Tutti hanno questi dispositivi in casa, ma nessuno sa che contengono fino a 450 milligrammi di oro a 22 carati. Ecco come estrarlo e perché è importante saperlo.
Ormai l’oro nelle case scarseggia, poche famiglie conservano gioielli preziosi, preferendo venderli o comunque spendere i propri soldi diversamente. Eppure, quasi tutti abbiamo dispositivi che contengono il metallo prezioso, circa fino a 450 milligrammi di oro da 22 carati. Tesori insospettabili nascosti in fondo ai cassetti o che finiscono nella pattumiera senza mezzi termini - e spesso senza le corrette procedure di smaltimento - generando un forte spreco e un impatto ambientale del tutto evitabile. La questione è stata oggetto di un apposito studio scientifico, in cui un gruppo di ricercatori svizzeri ha analizzato le possibilità e l’opportunità di estrazione dell’oro dai dispositivi di uso quotidiano. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Oro da 22 carati in questi dispositivi che hai in casa
Quando si discute dell’estrazione mineraria e dell’importanza dei metalli come materia prima si cita sempre il settore tecnologico, ma poi si dimentica dell’effettivo uso negli apparecchi. In realtà, la stragrande maggioranza dei dispositivi tecnologici di uso quotidiano contiene una certa quantità di oro, peraltro spesso di altissima qualità. Si arriva fino a 22 carati, garantendo un’ottima conducibilità elettrica, resistenza alla corrosione e durabilità.
L’oro di elettrodomestici e apparecchi tecnologici è un tesoro nascosto nei circuiti e nei connettori, dove permette un’ottima resistenza nel tempo. Insieme all’oro, il settore dell’elettronica utilizza anche altri metalli utili per la conduzione elettrica, come argento e platino. Insomma, ci sono diversi metalli preziosi all’interno di dispositivi come smartphone, tv, lavatrici e soprattutto computer. Basti sapere che 20 schede madre dei computer possono contenere 450 milligrammi di oro da 22 carati, una pepita piccolina ma assai sorprendente per la sua origine.
La stima proviene da una ricerca pubblicata su Advanced Materials, visto che la questione dell’oro nell’elettronica è stata approfondita in svariate sedi scientifiche. Naturalmente, non tutti hanno 20 computer in casa (anche se alcune cantine serbano delle sorprese), ma comunque di apparecchi ce n’è parecchi. L’attenzione non deve andare ai dispositivi in uso bensì a quelli da sostituire che spesso finiscono a prendere polvere o vengono gettati alla bell’e meglio, ma dai quali si possono ricavare moltissimi materiali utili.
Secondo il rapporto dell’Onu Global E-waste Monitor 2024, nel 2022 il mondo ha prodotto oltre 62 miliardi di kg di scarti elettronici, ma solo il 22,3% è stato riciclato. Uno spreco che tutti possiamo contribuire a fermare, con un vantaggio condiviso.
Ecco come estrarlo e perché
Recuperare i metalli preziosi dai dispositivi elettronici non è affatto semplice, ma la Scuola politecnica federale di Zurigo (Eth) ha messo a punto un sistema funzionale e sostenibile. I metodi attualmente in uso per il riciclo dell’oro contenuto negli apparecchi sono costosi e hanno un impatto considerevole, fino a vanificare in parte gli obiettivi del riutilizzo. I ricercatori svizzeri hanno appurato che utilizzando il siero di latte, sottoprodotto caseario dal costo ridotto, è possibile creare una spugna di nanofibrille proteiche capace di catturare gli ioni d’oro presenti nei materiali disciolti in soluzione.
Il procedimento comincia con la ionizzazione, passa dall’assorbimento e arriva infine alla fusione dell’oro catturato così da ottenere pepite purissime. È un metodo estremamente efficiente: secondo lo studio per ogni dollaro speso se ne possono ricavare 50. Grazie a mezzi di questo genere sarebbe possibile dare una spinta notevole al riciclo tecnologico, ottenendo numerosi vantaggi:
- riduzione dell’inquinamento causato dalle attività estrattive;
- nuove opportunità economiche e occupazionali nel settore del riciclo;
- taglio delle emissioni di gas serra;
- utilizzo più efficiente delle risorse già esistenti, riducendo sprechi e costi.
Auspicando che la ricerca vada avanti e che ottenga finanziamenti sufficienti, i comuni cittadini possono apportare il proprio contributo smaltendo i rifiuti elettronici attraverso gli appositi centri di raccolta, assicurandosi che i materiali vengano riciclati. Ci sono inoltre molte iniziative che rendono questo processo facile e conveniente, come ritiri gratuiti, veri e propri acquisti della merce e agevolazioni sull’acquisto del nuovo.
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