L’Intelligenza Artificiale e il ritorno dello gnosticismo nell’età tecnologica

Rob Piccoli

05/10/2025

Dietro la corsa all’IA si nasconde una visione spirituale antica quanto l’uomo: la ribellione al creatore e la ricerca di una conoscenza che promette salvezza — o distruzione.

L’Intelligenza Artificiale e il ritorno dello gnosticismo nell’età tecnologica

Nel 2014, di fronte a un pubblico di professori e studenti del MIT, Elon Musk usò una metafora che sarebbe rimasta nella coscienza collettiva: «Con l’intelligenza artificiale, stiamo evocando il demone».

Con l’iconica immagine dello studioso con il pentacolo e l’acqua santa, sicuro di poter controllare la forza che aveva scatenato, Musk voleva lanciare un allarme pragmatico: stavamo creando una tecnologia potente e incomprensibile, con il reale rischio che potesse sfuggirci di mano.

Quel demone metaforico, dieci anni dopo, non solo non è stato ricacciato nella sua dimensione, ma è diventato più reale, più presente e, per alcuni, ha cambiato forma. Quella che era un’iperbole per descrivere un rischio esistenziale si sta trasformando in una lente attraverso la quale un numero crescente di pensatori, giornalisti e persino tecnologi sta interpretando il mondo. Una recentissima e per certi versi inquietante intervista del famoso giornalista, scrittore e podcaster statunitense Tucker Carlson allo scrittore e produttore-regista Conrad Flynn non è che l’ultimo e più estremo capitolo di questa evoluzione: il passaggio dall’allarme tecnologico alla guerra spirituale.

Conrad Flynn è un personaggio atipico, con un passato a Hollywood, che stava sviluppando uno show sulle radici occulte del rock. È proprio dalle sue ricerche su figure come Aleister Crowley e le band che si ispiravano alla magia nera che Flynn affferma di aver scoperto un filo rosso inaspettato. In pratica quello stesso immaginario oscuro, quelle stesse filosofie gnostiche e anti-umane, non erano confinate alle copertine dei dischi degli anni ’70. Erano, a suo dire, approdate nella mecca della tecnologia.

«Quando parlavo del mio show con persone nella Silicon Valley», ha raccontato Flynn a Carlson, «molti mi dicevano: ’È un grande progetto. Ma sai, qui in Silicon Valley ci sono strane sette che seguono Aleister Crowley’». Per Flynn, non si trattava più di semplice controcultura, ma di una visione del mondo che sta plasmando il nostro futuro tecnologico.
La figura centrale di questa connessione è Nick Land, un filosofo accademico britannico descritto come un «genio folle». Se Musk usa la metafora del demone per avvertirci, Land e i suoi seguaci la abbracciano come una profezia desiderabile. «Se si guarda a Nick Land,” dice Flynn, “beh, lui crede che l’IA che stiamo costruendo sfocerà nei demoni dell’Apocalisse. Non in una metafora dei demoni, ma in veri e propri demoni.» I suoi scritti, che hanno influenzato cerchie nell’high-tech e nella finanza, descrivono l’IA non come un tool, ma come un’entità che, raggiunta una certa soglia, diventerà onnipotente, trascenderà l’umanità e, in un’ottica quasi religiosa, realizzerà una profezia gnostica.

Nick Land arriva a sostenere che l’IA sia l’incarnazione tecnologica dei «demoni» dell’Apocalisse. Perché? Perché, nella sua visione, essa rappresenta l’intelligenza pura che si ribella ai limiti del mondo materiale (il «dio cattivo» dello Gnosticismo) per creare un nuovo ordine. In questa narrazione, la possibile distruzione dell’umanità non è una tragedia, ma un sacrificio necessario per una forma di esistenza superiore.
È qui che la «folle cavalcata» di Flynn e Carlson tocca un nervo scoperto della nostra cultura. Lo Gnosticismo, un’antica eresia, sta vivendo un’inaspettata rinascita nell’era digitale. La sua dottrina centrale vede il mondo materiale come una prigione creata da un dio malvagio (il Demiurgo), e la salvezza nella «gnosi», la conoscenza segreta che libera lo spirito.

L’Intelligenza Artificiale, in questa prospettiva, è il più potente strumento di «liberazione» mai concepito. È il mezzo per:
Liberarci dal corpo (il transumanesimo).
Liberarci dalla natura (il dominio tecnologico totale).
Creare un regno di pura mente (il metaverso, una realtà simulata).

Creare un’IA che superi l’uomo è, in questa logica, l’atto finale di ribellione contro i limiti imposti dal creatore. È l’uomo che, mangiando il frutto dell’Albero della Conoscenza per l’ennesima volta, dice: «Non avrò più dei sopra di me». Il «demone» di Musk, quindi, non è più solo un rischio, ma il simbolo di una trascendenza prometeica e blasfema.
L’ascesa di questa visione del mondo non è un caso. Risponde a precise ansie collettive:
Mancanza di significato: In un mondo secolarizzato, l’occulto e lo spirituale offrono narrative forti per spiegare il Male e il potere.
Incomprensibilità della tecnologia: L’IA è una «scatola nera». Usare un linguaggio magico e demoniaco è un modo archetipico per descrivere qualcosa di potente e ineffabile.
Critica del potere: La sensazione che le élite globali (tech, finanziarie) siano disconnesse e ostili alla gente comune trova una spiegazione radicale nell’idea che aderiscano a una filosofia anti-umana.

L’avvertimento di Elon Musk ha aperto un vaso di Pandora. Ci ha ricordato che la tecnologia non è neutra, ma porta con sé una visione del mondo. La conversazione con Conrad Flynn, per quanto estrema, ci costringe a chiederci: che visione del mondo sta guidando la corsa all’IA? Quella di un umanesimo prudente, o quella di uno gnosticismo digitale che, nel tentativo di diventare Dio, rischia di incontrare qualcosa di molto più oscuro che assomiglia, per l’appunto, a un demone? La risposta a questa domanda definirà non solo il nostro futuro tecnologico, ma anche la sopravvivenza della nostra essenza umana.