L’ex uomo più ricco del mondo investe 10 miliardi contro il cambiamento climatico

Money.it Guide

19 Aprile 2026 - 15:30

Il re di Amazon è uno dei pochissimi centimiliardari ad aver fatto (o annunciato di fare) qualcosa per la lotta al climate change: ecco come sta investendo i suoi soldi

L’ex uomo più ricco del mondo investe 10 miliardi contro il cambiamento climatico

Una promessa è una promessa. Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha firmato un patto con il pianeta Terra, promettendo di donare ben 10 miliardi di dollari alla causa ecologica. Anzi, 10 miliardi per combattere il climate change, un qualcosa di ancora più profondo e significativo. Si tratta della più grande donazione filantropica per il clima di sempre, anche se non ancora totalmente realizzata.

Sì, perché in realtà quello del re di Amazon è un contratto a scadenza decennale siglato idealmente nel 2020, nel quale attraverso il Bezos Earth Fund, il fondo creato appositamente per questo scopo, investe questa cifra in 10 anni, con termine ultimo 2030. Una sorta di investimento per la vita, la sua e delle - tantissime - generazioni di Bezos a venire. E in prima linea c’è proprio la famiglia Bezos, con anche la nuova moglie (sposata a Venezia nel 2025) Lauren Sanchez a tessere le fila di dove, come e quando saranno spesi questi soldi.

Il risultato al 2026? In realtà ci sono ancora oltre 7 miliardi di dollari da spendere nei prossimi 3 anni e mezzo. Ecco tutto quello che sappiamo ad oggi.

10 miliardi di dollari: cosa ha fatto e cosa farà Bezos per il clima con tutti questi soldi?

A poco più di metà percorso, il bilancio del Bezos Earth Fund è già tutt’altro che simbolico, ma anche ancora lontano dal suo obiettivo finale. Dal 2020 a oggi sono stati distribuiti circa 2,3 miliardi di dollari, con una strategia che si muove su più fronti: dalla tutela degli ecosistemi alla tecnologia, fino alla trasformazione dei sistemi produttivi globali.

Uno dei pilastri è il cibo. Bezos ha destinato 1 miliardo di dollari alla trasformazione dei sistemi alimentari e agricoli, puntando su pratiche sostenibili e filiere meno impattanti. A questo si aggiungono 100 milioni di dollari assegnati al World Wildlife Fund per soluzioni climatiche basate sulla natura e altri 110 milioni per il ripristino degli habitat e la ricerca scientifica.

Ma il vero cambio di passo si è visto tra il 2025 e il 2026, con la seconda moglie Lauren Sánchez sempre più centrale nella gestione operativa del fondo. Tra le iniziative più recenti spiccano i 37,5 milioni di dollari per la protezione marina in 12 nazioni del Pacifico, parte di un piano più ampio da 100 milioni per la conservazione degli oceani. Non solo: il fondo ha anche investito 30 milioni nella seconda fase dell’AI Grand Challenge, un programma che utilizza l’intelligenza artificiale per affrontare problemi ambientali complessi, dall’agricoltura alla biodiversità.

La strategia è chiara: combinare innovazione tecnologica e soluzioni naturali. Non a caso, tra gli investimenti più recenti compare anche un finanziamento da 3,5 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo dell’energia nucleare, considerata una leva chiave nella transizione energetica.

E poi c’è la dimensione globale: partnership con iniziative come l’Earthshot Prize, che ha ricevuto fondi per sostenere decine di progetti innovativi in tutto il mondo.

Il prossimo triennio sarà decisivo. Con oltre 7 miliardi ancora da allocare, il fondo sta passando da una fase di sperimentazione a una di esecuzione su larga scala, anche grazie a un cambio di leadership che punta a velocizzare e rendere più concreti gli investimenti. Il conto alla rovescia verso il 2030 è iniziato davvero.

Quanto impatta la cifra per il clima sul patrimonio di Jeff Bezos

Dieci miliardi sono una cifra gigantesca. Ma quanto pesano davvero sul patrimonio di Jeff Bezos?

Ad oggi, la sua ricchezza è stimata intorno ai 268 miliardi di dollari. Ciò significa che l’impegno per il clima rappresenta circa il 3,7% del suo patrimonio totale.

Una percentuale significativa in termini assoluti, ma relativamente contenuta se rapportata alla scala della sua fortuna. Il confronto diventa ancora più interessante se si allarga lo sguardo agli altri grandi patrimoni globali. Se anche gli altri nove uomini più ricchi del mondo decidessero di donare la stessa percentuale (3,7%), si arriverebbe a una cifra complessiva superiore ai 90 miliardi di dollari. Molti di più dei 70 miliardi annuali stimati dall’UE per la transizione ecologica da qui al 2050 per tutto il continente europeo.

Un ordine di grandezza che cambierebbe completamente il campo di gioco: con una somma del genere si potrebbero finanziare massicci programmi globali di riforestazione, accelerare la transizione energetica nei Paesi emergenti, sostenere la ricerca su tecnologie pulite e proteggere interi ecosistemi a rischio.

Ma i Bezos per il clima, per il momento, si contano sulle dita di una mano. I 10 miliardi, pur rappresentando un record nella filantropia climatica, sono solo una parte della risposta. Una parte importante, certo, ma ancora lontana dal riscrivere da sola il destino del pianeta.

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