Con il ritiro dagli organismi ONU e un attivismo geopolitico diretto, Trump ridisegna gli equilibri globali, mettendo in discussione il ruolo delle istituzioni internazionali e la loro legittimità.
È arrivata l’ora di chiudere la Nazioni Unite?
Gli Stati Uniti, con una quota di finanziamento del 22% del bilancio e del 27% delle missioni di pace, sono di gran lunga il massimo sostenitore finanziario dell’ONU dalla fondazione, ma il suo attuale presidente è la voce più stentorea che ne critica l’operato. Non lo fa solo a parole, ma con i fatti, ritirando progressivamente l’America dalle agenzie e organizzazioni internazionali legate all’ONU.
Secondo Trump, “operano in contrasto con gli interessi nazionali.” La sua, non è peraltro una posizione spuntata con il MAGA. Da sempre gli Usa sono critici, anzi ostili, agli enti creati da consorzi di governi che millantano una rappresentatività assoluta che non c’è, ma dalla quale fanno derivare una autorità giuridica che non hanno. Con lo scopo, sostiene Trump, di imporre ciò che vogliono a danno dell’America. [...]
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