L’intelligenza artificiale consuma sempre più energia. Per sostenere la crescita servono chip, data center e infrastrutture. Ecco come un investitore europeo può esporsi al trend.
L’intelligenza artificiale è spesso raccontata come una rivoluzione immateriale, fatta di software, algoritmi e reti neurali. Ma alla base di tutto c’è una realtà fisica: la corsa all’AI è anche – e sempre di più – una corsa a infrastrutture, energia e capacità computazionale.
Come abbiamo visto nel primo articolo, la competizione tra USA e Cina sul fronte tecnologico ha una dimensione strategica legata alla disponibilità di energia elettrica stabile e a basso costo. Ed è proprio in questo intreccio tra digitale e fisico che si aprono opportunità di investimento concrete.
I data center che alimentano i modelli di intelligenza artificiale sono tra le strutture più energivore mai costruite. Richiedono non solo elettricità continua, ma anche raffreddamento avanzato, reti a bassa latenza e chip ad altissime prestazioni. [...]
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