Col dynamic pricing il prezzo di quello che acquisti cambia in base a chi sei, a quando compri e da quale dispositivo. Come funziona e come pagare meno
Cos’hanno in comune il ticket di un concerto, una cena ordinata online e il biglietto di un treno per raggiungere una meta turistica? La risposta, in questo 2026, è molto semplice: il dynamic pricing.
Il dynamic pricing può essere definito a grandi linee come la strategia commerciale che prevede un’oscillazione dei prezzi in tempo reale basata sulla domanda, sull’orario di punta degli acquisti e sulle preferenze dell’utente.
Ecco come funziona, in quali settori si sta diffondendo e qualche consiglio utile per provare a spendere di meno.
Cos’è e come funziona il dynamic pricing
Il concetto di prezzo che varia in base alla domanda e alla disponibilità di una merce non è certo una novità assoluta, ma è con l’arrivo dell’intelligenza artificiale che il dynamic pricing si è esteso a macchia d’olio.
Gli algoritmi di oggi sono in grado di analizzare la domanda, le scorte disponibili, il meteo e addirittura la cronologia di acquisto. Nella pratica: se molte persone cercano online un bene, un oggetto o un servizio il prezzo aumenta. Se la domanda è poca il prezzo cala drasticamente.
Capita così che due utenti si trovino a spendere due cifre clamorosamente diverse acquistando lo stesso prodotto da un dispositivo diverso o a pochi minuti di distanza uno dall’altro.
In quali settori viene usato di più il dynamic pricing
Il dynamic princing è sempre più diffuso nei settori legati alla domanda e alla stagionalità. Ovvero i trasporti, con prezzi dei biglietti di voli e treni che salgono e calano in continuazione, il turismo, gli eventi e i concerti.
Purtroppo per i consumatori, però, gli algoritmi stanno intervenendo pesantemente anche in altri ambiti. L’e-commerce è uno di questi, con negozi online che cambiano i loro prezzi in base a quelli della concorrenza e ai trend di consumo.
L’altro caso eclatante è il delivery. Moltissime piattaforme stanno iniziando a variare in tempo reale il costo dei servizi o dei piatti da asporto basando i loro “calcoli” sulla richiesta, sulla zona di consegna, sul meteo, sulla disponibilità del rider e addirittura sul modello di smartphone utilizzato per ordinare.
Come pagare meno ed evitare i rincari
Esiste un solo modo per risparmiare in quest’epoca di dynamic pricing: capire come funziona l’algoritmo e battere l’IA sul suo stesso terreno di gioco.
Dal momento che gli algoritmi si basano sulla domanda, sugli orari di acquisto e sulla frequenza delle ricerche è buona norma prenotare i biglietti dei trasporti e gli hotel con largo anticipo, viaggiare o comprare nei giorni feriali (per evitare i rincari dell’ultimo minuto) e perdere sempre qualche minuto per confrontare gli storici dei prezzi.
Un altro trucchetto molto utile, quando si è intenzionati a comprare qualcosa, è quello di attivare la navigazione in incognito. Facendo così il “sistema” non avrà la possibilità di analizzare le nostre ricerche e probabilmente riusciremo a comprare a un prezzo più basso.
Ultimo consiglio utile quello di sfruttare le potenzialità dei portali di comparazione delle tariffe. In pochi secondi ci diranno se il prezzo che abbiamo davanti è troppo alto o se è in linea con le medie di mercato.