La Cina vuole determinare i prezzi delle materie prime. Tutti i dettagli del piano

Redazione Money Premium

25 Ottobre 2024 - 06:38

Nonostante gli sforzi per garantirsi l’approvvigionamento, la Cina ha perso quote di mercato nel trading di futures sui metalli, un’area dove la London Metal Exchange (LME) ha dominato dal 1877.

La Cina vuole determinare i prezzi delle materie prime. Tutti i dettagli del piano

Negli ultimi due decenni, la Cina ha intrapreso una massiccia acquisizione di attività minerarie in tutto il mondo. Questo sforzo ha avuto lo scopo di assicurarsi l’approvvigionamento dei metalli necessari per sostenere l’industrializzazione del paese e, più recentemente, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio.

Ora, Pechino vuole avere voce in capitolo su come vengono determinati i prezzi dei metalli.
Nonostante gli sforzi per garantirsi l’approvvigionamento, la Cina ha perso quote di mercato nel trading di futures sui metalli, un’area dove la London Metal Exchange (LME) ha dominato dal 1877.

La Cina deve ora convincere gli investitori internazionali a utilizzare la sua borsa future di Shanghai. Se riuscirà in questa impresa, potrebbe trasformare i contratti di Shanghai in un nuovo benchmark per i prezzi dei metalli, sovvertendo così un sistema di riferimento che ha resistito per oltre un secolo.

Questa spinta non è solo una questione di prestigio, ma ha implicazioni dirette per l’industria. Attualmente, le aziende cinesi sono costrette a collegare i loro contratti fisici ai prezzi stabiliti dall’LME. Se la borsa di Shanghai riuscisse a guadagnare influenza, le aziende straniere avrebbero bisogno di effettuare transazioni sulla piattaforma di Shanghai per influenzare i prezzi di riferimento nei loro contratti, spostando così il baricentro dell’influenza di mercato dall’Occidente alla Cina.

La Borsa di Shanghai ha già comunicato agli operatori del settore che la creazione di un mercato di riferimento per i metalli è una priorità e che ci si aspetta che tale iniziativa venga implementata in tempi brevi. Per facilitare questa transizione, la borsa sta esplorando la creazione di magazzini al di fuori della Cina per immagazzinare metallo consegnato in base ai contratti di rame lanciati sul suo International Energy Exchange nel 2020.

Un aspetto cruciale di questa strategia è l’espansione nel settore dello stoccaggio di metalli internazionali. La Borsa di Shanghai ha annunciato la sua intenzione di competere con la rete globale di LME, che dispone di oltre 450 magazzini registrati contenenti migliaia di tonnellate di alluminio, rame e altri metalli. La creazione di un’infrastruttura logistica robusta è essenziale per supportare un mercato dei metalli forte e competitivo.

Una volta che Shanghai prenderà la decisione di offrire lo stoccaggio di metallo fuori dalla Cina, il processo di registrazione dei magazzini dovrebbe essere rapido. Esistono già strutture nei porti con flussi significativi di metalli, il che facilita l’implementazione. Non sarà necessaria l’approvazione normativa per i magazzini situati in zone di libero scambio, permettendo così di stoccare metallo esente da tasse fino alla consegna ai clienti. Questo approccio potrebbe rendere la Borsa di Shanghai un concorrente diretto dell’LME.

Nonostante il potenziale di crescita, la Borsa di Shanghai è consapevole delle sfide che dovrà affrontare per contrastare l’LME. La Cina, pur consumando oltre la metà delle forniture globali di rame, alluminio e zinco, e producendo quantità significative di questi metalli, deve affrontare la difficile impresa di attrarre investimenti e fiducia da parte degli operatori di mercato internazionali.
In ultima analisi, l’obiettivo della Borsa di Shanghai è quello di quotare metalli come alluminio, zinco, nichel, piombo e stagno, già scambiati sull’LME. Se avrà successo, questo potrebbe segnare l’inizio di un nuovo paradigma nel mercato globale dei metalli, con implicazioni significative per le dinamiche di prezzo e le relazioni commerciali internazionali.