Salgono i prezzi e cala la produzione. Nonostante resti sempre l’irrinunciabile sfizio dolce per l’estate, il gelato (o più che altro la sua industria) comincia a essere osservato speciale. Anche se l’aumento dei prezzi ha colpito negli ultimi anni numerosi beni e servizi, ce ne sono alcuni sui quali i rincari sono più evidenti. E tra questi rientrano senza dubbio coni e coppette, di cui l’Italia è uno dei principali produttori europei, ma anche uno di quelli con i costi più elevati.
Stando a una recente analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), basata sui dati pubblicati dall’osservatorio del Ministero delle imprese e del Made in Italy e che ha messo a confronto i prezzi medi nelle città italiane di una vaschetta di gelato da un chilo nel 2024 con quelli del 2021, risulta che il rincaro negli ultimi tre anni è stato del 29,6%, a fronte di una crescita generale dell’inflazione che, nello stesso periodo, si è fermata al 15,7%. In altri termini, i prezzi del gelato stanno aumentando molto più della media e, oltre alle ripercussioni sui portafogli dei consumatori, dallo scorso anno sono anche arrivati segnali di rallentamento sulla produzione in Europa.
Secondo Eurostat, nel 2023 i paesi dell’Unione Europea hanno prodotto complessivamente 3,2 miliardi di litri di gelato, in calo dell’1,4% rispetto al 2022, anno in cui i volumi erano tornati a crescere del 5% al confronto con quello prima. Leader nella produzione è sempre la Germania, con 612 milioni di litri di gelato realizzati nel 2023, davanti alla Francia con 568 milioni e all’Italia che, a quota 527 milioni di litri, è stabilmente il terzo produttore europeo di gelato.
Oltre a essere prima per volumi, la Germania detiene anche il primato del gelato più economico prodotto: 1,8 euro al litro, contro i 2,2 euro al litro della Francia e ai 2,6 euro di costo medio per un litro di gelato italiano. In appena un anno i prezzi sono cresciuti significativamente per tutti i principali produttori europei: nel 2022 un litro di gelato italiano aveva un costo medio di 2,3 euro, ossia simile a quello attuale della Francia che, a sua volta, nel 2022 produceva un litro di gelato a 1,9 euro (ossia a 30 centesimi in meno). Stesso discorso per la Germania dove, per quanto resti il più economico, in un anno un litro di gelato prodotto è passato dal costare in media 1,5 euro a 1,8.
I prezzi del prodotto crescono perché, in primis, aumentano quelli delle materie prime. Secondo l’associazione di consumatori Assoutenti, nel 2023 i prezzi dello zucchero sono saliti del 54% su base annua e quelli del latte conservato di oltre il 30%. Senza dimenticare anche l’impatto dei costi energetici, che giocano un ruolo importante nella produzione e conservazione del gelato.
La produzione è in calo, ma l’export non se la passa male. Nel 2023 i paesi Ue hanno venduto ai paesi esteri 261 milioni di chili di gelato, per un valore di oltre un miliardo di euro, mentre nel 2022 le esportazioni si erano fermate a 250 milioni di chili, per un valore complessivo di 930 milioni di euro. Un quinto delle esportazioni europee di gelato partono dalla Francia, mentre Italia e Germania valgono entrambe circa l’11% dell’export Ue.