata al momento del perfezionamento, all’interno della forchetta tra il 25% e il 27%.L’intesa arriva dopo una lunga serie di tentativi falliti da parte dei grandi gruppi europei: nel 2025 sia Lufthansa che Air France-KLM hanno rinunciato all’idea di entrare nel capitale della compagnia spagnola, mentre IAG, la holding che controlla British Airways e detiene già il 20% di Air Europa, aveva abbandonato nel 2024 il progetto di salire alla maggioranza dopo diversi passaggi andati a vuoto.

Cosa cambia per i passeggeri

Trattandosi di una partecipazione di minoranza, gli effetti per chi vola non saranno immediati. L’investimento apre però la strada a una cooperazione commerciale più stretta, con possibili accordi di code-share, ovvero un accordo commerciale tra due compagnie aeree con cui uno stesso volo viene venduto sotto il codice di entrambe, e un coordinamento delle rotte che transitano per lo hub di Istanbul. Per chi viaggia tra l’Europa e l’America Latina, l’integrazione tra le due reti potrebbe tradursi in un ventaglio più ampio di connessioni e in nuove opzioni di itinerario.

Molto dipenderà dagli sviluppi successivi al closing e dalla profondità effettiva delle sinergie commerciali. Al momento il quadro resta quello di un ingresso in qualità di azionista, con vantaggi per chi viaggia ancora tutti da definire.

I conti di Turkish Airlines tra 2025 e prospettive 2026

Sul piano industriale Turkish Airlines affronta la partita da una condizione di salute. Il bilancio 2025 si è chiuso con un giro d’affari di 24,1 miliardi di dollari, in progresso del 6,3%, trainato in larga misura dai voli passeggeri. A spingere è stata anche la dimensione della flotta, arrivata a 516 velivoli dopo un’espansione del 5%, con oltre 92 milioni di persone imbarcate nei dodici mesi e un coefficiente di riempimento dell’83,2%. I ricavi confermano così la tenuta del modello in un mercato del trasporto aereo ancora incerto.

Diverso il discorso sulla redditività, dove il confronto con il 2024 racconta una parabola discendente. L’utile netto è sceso intorno ai 2,9 miliardi di dollari, circa il 15% in meno rispetto a un esercizio precedente che la stessa azienda definisce fuori dall’ordinario. Il margine, misurato sull’EBITDAR, si è collocato al 23,7% per un valore assoluto di 5,7 miliardi.

Regge anche il comparto merci, dove i volumi del cargo sono saliti e il fattore di carico ha segnato un primato a dispetto di scambi internazionali fiacchi. Sul fronte patrimoniale, nel solo 2025 la società ha messo a terra 6 miliardi di dollari di investimenti, una cifra che alza a una ventina di miliardi l’impegno del quinquennio, mentre l’attivo consolidato sfiora i 46,6 miliardi e la forza lavoro supera le 101.000 unità. Le previsioni per il 2026 mantengono un tono fiducioso: la compagnia stima un margine EBITDAR tra il 22% e il 24% e ribadisce l’intenzione di allargare le rotte e stringere nuove alleanze.